Vergara: "Il mio ruolo? Non lo conosco nemmeno io. Stavo lasciando il calcio per vendere auto, poi..."
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Vergara: "Il mio ruolo? Non lo conosco nemmeno io. Stavo lasciando il calcio per vendere auto, poi..."

Sabato 29 agosto 2026
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Il fantasista azzurro in una lunga intervista al Mattino: "Conte maniaco della vittoria, incazzato anche dopo un 4-0. Allegri cerca di creare un legame diretto con ognuno di noi. La gavetta non sempre è un bene, se uno a 18 anni è pronto..."

Il fantasista azzurro in una lunga intervista al Mattino: "Conte maniaco della vittoria, incazzato anche dopo un 4-0. Allegri cerca di creare un legame diretto con ognuno di noi. La gavetta non sempre è un bene, se uno a 18 anni è pronto..."

29 agosto - 10:03 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Antonio Vergara è uno che, nella vita, ha saputo aspettare il suo momento. "Ho tenuto duro - ha detto in una lunga intervista concessa al Mattino -, anche perché stavo per mollare tutto". Il riferimento è a quanto successo nel settembre 2023 quando - era ancora un giocatore della Reggiana - si ruppe il crociato: "Ricordo che chiamai mio padre e gli dissi: 'È finita, preparami un posto nella concessionaria di auto a Caivano'. Per fortuna poi non ho mollato". Oggi Vergara è uno dei punti fermi del Napoli. La sua ascesa è iniziata la scorsa stagione con Conte, ma anche Allegri è pronto a puntare su di lui, come si è visto all'esordio a Marassi in casa del Genoa. In quale ruolo? Non si sa: "Da cinque anni cambio continuamente posizione. Faccio l'esterno alto, il trequartista, la mezzala, il quinto di centrocampo. Dove mi dicono di mettermi, là mi metto". 

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da conte ad allegri

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Nell'album dei ricordi di Vergara c'è una fotografia più grande delle altre. È stata scattata il 28 gennaio scorso, la data di Napoli-Chelsea: "Ho sognato tante volte quella notte e quel gol, il mio primo in Champions. Solo che cambierei il finale. Perché la vittoria e il passaggio di turno del turno non sono arrivati e questo ha reso amara quella serata". Allora sulla panchina azzurra c'era Antonio Conte: "Un maniaco della vittoria - spiega Vergara -, un allenatore con una mentalità unica. Anche se hai vinto 4-0 la sera prima, il giorno dopo lo vedi lì incazzato perché sta già pensando a come vincere la prossima partita". Oggi però c'è Allegri, uno che "cerca di creare un legame personale e diretto con ognuno di noi. Scherza, ride, è ironico, fa battute. Appena mi ha visto mi ha detto che dobbiamo migliorare sulla pulizia tecnica. Mi ha impressionato, perché sapeva già tutto di me". L'obiettivo però, resta lo stesso. O forse no: "Non parliamo di scudetto tra di noi, e non c'entra la scaramanzia. È il momento di lavorare, senza pensarci, anche perché mi sembra un campionato più equilibrato e competitivo rispetto a quello della passata stagione". 

gavetta e nazionale

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Ma Vergara, a 23 anni, si considera ancora un giovane? "No, per nulla - la sua risposta -. Forse uno dei problemi del nostro calcio può essere anche questo: considerare uno di 23 anni un giovane. Spero che anche la mia storia abbia aiutato ad aprire gli occhi a tutti, è come una piccola guerra generazionale: la maturità calcistica non ha età perché la si può raggiungere anche a 18 anni. La gavetta non è sempre un bene: se a 18 anni un ragazzo è pronto, non ha senso fargli fare un percorso diverso e lungo". Poi c'è il capitolo Nazionale, e il sogno di una coppia 'made in Napoli' con Pio Esposito: "Pio è fortissimo, ovvio che la maglia dell’Italia è un sogno che tutti hanno nel cuore. Ma abbiamo un ct come Roberto Mancini che saprà fare le scelte giuste".

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napoli, champions e futuro

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Ma in quale Napoli avrebbe voluto giocare Vergara? "In quello di Cavani, Hamsik e Lavezzi: era la squadra dei miei sogni. Anche se probabilmente li avrei visti solo dalla panchina. E mi sarebbe piaciuto dividere il campo con Zielinski, lo trovo superbo". Sugli obiettivi stagionali: "A livello personale non farmi più male, a livello di squadre centrare la semifinale di Champions. Ci aspettano notti spettacolari e non vediamo l'ora di viverle". 

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