Battocletti, un altro exploit: record italiano dei 1500
La Gazzetta dello Sport

Battocletti, un altro exploit: record italiano dei 1500

Domenica 30 agosto 2026
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Nadia, a Bellinzona, al cospetto di vere specialiste, vince in 3’57”54, 57/100 di secondo meglio del primato realizzato da Sinta Vissa all’Olimpiade di Parigi 2024. Adesso detiene otto limiti nazionali

Nadia, a Bellinzona, al cospetto di vere specialiste, vince in 3’57”54, 57/100 di secondo meglio del primato realizzato da Sinta Vissa all’Olimpiade di Parigi 2024. Adesso detiene otto limiti nazionali

Andrea Buongiovanni Giornalista 30 agosto - 19:59 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Insaziabile Nadia Battocletti: la trentina, alla sua già lunga serie di record, aggiunge quello italiano dei 1500. Non male per una che ha vinto medaglie olimpiche e mondiali (per non dire europee) su 5000 e 10.000 e che un domani potrebbe passare alla maratona. L’azzurra riesce nell’impresa al meeting svizzero di Bellinzona, tappa Silver del Continental Tour, dove si impone in 3’57”54. Il progresso rispetto al limite precedente, detenuto da Sinta Vissa, è di 57/100. La friulana di origini etiopi, l’8 agosto 2024, nella semifinale dei Giochi di Parigi, corse in 3’58”11. E Nadia, il 2 giugno 2025, a Rovereto, nella sua Regione, con 3’58”15, era rimasta a 4/100 dal quel limite. A Bellinzona, in una gara costruita quasi su misura per lei – il polpaccio sinistro avvolto da un tape di protezione e a lungo sorniona intorno alla quarta posizione - sfrutta l’ottimo lavoro della lepre designata, la statunitense Carlee Hansen, che transita ai 400 in 1’02”94 e agli 800 in 2’06”00. Quando intorno ai 900 si fa da parte, è bagarre. Anche perché le rivali non sono atlete qualsiasi. Nadia, alla campana, al cospetto di specialiste pure, sembra un po’ imbottigliata, come se pagasse la relativa esperienza sulla distanza. A metà del rettilineo opposto a quello finale, a circa 250 metri dal traguardo, si alza qualche gomito di troppo. C’è nervosismo. Ma la Fiamma Azzurra, per non smentirsi, la risolve presto. Poco dopo l’ingresso nella curva finale, cambia marcia come solo lei sa fare e lascia tutte sul posto. La sua volata è travolgente. Alle sue spalle terminano la statunitense Addison Wiley (3’58”96) e l’etiope Aster Areri (3’59”54). 

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la festa 

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L’allieva di papà Giuliano, dopo l’arrivo, vede il tempo sul display di campo ed è incredula. Occhi sgranati, bocca aperta, mani al viso, l’espressione tradisce sorpresa. Ma è felice, eccome se è felice. Con una prestazione così, ripaga i meritevoli organizzatori ticinesi che tanto hanno creduto in lei. E il pubblico (c’è il tutto esaurito), va in visibilio. Nadia, diversi minuti dopo la fine della prova, è ancora impegnata nel giro d’onore, tra selfie e autografi anche su cartelloni a lei dedicati. Sono otto, adesso, i primati nazionali in suo possesso: 1500 (3’57”54), 3000 (8’26”27), 5000 (14’23”15), 10.000 (30’38”23), 1500 indoor (4’03”59), 3000 indoor (8’26”44), 5 e 10 km su strada (14’32” / 30’08”9). Scusate se è poco. Appuntamento a martedì 8, proprio a Rovereto, di fronte alla sua gente: il 1500 di quella sera sarà una passerella trionfale.

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