Kimi e l'arte della rimonta: come lui nemmeno Schumi e Verstappen
Da 19° a primo a Monza: Antonelli entra nella storia delle rimonte, accanto ai grandi del passato
Da 19° a primo a Monza: Antonelli entra nella storia delle rimonte, accanto ai grandi del passato
Massimo Brizzi Giornalista 7 settembre (modifica alle 07:22) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleJohn Watson resta sul piedistallo, ma ieri Kimi Antonelli ha provato a tirarlo giù. Almeno per l’epica dell’impresa. Il primato della rimonta più ampia della storia della F.1 resta ancora all’80enne pilota nordirlandese, ma l’italiano leader del Mondiale con la sua emozionante gara ha fatto storia anche in questa statistica. Era il 27 marzo 1983 e sul circuito di Long Beach, sede del GP degli Stati Uniti Ovest, Watson e il suo compagno in McLaren Niki Lauda scattarono, rispettivamente, 22° e 23° in griglia, per chiudere ai primi due posti. Una doppietta storica che sigilla ancora oggi la rimonta più clamorosa della storia del Mondiale di F.1: 21 posti. Il pilota di Belfast era uno specialista: vanta pure il successo nel GP di Detroit 1982, da 17° in griglia. Quasi una vocazione. Antonelli è ora alle sue spalle per trionfi dalla posizione più lontana, visto che a Monza scattava 19° per la sostituzione della power unit, ma il teatro del successo, il GP d’Italia, e i 20 anni ingigantiscono la portata romantica del prodigio. Emotivamente non c’è confronto, ma i numeri collocano Kimi alla pari di Bill Vukovich, primo nella 500 Miglia di Indianapolis nel 1954 da 19° al via quando la Brickyard f
VIDEO: Kimi Antonelli svela il casco per il GP di Monza: l’iconico omaggio a Valentino RossiBarrichello
—Palpitante la vittoria di Rubens Barrichello in Germania nel 2000. Il brasiliano della Ferrari vinse da 18° in griglia, ringraziando un ex dipendente della Mercedes che entrò in pista per protestare contro il suo licenziamento: Safety car in azione, gruppo che si compatta e Barrichello magistrale nel finale a trionfare con le gomme slick mentre la pioggia aveva inzuppato una parte del circuito. Le sue lacrime sul podio, avvolto nella bandiera brasiliana Ayrton-style sono iconiche.
Max e Raikkonen
—Un altro Kimi rimontò alla grande. Raikkonen si impose nel GP del Giappone del 2005, a Suzuka, con la McLaren-Mercedes da 17° al via. Il sorpasso decisivo, su Giancarlo Fisichella, arrivò all’inizio dell’ultimo giro, con una bellissima manovra all’esterno della prima curva. Stessa rimonta per la vittoria di Max Verstappen in Brasile nel 2024. A Interlagos l’olandese parte 17°, anche per 5 posti di penalità per aver cambiato parti di motore, e sul bagnato fornisce una lezione del suo talento. Sotto la pioggia gli altri sbagliano, lui no: impeccabile fra Safety Car e una bandiera rossa con sorpassi e strategia. Classe immensa. Altro grande sigillo sul bagnato è quello di Michael Schumacher in Belgio nel 1995. Il tedesco a Spa scatta 16° con la Benetton-Renault e detta legge con le gomme slick anche quando inizia a piovere: la sua vittoria, con una resistenza a Damon Hill che aveva pneumatici da bagnato, è da applausi. Era 16° in partenza anche Jackie Stewart nel GP del Sudafrica del 1973. La vittoria dello scozzese della Tyrrell fu contestata perché molti sorpassi avvennero con i mezzi di soccorso a bordo pista, dopo un incidente con Clay Regazzoni bloccato nella sua Brm in fiamme e pure Mike Hailwood ad aiutare per estrarlo dall’abitacolo.
Ayrton e Jenson
—Da ricordare il successo di Jenson Button in Canada nel 2011, nel GP più lungo della storia della F.1: 4 ore e 4’. Sotto una pioggia torrenziale il britannico della McLaren-Mercedes si tocca con il compagno Lewis Hamilton e con Fernando Alonso e si ritrova ultimo anche per una foratura. Fra interruzioni per il diluvio, Safety Car e ben 6 pit stop, Button con un ritmo straordinario va a vincere inducendo all’errore, all’ultimo giro, il leader Vettel. Simbolico, poi, per la posta in gioco, il successo di Ayrton Senna a Suzuka nel 1988. Al via il brasiliano della McLaren fa spegnere il motore e si trova 14° alla prima curva. A testa bassa inizia la sua rimonta fino a passare il compagno Prost, con cui si giocava il titolo. Fu il successo che gli valse il suo primo Mondiale.
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