Campo, mercato, logistica, migliorie a Trigoria: così Gasp si è preso la Roma
La Gazzetta dello Sport

Campo, mercato, logistica, migliorie a Trigoria: così Gasp si è preso la Roma

Domenica 30 agosto 2026
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Dall'addio di Ranieri e Massara, con conseguente maggiore libertà sul mercato, agli interventi al Bernardini: il tecnico ha acquistato sempre più potere non soltanto grazie ai risultati

Dall'addio di Ranieri e Massara, con conseguente maggiore libertà sul mercato, agli interventi al Bernardini: il tecnico ha acquistato sempre più potere non soltanto grazie ai risultati

Andrea Pugliese Giornalista 30 agosto - 20:53 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Marten De Roon è solo l’ultimo tassello, il fedelissimo a cui non si rinuncia mai. “Un’opportunità che ci permette di mettere dentro un giocatore di valore, un capitano, che tra l’altro ha voluto fortemente venire a Roma”, ha detto Gian Piero Gasperini commentando il recente arrivo in giallorosso del centrocampista olandese. Ma De Roon è anche l’ultimo tassello di un puzzle, quello di Trigoria, sempre più a tinte gasperiniane. Già, perché l’allenatore giallorosso la fiducia e la stima dell’ambiente - e della proprietà - se l’è guadagnata sul campo, con il lavoro ed i risultati (il ritorno in Champions, ad esempio, pesa come un macigno). Ed allora oggi quando va a chiedere qualcosa in più viene mediamente accontentato. O, almeno, si cerca di fare di tutto per riuscirci. Perché oggi c’è sicuramente più fiducia di ieri in tutto quello che il tecnico giallorosso propone, suggerisce, decide… 

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A Trigoria

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Parlare di Gasperini padrone di Trigoria sarebbe eccessivo, non fosse altro perché la proprietà è altrove e ci tiene anche molto (giustamente) al riconoscimento del suo ruolo. Ma di certo oggi dopo i Friedkin il tecnico romanista è una delle personalità più importanti dell’ambiente giallorosso, se non la più influente in assoluto. Gasp si occupa ovviamente prevalentemente del campo, ma poi dà consigli anche di mercato, lavora sulla logistica, suggerisce migliorie da apportare dentro il Fulvio Bernardini. "È quei dentro che bisogna fare meglio le cose”, disse lo scorso anno, quando i rapporti con Frederic Massara e Claudio Ranieri iniziavano velocemente ad incrinarsi. E da allora è cambiato un po’ tutto il mondo nel centro sportivo romanista. E non solo perché l’ex direttore sportivo e il senior advisor non ci sono più. Ma anche perché Gasp pian piano ha acquisito sempre più potere, frutto della credibilità che si è guadagnato in questi 14 mesi vissuti in giallorosso. 

Le scelte

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Così è successo che nella rivoluzione di Trigoria, tante delle scelte nuove siano state “condivise” proprio con Gasperini. Ad iniziare ovviamente dal ds Tony D’Amico, con cui il tecnico giallorosso aveva lavorato per tre anni a Bergamo, dal 2022 al 2025, vincendo insieme l’Europa League. D’Amico è arrivato a Roma anche grazie al suo feeling con Gasp, che ne ha suggerito la scelta. Esattamente come poi sono arrivati anche il responsabile sanitario Riccardo Del Vescovo (che a Roma era già stato dal 2012 al 2019 e che con Gasp ha condiviso poi tre anni a Bergamo), il preparatore atletico Alessandro Pilati (che in precedenza aveva lavorato con il tecnico giallorosso a Genova) e il loan manager Alesandro Frara (che di Gasp è stato anche giocatore, ai tempi della Primavera della Juventus). E poi i giocatori. Castro, ad esempio, è sempre stato un suo pallino, De Roon uno dei suoi fedelissimi del cuore, un giocatore con cui Gasperini ha condiviso ben 395 partite e il trionfo di Europa League. 

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Il ruolo

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Ed allora, anche se poi a parole Gasperini ha sempre sviato il discorso, si profila per lui sempre più un profilo di manager all’inglese. Un allenatore che ovviamente deve occuparsi soprattutto delle vicende di campo, ma il cui parere poi pesa anche nelle decisioni prese in altri settori del club. Del resto, i Friedkin hanno imparato ad apprezzare il Gasp giorno dopo giorno, fidandosi sempre più dei suoi consigli. “Con la proprietà ho un rapporto diretto e anche molto bello”, ha detto in passato il tecnico giallorosso. Aggiungendo però anche un “seppur a volte abbiamo tempi diversi”. Del resto non si può avere tutto e subito, magari succederà anche questo, ma più avanti. Per ora Gasp si gode tutto quello che si è guadagnato a Roma. Era arrivato nella diffidenza generale e si è conquistato stima e rispetto. Adesso spera di lasciare il segno magari per qualcosa anche di più importante. “In tre anni punto a vincere qualcosa”. La gente gli vuole bene anche per questo.

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