"Sognando... Calhanoglu". Mannheim e consigli: così è nato il destro devastante di Hakan
Il turco ha imparato a calciare così grazie a dei suggerimenti speciali avuti nella sua prima squadra, il Waldhof Mannheim, dove ha iniziato la carriera
Il turco ha imparato a calciare così grazie a dei suggerimenti speciali avuti nella sua prima squadra, il Waldhof Mannheim, dove ha iniziato la carriera
Francesco Pietrella Giornalista 31 agosto - 18:36 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Hakan Calhanoglu. GettyA Mannheim c’è un centro al coperto dove si calcia in porta sognando Calhanoglu. “Bend it Beckham”, direbbero in Inghilterra, ripercorrendo la scia del noto film con Keira Knightley, mentre in questa cittadina tedesca optano per il più tosto “Schieß so fest wie Calhanoglu”. “Calcia come Hakan”. Il turco col 10 tatuato sul braccio capace di far felici gli interisti nelle prime due gare con due tiri da fuori.
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—Calhanoglu è uno dei maestri delle conclusioni da fuori area. L'ha dimostrato anche contro Monza e Cagliari, prima a San Siro e poi in Sardegna. Dal 2017-18 ha segnato così in 22 occasioni, meglio di Dybala e Malinovsky, mentre negli ultimi quattro anni è dietro solamente a Kane e Mbappè, avanti con 16 e 22. Hakan ha raggiunto quota 15 reti, ma la sensazione è che aumenterà il bottino molto presto, ripensando ai primi insegnamenti di Mannheim. In estate ha svelato alla Gazzetta che uno dei primi a fargli vedere come affinare il suo tiro da fuori è stato Stephan Gross, bandiera del Karlsruher e papà di Pascal, centrocampista del Brighton. “Una parte è talento, un’altra è applicazione - ha raccontato Hakan un mesetto fa -. Già da bambino mi esercitavo con mio padre sulla potenza e sulla precisione, poi Pascal mi ha migliorato”.
Il Calhanoglu Fussbalzentrum di Mannheimalle origini del tiro
—Lo ha allenato nelle giovanili del Waldhof Mannheim, la squadra dove Hakan ha giocato dal 2001 al 2009 e a cui è rimasto parecchio legato. Nel 2021, una volta siglato l’accordo co l’Inter, pubblicò un video dove un Calhanoglu bambino svelava al mondo il suo sogno: “Vorrei diventare un grande trequartista”. Ce l’ha fatta: prima di imboccare la via del regista, s’è divertito parecchio in quel ruolo (anche al Milan). A Mannheim ci sono ancora i suoi parenti. Nel 2018 Hakan ha fondato il “Calhanoglu Fussbalzentrum”, un campo indoor dove i ragazzini imparano a calciare come lui. Ai tempi del Waldhof il turco si allenava al chiuso e calcolava i rimbalzi del pallone contro il muro. Il centro sportivo dedicato a lui ha tre campi in erba sintetica ed è aperto tutto l’anno. Si può prenotare online e poi andare a giocare.
personalità
—Un omaggio alla città che l’ha reso il fantasista col jolly nel calzettone: calciare da fuori per sorprendere. In Bundesliga si ricordano ancora una sua punizione show realizzata con l’Amburgo nel 2014, contro il Borussia Dortmund: un destro da 41 metri da giù il cappello. Questione di responsabilità: a 18 anni vestiva già la 10 del Karlsruher, trascinata dalla terza alla seconda serie con 17 gol e 11 assist. In carriera ha segnato 26 gol su punizione. Il suo mito Juninho, storico centrocampista del Lione, è a 77. Non lo supererà, ma ancora oggi racconta di aver imparato a calciare studiando i suoi video.
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