MotoGP, nove gare per decidere il mondiale: le piste favorevoli a Martin, Marc Marquez e Bezzecchi
La Gazzetta dello Sport

MotoGP, nove gare per decidere il mondiale: le piste favorevoli a Martin, Marc Marquez e Bezzecchi

Lunedì 31 agosto 2026
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Fra tredici giorni si scenderà in pista a Misano Adriatico, "a casa di Bezzecchi", poi Austria e via verso l'oriente. ll Gp del Qatar in sospeso può decidere le sorti della stagione 

Fra tredici giorni si scenderà in pista a Misano Adriatico, "a casa di Bezzecchi", poi Austria e via verso l'oriente. ll Gp del Qatar in sospeso può decidere le sorti della stagione 

Giorgio Burreddu Collaboratore 31 agosto - 17:59 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ogni pista ha il suo re. E le nove che restano possono cambiare il peso di questo Mondiale quasi a ogni domenica. Bisogna però dividerle e capire chi le può conquistare. Le moto, i cavallier, la velocità. Gli amori, certo, servono anche i sentimenti per conquistare un circuito o l’altro. Misano, Motegi, Portimao e Valencia sembrano offrire qualcosa in più alla Ducati e soprattutto a Marc Marquez, per il loro carattere tecnico, le frenate e i cambi di direzione. Mandalika, Phillip Island, Sepang e Qatar (se si correrà) possono invece esaltare la velocità e la percorrenza dell’Aprilia. L’Austria è il grande punto interrogativo: storicamente terreno Ducati, ma il Red Bull Ring è anche una pista di motore e l'Aprilia sul dritto ha fatto un bel salto.

sempre più vicini

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Facendo due conti la somma dice: partita aperta. Lo dicono proprio i numeri, che non hanno ancora incoronato nessun campione. Jorge Martin è ancora leader della classifica piloti, Marc Marquez lo segue a 19 punti dopo l’impresa (forse un po’ scontata) a MotorLand, Aragon. E poi c’è Marco Bezzecchi a 24, che proprio in Spagna ha fatto comunque vedere di essere carico e pronto a tutto (nonostante o forse proprio grazie al terzo posto). Tre piloti racchiusi in meno dei 25 punti assegnati per una vittoria domenicale, con nove GP ancora da disputare: è qui la festa? Sì. Aragon ha stretto ancora di più la classifica: Marquez ha raccolto 37 punti su 37, Bezzecchi ha fatto pole e doppio podio, Martin ha limitato i danni con due quinti posti. E promesso: “Arriveranno anche le miei piste”. Nessuno può amministrare e nessuno può esporsi troppo.

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un po' ducati un po' aprilia

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Si riparte da Misano, pista tortuosa e tecnica, dove precisione in frenata, inserimento e cambi di direzione possono aiutare Marquez. Anche se però si gioca a casa di Bezzecchi, e questo può essere molto più di un vantaggio morale. Una settimana dopo si va in Austria. Qui la Ducati ha una tradizione fortissima, ma il dato che cambia il pronostico è la potenza dell’Aprilia: al Mugello Martin già ha toccato 368,6 km/h, record assoluto della MotoGP. E la RS-GP non è soltanto motore, perché quest’anno ha mostrato anche trazione e grande velocità in percorrenza. Motegi, con le sue staccate violente e le ripartenze da bassa velocità, sembra più adatta alla Ducati. Mandalika è più scorrevole e può sorridere a Noale, così come Phillip Island, dove contano stabilità nei curvoni e fiducia sull’anteriore. Sepang è più completa: due lunghi rettilinei, frenate importanti e curve veloci, quindi potrebbe essere uno dei terreni più equilibrati.

questione lusail

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Molto peserà il Qatar. Si corre? Non si corre? Ancora è presto per dirlo, ma sembra andare verso la cancellazion. I venti di guerra da quelle parti continuano a soffiare. E anche se Carlos Ezpeleta, Ceo della MotoGP, continua a dire che “stiamo continuando a lavorare e a dialogare con il governo del Qatar per correre la gara” e “la priorità resta correre in Qatar”, la difficoltà sono tantissime. In ogni caso, poi si torna in Europa. Portimao è difficile da incasellare: saliscendi, curve cieche, frenate in pendenza, una pista sulla quale il pilota può fare molta differenza. E qui il nome di Marquez viene naturale persino pensarlo. Valencia, più stretta e nervosa, può ancora premiare agilità, frenata e capacità di girare la moto.

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due contro uno

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Sono indicazioni. Anzi, peggio: sono suggestioni. Aragon lo ha dimostrato: Bezzecchi è stato velocissimo su una pista favorevole a Marquez, e Marc ha comunque vinto contro un’Aprilia molto competitiva. Noale oggi ha due piloti in piena corsa e una moto che sembra efficace quasi ovunque. Mentre Ducati ha nel numero 93 il suo vero riferimento per il titolo. Martin parte davanti, Bezzecchi ha la velocità per recuperare, Marquez arriva con l’inerzia migliore. È tutto aperto, che bello.

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