Il fondatore, un mito popolare, un'icona: mai banali gli inglesi al Milan. Che cosa farà Hutchinson?
La Gazzetta dello Sport

Il fondatore, un mito popolare, un'icona: mai banali gli inglesi al Milan. Che cosa farà Hutchinson?

Lunedì 31 agosto 2026
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Il nuovo acquisto è l'undicesimo rossonero nato in Inghilterra. Kilpin, Hateley, Beckham, Greaves: gli altri 10 hanno storie uniche, riviviamole

Francesco Albanesi 31 agosto (modifica alle 19:27) - MILANO

Il nuovo acquisto è l'undicesimo rossonero nato in Inghilterra. Kilpin, Hateley, Beckham, Greaves: gli altri 10 hanno storie uniche, riviviamole

Per gli inglesi Milano è semplicemente “Milan”. E, insomma, la storia parte già bene. Il legame tra il Diavolo e l’Inghilterra affonda le radici fino alle origini del club. La prima Coppa dei Campioni arrivò a Wembley nel 1963, mentre il primissimo nome della società fu “Milan Football and Cricket Club”. Già, proprio così: calcio e cricket. Perché evidentemente, all’epoca, scegliere una sola passione era chiedere troppo. A fondare il Milan furono proprio degli inglesi, a partire da Herbert Kilpin, l’uomo che mise la prima pietra della storia rossonera. E dall’altra parte c’era Alfred Edwards, destinato a diventare il primo presidente nella storia rossonera. Oggi, a più di un secolo di distanza, Omari Hutchinson si inserisce in questa lunga tradizione e diventa l’undicesimo inglese della storia del Diavolo. Una lista che, soprattutto negli ultimi anni, non ha regalato esattamente solo capitoli da incorniciare. Anzi, diciamo che gli ultimi connazionali arrivati a Milanello non hanno avuto una fortuna sfacciata. Se Hutchinson riuscirà a spezzare il tabù sarà ancora da scoprire. Intanto, facciamo un salto indietro nel tempo e ripercorriamo la storia degli inglesi sulla sponda del Naviglio rossonero.

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