Mercato top, in campo flop, 7 gol presi in due partite: Fiorentina, cosa non va
La Gazzetta dello Sport

Mercato top, in campo flop, 7 gol presi in due partite: Fiorentina, cosa non va

Domenica 30 agosto 2026
1 visualizzazione

La Viola ha scelto la strada della qualità e anche nella sconfitta col Frosinone il talento si è visto. Ma la difesa fa acqua, l'attacco non punge e...

La Viola ha scelto la strada della qualità e anche nella sconfitta col Frosinone il talento si è visto. Ma la difesa fa acqua, l'attacco non punge e...

Dal nostro inviato  Luca Bianchin 30 agosto - 09:15 - FIRENZE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Quella voglia irresistibile di distrarre il quarto uomo, rubargli il tabellone delle sostituzioni e far entrare il 9 e il 10, Batistuta e Rui Costa, seduti in tribuna a vedere un Fiorentina-Frosinone maledetto. I fiorentini sono venuti allo stadio per la grande festa del centenario (in casa, contro una neopromossa, facile no?), invece hanno avuto mal di testa per un’ora e mezza, come quando alle feste bevi un cocktail di troppo. La Viola ha perso 3-0 e l’uomo del giorno è diventato Antonio Raimondo da Ravenna, un attaccante che prima di ieri non aveva mai segnato in A. Questa volta ne ha fatti due, il secondo con un esterno-collo mancino da assist di Gabriele Bracaglia, l’uomo del 2-0, cresciuto a Frosinone e alla prima trasferta di A della vita. Una vittoria popolare, di strada, più lampredotto che nobile fiorentina. 

dramma fiorentino

—  

A Firenze, la sconfitta ha fatto scattare subito l’allarme. Qui va così, si drammatizza in fretta, e qualche motivo in effetti ci sarebbe. La Viola di Paratici e Grosso ha preso 7 gol in due partite, quattro con la Roma e tre in casa. Grosso si è giocato la formazione più offensiva – una punta, due trequartisti e Atta da mezzala – ma non ha trovato il minimo equilibrio. Quando il Frosinone ripartiva, Oulai era una scialuppa in mezzo al mare: travolto dalle onde. Così ora tutto sembra un disastro: Dragusin e Pongracic pessimi a centro area, Pellegrino pesante e innocuo al centro dell’attacco, Atta leggerissimo in mezzo. Calma, meglio andarci piano, che agosto è bugiardo per definizione. Grosso deve urgentemente trovare un modo per tenere in piedi questa squadra ma il talento, anche in una serata così, si è visto. Mastantuono ha qualità superiore, Gudmundsson è andato comunque vicino al gol, Valdepenas sa che cosa fare del pallone. La strada della qualità è stata scelta e non si può tornare indietro. Se arriverà una punta per mettere in panchina il Pellegrino desolante di ieri, meglio. 

ch cosa è successo

—  

La partita è stata strana, va detto, perché nei primi 40 minuti la Viola ha dominato, anche se è andata sotto 2-0. Prego considerare quattro occasioni. Minuto 13: ripartenza Mastantuono-Pellegrino-Gudmundsson con tiro di Gud, troppo timido per essere vero. Minuto 17: mancino largo di Mastantuono, fatto cortesemente calciare dalla difesa. Minuto 35: palo di Mastantuono, addirittura con il destro, che Franco se può non evita di usare. Minuto 36: uno-due Valdepenas-Ndour e palo del terzino. Il problema è che, tra un’occasione e l’altra, il Frosinone ha segnato due gol. Uno dopo 28 minuti, una discesa a sinistra di Kvernadze con cross basso e girata mancina di Raimondo. Colpa di Ndour che ha fatto passare Kvernadze? Beh, sì. Di Pongracic che ha lasciato calciare Raimondo? Anche. L’altro al 38’, un angolo da destra battuto da Calò e girato in porta di testa da Bracaglia. La Fiorentina non ha mai davvero reagito. Ha fatturato un cross di Gudmundsson e un paio di tiri di Mastantuono calato alla distanza. Poca roba. Il Frosinone così ha controllato e a metà secondo tempo ha fatto tre con Raimondo. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

alvini ha un'anima

—  

Massimiliano Alvini merita due parole. È nato a Fucecchio come Montanelli ma non è mai andato in Finlandia a raccontare la guerra. Ha vissuto una vita in provincia: Signa, Quarrata, Tuttocuoio, Reggiana, Cremonese. A Frosinone si è messo in testa di salvarsi e a Firenze ha spiegato come. La difesa non ha mai visto la A ma è organizzata, in mezzo Calò mette il piede, Masini la corsa, Schmid l’esperienza di alto livello. Kvernadze non sarà sempre questo, e Raimondo nemmeno, ma questa squadra sa stare insieme e ha orgoglio. Un anno fa, Alvini mostrò un giornale che dava il Frosinone come probabile retrocessa in C e lo strappò davanti a tutti. Funzionò. Se qualcuno questa volta li ha dati per salvi, alzi la mano.

Leggi anche Frosinone, Alvini: "È un risultato pesante. Raimondo? In Italia si tende a dare giudizi affrettati"Grosso dopo il ko: "Mancano ferocia e solidità, giusti i fischi. Kean? Ci sarebbe servito"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo