Qualificazioni Mondiali: alla Serbia non serve neppure il miglior Jokic, Italia battuta 76-64
Dopo il ko di pochi giorni con la Bosnia, gli azzurri cadono anche contro i serbi, ma restano terzi nel girone con una vittoria di vantaggio sulle inseguitrici. A novembre si riparte con Turchia e ancora Serbia. Il centro dei Nuggets chiude con 8 punti, Mannion ne segna 23
Dopo il ko di pochi giorni con la Bosnia, gli azzurri cadono anche contro i serbi, ma restano terzi nel girone con una vittoria di vantaggio sulle inseguitrici. A novembre si riparte con Turchia e ancora Serbia. Il centro dei Nuggets chiude con 8 punti, Mannion ne segna 23
Giuseppe Nigro Giornalista 31 agosto - 22:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleFinisce con due sconfitte in due partite la finestra di fine estate da cui la Nazionale, per la prima volta in un anno con quasi tutti i migliori a partire da Melli e Fontecchio, sperava di cogliere lo slancio verso il Mondiale di Qatar 2027. Gli azzurri perdono 64-76 lo spareggio al secondo posto del girone con la Serbia ma, con il terzo posto che vale la qualificazione da difendere, restano con una vittoria di vantaggio sulle inseguitrici e quattro partite da giocare: a novembre si riparte in casa con la Turchia e poi col ritorno in Serbia. A battere gli azzurri non è stato il mostro sacro Nikola Jokic, all’inizio frenato dal piano azzurro ma che poi certo non fa gli straordinari per mettersi in partita, chiudendo con 8 punti (quasi tutti dalla lunetta: 6/7) in 24’ con 1/4 al tiro e 3 perse, insieme a 8 rimbalzi. Più male hanno fatto la guardia Olimpia Guduric e l’ex varesino Avramovic. Finita la fiammata iniziale di Fontecchio (alla fine 3/10 al tiro), l’Italia si è aggrappata ancora a Nico Mannion e ai suoi 18 punti nella ripresa sui 23 totali per rimettersi in partita dopo un brutto secondo quarto, rimasto poi troppo solo.
VIDEO: Il nuovo Centrale del Foro Italico sarà una perla! E c'è pure... Doncicsu jokic
—Il neo milanese Nikola Akele dalla tribuna al quintetto titolare per marcare Jokic, un corpo e agonismo a fiumi in missione contro un tre volte mvp Nba, è la mossa con cui il ct azzurro Luca Banchi ha provato a dare l'impronta alla partita. Con effetti a livello individuale, perché a suon di gomiti e spigoli il primo canestro dal campo di Jokic è arrivato dopo quasi 18 minuti, seppur al prezzo di vedere Ricci col nuovo record di tre falli in 13” e di vedere proprio Akele uscire per falli già al 22’ (in 11’ in campo), seppur raggiunto poco dopo (al 25’) da un nervosissimo Jokic. E con effetti di squadra, perché trascinata da Fontecchio (10 punti con due triple in 5’), galvanizzato dalla presenza del coach Heat Erik Spoelstra in prima fila, l’Italia ha fatto vedere che poteva esserci partita (14-8 al 5’30”).
ALL’INFERNO E RITORNO
—Quando la Serbia ha trovato risorse altrove, a partire dal milanese Guduric, è cominciata a girare la partita, mentre l’Italia è andata a sbattere sul metro arbitrale spremendo una carestia con ben 4’15” senza segnare, sette possessi a vuoto, la Serbia ci ha cucito sopra il break di 13-0 per scappare 24-38 al 17’ proprio col primo canestro di Jokic. E dopo un secondo quarto da soli 12 punti segnati, come in Bosnia, la svolta della rimonta è arrivata cominciando a correre e armando un Mannion che a giocare il suo basket ha segnato i primi 11 punti azzurri della ripresa e 13 in 7’ per impattare di nuovo la partita sul 44 pari già a metà terzo periodo: difesa e ritmo, la lingua cestistica di questa Italia.
ADDIO
—La partita si è rotta definitivamente quando nel quarto periodo l’Italia ha smesso di nuovo di segnare, prima per l’impatto tossico sull’attacco azzurro di Thompson al posto di Mannion (il cambio che ha fatto sul mercato Milano), e di fianco un altro non attaccante come Tonut, e poi per quello di Emejuru al posto di Melli che comunque non ha certo brillato. Il risultato è che l’Italia ci ha messo otto minuti per trovare il primo canestro dal campo: i punti raggranellati dalla lunetta non sono serviti a evitare la fuga serba sul 56-67 al 35’ e infine sul 62-76 nell’ultimo minuto.
SPOELSTRA
—"Uno dei motivi per cui ho voluto fortemente Simone - ha detto di Fontecchio il coach di Miami Erik Spoelstra, che era insieme al vice presidente Adam Simon e al suo capo assistente Chris Quinn - è che, quando ero assistente per Team USA, avevo l’Italia tra le squadre nel mio scouting. Stava giocando alla grande al Mondiale 2023 e mi sono detto: ‘Ehi, questo ragazzo è free agent, oppure possiamo prenderlo tramite una trade. Siamo interessati’. E ancora, su Fontecchio e l’altro giocatore Heat Jovic: "Giocare per le proprie nazionali è ciò che li appassiona davvero. Ed è questo che amo vedere. In secondo luogo, hanno l’opportunità di ricoprire un ruolo diverso e di crescere; voglio dire, queste sono partite da playoff, dove il livello e l’intensità sono straordinari. Incoraggiamo sempre i nostri ragazzi a giocare per le loro nazionali, innanzitutto perché c’è la passione e l’entusiasmo che le circondano, ma anche perché non c’è niente di meglio per prepararti a una stagione Nba".
Leggi anche Qualificazioni mondiali: l'Italia recupera 13 punti nell'ultimo quarto e batte la Lituania 87-84Qualificazioni Mondiali, l'Italia domina in Islanda e passa alla seconda fase© RIPRODUZIONE RISERVATA