Vittorie da predestinata, le copertine e la caccia la n.1: l'occasione di Coco Gauff
La Gazzetta dello Sport

Vittorie da predestinata, le copertine e la caccia la n.1: l'occasione di Coco Gauff

Giovedì 27 agosto 2026
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L'ex enfant prodige da 2 milioni di follower su Instagram ha appena vinto il Wta 1000 di Cincinnati. E se vincesse il terzo Slam...

L'ex enfant prodige da 2 milioni di follower su Instagram ha appena vinto il Wta 1000 di Cincinnati. E se vincesse il terzo Slam...

Pellegrino Dell'Anno 27 agosto - 17:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

L’enfant prodige che si fece donna. La ragazzina terribile, capace di arrivare agli ottavi di Wimbledon sul Centre Court a 15 anni, che trovò il suo compimento allo Us Open 2023, primo Slam vinto in carriera. Questa è Coco Gauff, una carriera da veterana nel corpo di una 22enne, già n.2 del mondo e due volte campionessa Slam (ha vinto anche il Roland Garros 2025). La stagione, finora non indimenticabile, tra sconfitte cocenti ed episodi particolari, come la racchetta rotta in mondovisione negli spogliatoi dell’Australian Open, ha assunto tratti nuovamente a colori dopo il Wta 1000 di Cincinnati, vinto da Gauff in finale contro Jessica Pegula, connazionale e n.3 del mondo, 6-2 6-4 in 74 minuti. Secondo titolo in Ohio per Coco, considerata da molti la naturale erede delle sorelle Williams, sia per stile di gioco che per le origini afroamericane. Eppure, con il passare degli anni, la classe 2004 si sta costituendo un’identità sempre più sua, esclusivamente sua. 

VIDEO: Sabalenka e Gauff star social: ballano sul Centrale di Wimbledon

Carattere

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Gauff vanta già 12 titoli Wta, tra cui due Slam e quattro 1000, oltre alle Wta Finals. È una vincente, difficile discutere questo aspetto. Al contempo spesso ha anche accostato ai trionfi risultati sorprendenti contro avversarie decisamente meno nobili e per lei battibili, eredità di una carriera partita prestissimo e subito al livello più alto, avendo raggiunto la prima finale Slam a 18 anni e vinto il primo titolo a 19. Ciò non ha dato a Gauff il tempo di accumulare il giusto ritmo partita o la possibilità di perdere qualche volta in più senza smarrire la propria serenità. Ha dovuto imparare dalle sconfitte e dagli errori, rispondendo alle aspettative dei predestinati con un carattere di chi non le manda a dire, molto forte. Si è pubblicamente espressa contro il razzismo ad appena 16 anni, nel 2020, quando era una tennista da tante promesse, con la carriera davanti, anteponendo a qualsiasi risultato sportivo o dubbio un tema delicato. Specie nel 2020, poco dopo l’omicidio di George Floyd ad Atlanta, soffocato da agenti di polizia: “Non si tratta solo di George Floyd, o di Trayvon Martin, ucciso otto anni fa, ed ora sono ancora qui a chiedere cambiamenti. Questa cosa mi spezza il cuore perché sto lottando per il futuro dei miei fratelli, per il futuro dei miei figli futuri e dei miei futuri nipoti. Perciò, è ora che dobbiamo cambiare le cose”. D’altronde, sin dagli albori, Gauff ha sempre avuto un peso non indifferente sulle spalle. 

Eredità

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 Coco (che ha cambiato il suo nome di battesimo, che era Cori) ha avuto sin dall’inizio l’etichetta addosso di erede di Serena Williams, di faro per un tennis americano alla disperata ricerca di una stella femminile. Di un personaggio, dentro e fuori dal campo, capace di rimettere al centro della mappa la bandiera a stelle e strisce. Con una sorta di controindicazione che la accompagna da quando era giovanissima: con un servizio ballerino, e un dritto spesso incapace di incidere sul serio, era difficile considerare Gauff come la più forte, anche solo tra le sue coetanee. Ed era accompagnata anche da una certa invidia generale, di chi non riusciva a comprendere i clamorosi risultati. Era dunque non semplice immaginare la crescita che ha avuto in questi anni, fino a diventare probabilmente la giocatrice più famosa del mondo. Per quanto infatti, nonostante il grande lavoro di Brad Gilbert, l’americana non sia ancora diventata la più forte dal punto di vista tennistico, è indubbio che sia la più chiacchierata, la più vicina a quel tipo di personaggio che il tennis femminile, e quello americano, cercano disperatamente. 

