United, menomale che c'è Bruno Fernandes: per tre "giurie" è stato il migliore della scorsa Premier
Il portoghese è stato incoronato da colleghi, stampa e Premier League: "Odio perdere, questo club merita il massimo"
Il portoghese è stato incoronato da colleghi, stampa e Premier League: "Odio perdere, questo club merita il massimo"
dal nostro corrispondente Davide Chinellato 31 agosto - 16:19 - LONDRA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe il Manchester United avesse la determinazione del suo capitano Bruno Fernandes, anche il dopo Alex Ferguson sarebbe una storia di successo e non il manuale di come azzerare anni di trionfi. Il 31enne portoghese, passato anche da Novara, Sampdoria e Udinese, ha mostrato anche contro l’Ipswich Town, nella prima stagionale a Old Trafford, perché il presente e il futuro dei Red Devils dipendono da lui: la tripletta con cui ha steso i Tractor Boys, a cui ha aggiunto lo splendido assist per il quinto gol dello United nel 5-2 finale, è il perfetto promemoria del perché Fernandes martedì scorso ha completato il tris dei premi di miglior giocatore del 2025-26, aggiungendo quello votato dai colleghi a quelli di stampa e Premier League. Non sono solo talento e visione di gioco a renderlo speciale, ma è anche la sua determinazione. “Odio perdere e faccio fatica ad essere positivo quando succede - ha raccontato dopo essersi preso il pallone della partita contro l’Ipswich -. Penso che un club come questo debba essere il migliore in tutto”.
centrale
—La rinascita dello United, intrappolato in un fallimento in gennaio e ora prossimo al ritorno in Champions League, in panchina ha il volto di Michael Carrick. In campo, però, non ci sono dubbi che l’uomo centrale sia Fernandes. Ha chiuso il 2025-26 col record di assist in Premier, 21, meglio di Kevin De Bruyne e Thierry Henry. E quel triplo premio di migliore della stagione è stato più che meritato perché fotografa quanto Fernandes sia stato essenziale per la rinascita dello United. “Ma baratterei tutti i miei trofei individuali per una vittoria con la squadra - ha raccontato -. Non giochiamo a tennis, dove sei solo in campo. Giochiamo a calcio, giochiamo in una squadra, in un club e per dei tifosi. E non c’è niente di più speciale che vincere tutti insieme”. Dipendesse da Fernandes, lo United lo avrebbe fatto da tempo. In campo sprigiona determinazione e fiducia, oltre che classe e talento. Carrick lo ha rimesso nel cuore del gioco e lui ha aiutato tutta la squadra a salire di livello, illuminandola con tutti quegli assist da primato. “Penso che a un certo punto l’idea del record abbia dato alla testa ai miei attaccanti: erano così preoccupati di segnare per farmici arrivare che si sono dimenticati altre cose che dovevano fare in campo - ha raccontato -. Io però sono felice, perché fare assist significa che il Manchester United fa gol”.
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—Gli anni di Novara, Udinese e Sampdoria, la Serie A lasciata nel 2017 dopo 115 partite con 15 gol e 13 assist prima di compiere 22 anni, sono un ricordo lontano per Fernandes, ma uno che lo ha aiutato a diventare il giocatore che è adesso. “Quello che mi motiva è giocare a calcio - ha raccontato -. È tutta la vita che ho un pallone vicino, il mio sogno da bambino non era diventare un professionista ma poter giocare a calcio tutta la vita. Poterlo fare, aver rappresentato così tanti club e la mia nazionale, essere inserito in una squadra ideale con così tanti campioni è una cosa che non avrei mai immaginato. E che mi fa riguardare indietro, ripensare a quel bambino che aveva tanti sogni. Sono sicuro di averlo reso orgoglioso”. Di sicuro ha reso orgogliosi i tifosi dello United, con la tripletta che ha steso l’Ipswich e con la stagione che ha riportato i Red Devils in Champions League. Il suo contratto è in scadenza in estate, il club ha l’opzione per prolungarlo di un’altra stagione e anche se si è spifferato di un addio, nessuno a Manchester immagina lo United senza Fernandes a guidarli. “Bruno per noi significa tutto - lo ha elogiato Carrick -. È il capitano, è qui da tanti anni e ha provato tante emozioni diverse. In partite come questa con l’Ipswich, quando hai bisogno che certi giocatori tirino fuori qualcosa di diverso, Bruno è quello che lo tira fuori sempre”.
nuova sfida
—Lo United ha un solo modo per assicurarsi che Fernandes rimanga al centro del suo progetto: tornare a vincere. “Manchester per me è casa e ho ancora tanti sogni che voglio realizzare - ha detto Bruno -. Il primo è vincere con la mia squadra, che per me conta più di qualsiasi trofeo individuale. Un altro è aiutare i miei compagni a migliorare, magari a vincere il trofeo di migliore della stagione come ho fatto io: mi renderebbe molto orgoglioso”. Con sullo sfondo sempre la sua situazione contrattuale e quell’accordo da 10 milioni di euro netti a stagione che sa per concludersi, lo United ha capito da tempo che per tornare grande ha bisogno di Bruno Fernandes. Show come quello contro l’Ipswich servono solo a ricordare a Old Trafford quanto questo 31enne portoghese che a Manchester ha trovato casa non sia solo essenziale in campo per la squadra, ma come ne sia la vera anima, sia l’uomo che può aiutarla a fare il salto di qualità definitivo, sia in Premier che in Champions. Se lo United avesse la grinta di Fernandes, quella voglia di imporsi che l’ha portato da Novara all’essere il capitano e il simbolo della squadra con più tifosi al mondo, il post Alex Ferguson sarebbe stato decisamente diverso.
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