Virus West Nile in Italia: i casi accertati e la mappa della diffusione
Finora sono 432 i casi di virus West Nile confermati in Italia, con 17 decessi: meno dello scorso anno, ma con il virus ormai stabile in quasi tutto il territorio
Finora sono 432 i casi di virus West Nile confermati in Italia, con 17 decessi: meno dello scorso anno, ma con il virus ormai stabile in quasi tutto il territorio
Daniele Particelli 29 agosto - 10:19 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAnche in questa calda estate 2026 si è tornati a parlare con sempre più insistenza della diffusione del virus West Nile nel nostro Paese, con 432 casi di infezione segnalati nell'uomo dall'inizio del 2026 al 26 agosto, data di pubblicazione dell'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità, con un incremento di più di 100 casi rispetto al bollettino pubblicato la settimana precedente.
La distribuzione dei casi confermati in Italia al 26 agosto 2026Complice anche il decesso di 17 persone per complicanze legate all'infezione, ad oggi trasmissibile solo attraverso le punture di zanzare e non da persona a persona, la preoccupazione dei cittadini è aumentata, come accade sul finire dell'estate da qualche anno a questa parte. Qual è la situazione in Italia e cosa dicono le autorità sanitarie?
West Nile, la situazione in Italia
—Al 26 agosto 2026, come comunicato dall'ultimo bollettino diffuso dell'Istituto Superiore di Sanità, una pratica che l'ISS ha messo in atto per la prima volta nel 2012, sono stati confermati 432 casi di infezione da virus West Nile nell'uomo, di cui:
- 223 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (di cui 3 casi importati: 1 Maldive, 1 Francia e 1 Belgio);
- 63 casi asintomatici identificati in donatori di sangue;
- 144 casi di febbre (un caso importato da Burkina Faso);
Tra i casi confermati sono stati notificati 17 decessi (di cui uno di un caso importato). La letalità, spiegano dall'ISS, è calcolata sulle forme neuro-invasive segnalate fino all'ultimo bollettino ed è pari al 7,2% (lo scorso anno, nello stesso periodo, era al 13,9%).
Il confronto con gli anni precedenti
—I dati ufficiali dell'Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro. Nonostante si stia parlando con più insistenza delle infezioni da virus West Nile nell'uomo rispetto agli anni scorsi, nel 2026 la situazione non è più grave:
- Nel 2025, al 27 agosto, erano stati confermati 484 casi (193 nella forma neuro invasiva), con 27 decessi
- Nel 2024, al 28 agosto, erano stati segnalati 232 casi (131 nella forma neuro invasiva), con 8 decessi
- Nel 2023, al 30 agosto, i casi notificati era stati 171 (97 nella forma neuroinvasiva), con 9 decessi
- Nel 2022, al 30 agosto, c'erano stati 386 casi (192 nella forma neuroinvasiva), con 22 decessi.
A preoccupare le autorità sanitarie, ma non più di altri anni, sono i cosiddetti casi silenti, quelli asintomatici. La maggior parte delle persone infettate dal virus West Nile, infatti, non mostra alcun sintomo e questo significa che è impossibile, a meno di non testare tutte le persone residenti in una determinata area, stabilire quanto il virus sia diffuso.
"Nonostante il numero di casi sia inferiore a quello dello scorso anno, così come la letalità, il virus ormai circola stabilmente in quasi tutto il territorio nazionale, come dimostrano anche i casi riportati in donatori di sangue. Questo conferma la necessità di una sorveglianza e di un monitoraggio attenti e di una diagnosi precoce dei casi, anche per continuare a garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti", hanno sottolineato gli esperti di arbovirosi del Dipartimento di Malattie Infettive dell'ISS.
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