Disturbi mentali: in 30 anni sono raddoppiati. Ne soffrono 1,2 miliardi di persone
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Disturbi mentali: in 30 anni sono raddoppiati. Ne soffrono 1,2 miliardi di persone

Martedì 1 settembre 2026
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Ansia e depressione prima causa di disabilità nel mondo, ma meno del 9% dei malati riceve cure adeguate

Ansia e depressione prima causa di disabilità nel mondo, ma meno del 9% dei malati riceve cure adeguate

Giacomo Martiradonna 1 settembre - 10:17 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

I disturbi mentali colpiscono 1,2 miliardi di persone nel mondo, quasi il doppio rispetto al 1990. È il dato preoccupante che emerge da uno studio pubblicato su The Lancet, coordinato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation con la University of Queensland, su 204 Paesi tra il 1990 e il 2023. Un quadro sempre più diffuso e con effetti misurabili non solo sul piano clinico ma anche su istruzione, lavoro, relazioni sociali e accesso alle cure. Nel 2023 i disturbi mentali sono risultati la principale causa di disabilità, con un impatto sanitario crescente a livello globale.

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Disturbi mentali, pandemia e fattori sociali

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Nel 2023 i disturbi mentali hanno causato complessivamente 171 milioni di DALYs (Disability-Adjusted Life Year, in italiano: "anni di vita corretti per disabilità"); si tratta dell’indicatore di sanità pubblica che misura gli anni di vita persi per morte prematura o trascorsi in condizioni di disabilità. Secondo lo studio, queste condizioni rappresentano oltre il 17% di tutti gli anni vissuti con disabilità nel mondo e superano, per impatto globale, patologie cardiovascolari, tumori emalattie muscolo-scheletriche. E tra le condizioni più diffuse ci sarebbero ansia e depressione.

L'impennata dei casi si è osservata soprattutto dopo la pandemia di Covid-19. Rispetto al 2019, lo studio stima un aumento di circa il 24% per la depressione maggiore e di oltre il 47% per i disturbi d’ansia, calcolati sulla prevalenza standardizzata. Un dato che, secondo gli autori dello studio, si collega sia agli effetti psicologici persistenti della pandemia sia a fattori sociali di lungo periodo. Condizioni individuali, fragilità, violenza e isolamento contribuiscono ad aumentare il rischio e rendono più complicato l’accesso a diagnosi e trattamenti adeguati.

le fasce più colpite dai disturbi mentali

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Il prezzo più elevato lo pagano adolescenti e giovani adulti, soprattutto nella fascia tra i 15 e i 19 anni e tra le donne. È un’età delicata in cui scuola, relazioni, formazione dell’identità e avvio professionale plasmano gli equilibri interni dell'adulto; per questo, sottolineano gli autori, ansia e depressione in questa fase possono produrre conseguenze a lungo termine e incidere sulle opportunità future e sulla qualità di vita. 

E se nel 2023 circa 552 milioni di uomini convivevano con almeno un disturbo mentale, le donne nel medesimo periodo di riferimento erano 620 milioni. Un divario tra i generi che traspare anche nel carico complessivo di disabilità, pari a 92,6 milioni di DALYs per le donne, contro 78,6 milioni per gli uomini, e che si spiega con una maggiore esposizione a violenza domestica, abusi e discriminazioni strutturali.

disturbi mentali, il nodo delle cure

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Le stime più elevate riguardano aree ad alto reddito, in particolare Australasia ed Europa occidentale, con valori particolarmente elevati nei Paesi Bassi, in Portogallo e in Australia. Ma aumenti significativi si sono visti anche nell’Africa subsahariana occidentale e in alcune aree dell’Asia meridionale. Il nodo resta sempre l'accesso ai trattamenti. Le analisi del Global Burden of Disease Study indicano che solo il 9% delle persone con depressione maggiore riceve cure adeguate nel mondo. Tra i più virtuosi, con una copertura superiore al 30%, figurano Australia, Canada e Paesi Bassi. Il problema principale resta l'accesso alle cure e la capacità dei sistemi sanitari di reggere alle richieste di diagnosi e continuità assistenziale. In assenza di un adeguato potenziamento delle cure, ammoniscono gli esperti, il carico globale dei disturbi mentali è destinato a restare elevato anche nei prossimi decenni.

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