Mandragora, il ritorno più bello: “Toro, avevo qualcosa in sospeso. Che emozione il gol al Franchi”
Una giornata speciale per il centrocampista che fino a pochi giorni fa giocava nella Fiorentina
Una giornata speciale per il centrocampista che fino a pochi giorni fa giocava nella Fiorentina
dal nostro inviato Mario Pagliara 5 settembre - 23:37 - FIRENZE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleRiapri gli occhi, e devi crederci. Perché questo non è un sogno, è il racconto di una prima volta che il destino ha voluto diventasse buono anche per prestarsi come trama di un film. Tante cose, forse troppe, tutte insieme per essere contenute in novanta minuti di pathos, emozioni, gol, lacrime, cori e applausi. Rolando Mandragora ha vissuto una seconda prima volta con il Toro davvero speciale nella casa di quella Fiorentina che aveva lasciato appena quattro giorni prima. Non capita spesso a un ex di tornare da avversario e di essere applaudito da tutto il pubblico della squadra di casa quando gli hai appena segnato un gol. Ieri è successo anche questo, come quel coro sotto la Fiesole "Mandragora uno di noi", a partita ormai conclusa, con la Fiorentina nuovamente sconfitta, e con Rolando e l’ex capitano viola Biraghi (oggi sono entrambi al Toro) abbracciati di fronte alla loro vecchia tifoseria. "È stata davvero una giornata in cui ho vissuto un mix di emozioni – racconta Mandragora - la prima cosa che devo fare è rivolgere un doveroso ringraziamento a tutta questa gente (i tifosi della Fiorentina, ndr) che mi ha riconosciuto un bellissimo tributo: lo porterò sempre dentro di me. Qualche giorno fa li ho salutati e gli ho detto che nessun addio ti porta via da casa, e questa giornata ne è la dimostrazione. Ho lasciato una parte del mio cuore a Firenze".
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—Ma poi c’è l’altra metà, che oggi si è nuovamente colorata di granata. Perché Rolando è riuscito nel piccolo sogno di passare da una squadra del cuore all’altra: dalla Fiorentina al Toro, per la seconda volta. Un viaggio di ritorno al Filadelfia fortemente voluto dal presidente del Toro, Urbano Cairo, e al quale vi ha lavorato in prima persona, incessantemente, nella seconda metà di agosto al telefono con Mandragora, con i suoi agenti e con il direttore viola Fabio Paratici. Rolando ha rifiutato tutto: ha rifiutato il corteggiamento asfissiante del Besiktas di Vincenzo Italiano dove lo avrebbero ricoperto d’oro, ha declinato il Bologna, ha chiuso le porte a tutte le altre proposte. Aveva solo il Toro in testa, e ieri si è capito anche il perché. "Al Filadelfia: avevo lasciato qualcosa in sospeso – ricorda -. Voglio riprendere quello che ho lasciato in sospeso quattro anni fa per lottare insieme a tutti i miei compagni per fare un’annata positiva, entusiasmante, con grande entusiasmo". Il gol del momentaneo uno a uno è la ciliegiona su una regia da oscar: "E il gol è stato una grandissima emozione". Alla fine, riapri gli occhi. E pensi: più bella di così, questa prima era impossibile anche immaginarla.
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