Diva

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 Gauff ha più di due milioni di follower su Instagram, svariati sponsor, e nel 2024 è finita anche sulla copertina di Vogue America. Un piccolo privilegio, di cui si possono vantare le vere star planetarie. D’altronde lei, nel 2023, è stata la sportiva più pagata al mondo, incassando 22,7 milioni di dollari. E ora, tre anni dopo, alla vigilia dello Us Open, l’attuale n.4 Wta sembra nuovamente pronta per vincere un Major. Per zittire i tanti scettici, che ancora oggi sembrano accompagnarla, puntandole contro il dito. Tante chiacchiere che Coco ha avuto sempre l’abilità di schivare, da quelle sul gioco (“può giocare solo sul cemento, va in campo senza pensare”, aveva detto Adriano Panatta) a una sorta di accusa di fortuna nei momenti importanti (“Gauff ha vinto perché ho fatto troppi errori, non perché abbia giocato così bene”, commentava Sabalenka dopo la finale del Roland Garros 2025). Eppure l’americana ha sempre dimostrato il contrario, riuscendo a contenere i propri difetti, a gestire le aspettative e trovare le soluzioni più adeguate nei momenti più psicologicamente fragili. Sa resistere, sa mettersi in gioco, sa parlare, ma soprattutto sa vincere. Anche quando non gioca benissimo, quando piovono doppi falli e i dritti finiscono più fuori che dentro, raramente Gauff non trova la strategia giusta. Caratteristica delle giocatrici che scrivono i tratti di un’epoca, che verranno ricordate. Anche grazie a un pizzico di positiva arroganza, che l’americana possiede, e sa sfruttare quando conta. Come nel discorso di premiazione del Roland Garros 2025: “Non ho mai avuto un dubbio dentro di me, e se ho mai detto che ne avevo stavo mentendo”. E, senza avere dubbi ma con grande consapevolezza, potrebbe lasciare New York da n.1 al mondo tra un paio di settimane. 

Corsa

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Uno dei temi più interessanti dello Us Open femminile è infatti la corsa al n.1. Le prime quattro al mondo, Sabalenka, Rybakina, Pegula e Gauff, possono tutte lasciare la Grande Mela con la vetta della classifica in tasca, con combinazioni diverse. Coco, con il suo stile aggressivo e un tocco di cabala (nel 2023 aveva vinto già a Cincinnati, trionfando poi allo Us Open) è una seria candidata per vincere il torneo, dopo che in Ohio ha vinto dodici set di fila, otto dei quali perdendo meno di quattro game. Dovesse tornare campionessa a New York arriverebbe a 8.464 punti, che le basterebbero a superare in ogni caso Sabalenka (campionessa in carica) e Pegula, ma non con assoluta certezza Rybakina. La kazaka, pur non apparsa al meglio nella seconda parte di stagione dopo un inizio scoppiettante, è la vera favorita per chiudere lo Us Open da n.1: le “basterebbe” infatti arrivare in semifinale, qualsiasi siano i risultati altrui, per avere la certezza della vetta. Ciò vuol dire che Sabalenka (che però arriva da n.1 e potrebbe anche accontentarsi di una semifinale o finale con i dovuti calcoli e una prematura uscita di Rybakina), Gauff e Pegula sarebbero obbligate a vincere il torneo, sperando che la kazaka non superi i quarti, per diventare n.1 in classifica Wta. Infatti Elena, attuale n.2, potrebbe addirittura fermarsi al terzo turno, a 8.031 punti, anche con finale di una delle tre contendenti (nessuna delle quali avrebbe in tal caso più di 7.875, il massimo ottenibile, da Sabalenka), e uscire comunque in vetta al ranking dallo Slam. Una sfida nella sfida che aggiunge ulteriore interesse all’ultimo Slam dell’anno. Con la perfezione, per gli organizzatori, che risponderebbe a una finale tutta americana Gauff-Pegula (finalista qui nel 2024) con in palio il n.1 al mondo. Un ultimo gradino da salire, ed appare questione di tempo, per Gauff. Che, per quanto sembri essere al top da sempre, rimane una ragazza di 22 anni. Con tanto ancora da dire e da ottenere.

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