Cherki piccolo De Bruyne, Haaland non fa come Sansone: il City si diverte col poker al Palace
La Gazzetta dello Sport

Cherki piccolo De Bruyne, Haaland non fa come Sansone: il City si diverte col poker al Palace

Venerdì 28 agosto 2026
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Prestazione eccellente dei Citizens: finisce 4-1 con le doppiette del francese e del norvegese

Prestazione eccellente dei Citizens: finisce 4-1 con le doppiette del francese e del norvegese

Dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 28 agosto - 23:25 - LONDRA (INGHILTERRA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Due lampi e Rayan Cherki si mette al centro del nuovo Manchester City. Le magie nello spazio di sei minuti nella ripresa del numero 10 francese regalano a Enzo Maresca la seconda vittoria consecutiva, un 4-1 in casa del già pericolante Crystal Palace in cui l’allenatore italiano ha tanto di cui essere soddisfatto. La condizione di Cherki, per cominciare, che dopo i due assist al debutto col Bournemouth illumina Selhurst Park con due splendidi gol a inizio ripresa, che fanno da sandwich alla sfortunata autorete di Gigio Donnarumma che aveva riacceso le speranze delle Eagles. Cherki invece le ha spente con un gol più bello dell’altro, confermando quanto deve essere centrale nel nuovo City di Maresca. Come Erling Haaland, che rompe la maledizione lanciatagli da Zlatan Ibrahimovic dopo il taglio di capelli e firma i suoi primi gol della stagione, l’1-0 che apre già al 17’ la bella partita del City e il 4-1 all’84’ che la chiude. 

genio 

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Nel documentario sulle ultime due stagioni di Pep Guardiola al City, uscito un paio di settimane fa su una piattaforma di streaming video, si vede anche il dietro le quinte della riunione in cui la dirigenza della parte blu di Manchester decide di investire su Cherki. “I numeri ci dicono che può essere il nuovo Kevin De Bruyne entro due anni”, racconta il capo delle analytics del City per convincere la dirigenza a chiudere per il francese. Il primo anno l’aspirante genio preso dal Lione lo ha chiuso con 4 gol e 12 assist in 33 partite di Premier. Il secondo, quello che dovrebbe portarlo a diventare il nuovo De Bruyne, lo ha cominciato con due gol e due assist in due partite e la certezza che deve avere un posto centrale nella squadra di Maresca. Ha i colpi per essere il nuovo De Bruyne, la visione di gioco, la capacità di fare gol. E anche la convinzione di poterlo diventare, quello che lo porta a far capire di non essere contento quando rimane inizialmente fuori come nella prima partita. L’idea che potesse diventare il nuovo De Bruyne ha fatto scommettere il City su questo potenziale genio: Maresca farà bene ad assicurarsi che lo diventi davvero. 

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PROGRESSI

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Cherki non è l’unico a brillare nel nuovo City che prende forma. Haaland ha toccato praticamente due palloni buoni: li ha trasformati in uno splendido gol di testa per aprire il suo conto nel 2026-27 e in un imperdibile diagonale per mettere la ciliegina sulla torta della partita. Il norvegese è con Dias l’unico leader rimasto dell’ultima era Guardiola nello spogliatoio: ora che il mercato gli ha tolto anche la riserva, è evidente come i suoi gol (e i suoi muscoli) saranno determinanti nella missione del City di rimanere sugli elevatissimi standard a cui l’ha portato Guardiola. Il bicchiere di Maresca, però, non è pieno solo per Cherki e Haaland: Elliott Anderson ha dominato a centrocampo nel ruolo lasciato libero da Rodri (nonostante i tifosi delle Eagles abbiano provato a ricordargli che era solo “una brutta copia” del loro Adam Wharton, nullo in mezzo al campo del Palace); Phil Foden ha mostrato tanti sprazzi di quella classe che nelle ultime stagioni pareva aver perduto, concretizzandola in due assist. Il City in generale è sembrato più squadra: la condizione dei singoli cresce a vista d’occhio e questo si traduce in un gruppo più padrone del gioco. Maresca nel finale ha dato anche minuti al 18enne Ayyoubb Bouaddi, che avrà bisogno di tempo per dimostrare di meritarsi il titolo di teenager più costoso della Premier. Tempo è quello di cui ha bisogno anche Maresca per trasformare questo City rivoluzionato ben oltre l’addio di Guardiola in una squadra. Queste due vittorie dicono che sta bruciando le tappe, ma il City deve crescere ancora molto. Sul campo e col mercato.

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