Vettel a Monza con un pensiero speciale per Schumi: "È il mio eroe, ha ancora una gara da vincere"
Il tedesco, ex pilota Ferrari e 4 volte campione del mondo, ha guidato l'iconica F2002 del sette volte iridato: "Con Schumacher abbiamo instaurato un legame profondo. Antonelli? Sarei felicissimo per lui se dovesse farcela, ha avuto un'annata incredibile"
Il tedesco, ex pilota Ferrari e 4 volte campione del mondo, ha guidato l'iconica F2002 del sette volte iridato: "Con Schumacher abbiamo instaurato un legame profondo. Antonelli? Sarei felicissimo per lui se dovesse farcela, ha avuto un'annata incredibile"
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 6 settembre - 13:38 - MONZA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google“Per il mio amico Michael c’è ancora una gara da vincere”. Sebastian Vettel si presenta così agli ingressi dell’Autodromo di Monza nella domenica del Gran Premio d’Italia, con un cappellino che riporta questa frase simbolica, dedicata al mentore e amico Michael Schumacher. L’emozione è alta fin dalle prime ore del mattino, con il tedesco – quattro volte campione del mondo – arrivato di buon ora per la preparazione di un momento speciale di cui è stato protagonista oggi. Per circa venti minuti, a due ore dell’inizio del Gran Premio, è sceso in pista davanti ai tifosi ferraristi, emozionatissimo, guidando l’iconica F2002 di Schumacher a 30 anni dalla prima vittoria del Kaiser con la rossa in Italia, in un fine settimana interamente dedicato agli omaggi per il pilota tedesco: “Michael è l’eroe della mia infanzia – ha detto Vettel prima del grande momento –. Abbiamo instaurato un legame profondo negli anni e siamo diventati molto amici, abbiamo condiviso tantissimi bei ricordi e questo è uno degli onori più grandi della mia vita”.
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—Un invito, quello da parte della Ferrari che ha chiesto al tedesco di essere presente a Monza per guidare la vettura di Schumacher, che Vettel ha subito accettato con grande orgoglio: “Ho fin da subito pensato che in quel giro avremmo tutti sentito molto forte la presenza di Michael e ciò che rappresenta per noi”. Un sogno, quello di averlo qui ancora oggi in Formula 1, che Seb non nasconde: “Se lo avessi qua davanti gli direi di guidare la sua macchina, che quello sarebbe il suo momento, non il mio. Michael mi è mancato tantissimo nei momenti della mia carriera e della mia vita in cui penso che avrei avuto bisogno di lui. Ma penso anche che questa è una cosa da poco se comparata al senso di perdita e di dolore che la sua famiglia ha affrontato dopo il suo incidente”.
eredità
—Ciò che resta oggi, vivissima tra le tribune Ferrari completamente colorate di rosso, è però la sua eredità, qualche che Vettel ha sentito in prima persona proprio tornando davanti al suo pubblico italiano: “Oggi in pista ne avete potuto sentire l’eco, ed è la cosa più vera e semplice che si possa dire a riguardo. Io sono felice e onorato di poter fare da tramite di tutto questo, quando mi è stato chiesto non ho esitato un solo secondo perché tornare in Formula 1 per me, in un contesto così speciale, è un vero privilegio”.
attualità
—Sulla Formula 1 di oggi poi Vettel si è esposto su Antonelli, e sulla possibilità che il giovane italiano vinca il Mondiale quest’anno, togliendogli così il record di più giovane pilota a vincere un titolo iridato in F1: “Sarei felicissimo per lui se dovesse farcela. Ha avuto un'annata incredibile. C'è quel vecchio detto secondo cui i record sono fatti per essere battuti. Ha ancora molti anni davanti a sé per farlo, ma ovviamente se lo meriterebbe già adesso. Amo questo sport, quindi da spettatore è molto emozionante. Mi auguro che anche gli altri possano tornare su e inserirsi nella lotta. Sono neutrale e felice, perché so quanto lavoro c'è dietro per raggiungere certi risultati. E chiunque vincerà, se lo sarà meritato".
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