Amorim e le stoccate nella conferenza Inter: il Milan vuole rispondere subito a Chivu
Dopo la replica alle frasi pronunciate da Chivu sugli scontri diretti, l'atmosfera tra Milan e Inter si scalda. In attesa del derby...
Dopo la replica alle frasi pronunciate da Chivu sugli scontri diretti, l'atmosfera tra Milan e Inter si scalda. In attesa del derby...
Andrea Ramazzotti Giornalista 6 settembre - 15:16 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl 31 ottobre, giorno del derby d’andata della Madonnina, è ancora lontano, eppure a Milano, dopo gli ultimi due giorni, sembra molto più vicino. La rivalità, inutile nasconderlo, c’è ed è forte, perché l’Inter ha vinto l’ultimo scudetto ed è salita a quota 21, mentre il Milan è fermo a 19, staccato di due lunghezze. Ma soprattutto, in ambito nazionale, negli ultimi vent’anni i rossoneri hanno festeggiato solo due volte la vittoria del campionato — lo ha ricordato Amorim ieri in conferenza stampa —, mentre i cugini hanno conquistato otto scudetti, oltre ad altre coppe nazionali. Il fatto che, fin dalla presentazione del nuovo tecnico Amorim, l’8 luglio, Cardinale e il portoghese abbiano indicato nella seconda stella l’obiettivo per il 2026-27, ha dato ulteriore pepe al derby. Il patron e l’allenatore rossonero negli ultimi due mesi non hanno cambiato idea e puntano a vincere, mentre l’Inter non ha alcuna intenzione di lasciare che le venga tolto il tricolore dalle maglie senza lottare.
battaglia dialettica
—Il desiderio dell’Inter di dare battaglia è evidente non soltanto sul campo, con il tris di successi conquistati contro Monza, Cagliari e Napoli, ma anche nelle dichiarazioni. Prima quelle di Cristian Chivu, poi quelle del presidente Beppe Marotta. Frasi che fanno capire che il duello con il Milan è già cominciato e cova sotto la cenere. E che il derby del 31 ottobre non sarà una partita come le altre. Anche perché l’Inter non ne vince uno da parecchio tempo e, pur avendo conquistato scudetti e coppe, nelle stracittadine disputate dalla seconda metà del 2024 in poi ha raccolto ben poche soddisfazioni. Da qui la voglia di rivincita, che si mescola all’orgoglio di essere, per numero complessivo di scudetti e di successi ottenuti negli ultimi anni — non per Champions League vinte, replicano da via Aldo Rossi —, la squadra più vincente del capoluogo lombardo.
VIDEO: Pulisic decide il derby di Milano! Guarda il suo gol contro l'Interfrasi incriminate
—Per il momento, il derby è stato acceso dai nerazzurri con le frasi di venerdì in conferenza stampa di Chivu: «Che cosa significa “scontri diretti”? Quelli contro le prime quattro in classifica o le partite tra squadre che hanno una tradizione? Perché Milan e Juventus sono finite molto indietro l’anno scorso, quindi che scontri diretti sono? Chiedo per capire. Juve e Milan sono avversarie dirette? Allora parliamo di gare contro club che hanno tradizione, altrimenti anche il Como è un avversario diretto». Parole che a Milanello e dintorni non sono piaciute, anche se Amorim, concentrato sulla sfida dell’Allianz Stadium, è stato attento a non alimentare la polemica: «Per essere motivati non ci servono le parole di Chivu o di altri. Qui c’è da lavorare e basta». Chivu, comunque, ieri, dopo il 3-2 sul Napoli, ha chiarito: «Non ho mancato di rispetto né al Milan né alla Juve. Nutro grande rispetto per entrambe. Non viene riportato tutto quello che dico: io ho detto che sono tutti scontri diretti». Tutto chiarito, almeno fino alla prossima volta, perché la stagione è lunga e ci saranno altri momenti di tensione. Anche le parole pronunciate dal presidente Marotta prima di Inter-Napoli non sono piaciute ai tifosi del Milan: «Nella corsa per lo scudetto — ha detto — non ci sono soltanto Napoli e Inter, ma una griglia di squadre che comprende anche Roma, Juventus e altre, come lo stesso Como. Il verdetto finale è molto incerto. C’è una consapevolezza: vincere è difficile, ma riconfermarsi lo è ancora di più». Il presidente dell’Inter non ha nominato il Milan, a differenza del Como. Al tempo stesso, però, potrebbe averlo incluso tra le «altre», citando esplicitamente come esempio soltanto la formazione di Fabregas. Comunque sia, altra benzina sul fuoco dell’orgoglio milanista. Ma forse sarebbe accaduta la stessa cosa se Chivu e Marotta avessero indicato il Milan come favorito numero uno o comunque alla pari con i nerazzurri. Magari sarebbe stato interpretato come un modo per nascondersi e allontanare le pressioni. Del resto, a Milano il derby non va mai in vacanza. E non soltanto perché quest’anno è stato disputato anche all’inizio di agosto, a Perth…
Leggi anche Udinese, Runjaic: "Bayo potrebbe giocare titolare. Gattuso ha portato energia alla Lazio"Cagliari, Pisacane: "Il ko in Coppa Italia mi ha ferito. Massolin? Ci darà soddisfazioni"© RIPRODUZIONE RISERVATA