Estate 2026 da record termico in Italia. È la più calda di sempre? Ecco cosa dicono i numeri del Cnr
Con una media di 24,3 °C, l’estate appena conclusa è stata la più rovente in Italia dal 1950, ma questo non significa che negli anni '40 facesse più caldo. Capiamo perché
Con una media di 24,3 °C, l’estate appena conclusa è stata la più rovente in Italia dal 1950, ma questo non significa che negli anni '40 facesse più caldo. Capiamo perché
Giacomo Martiradonna 8 settembre - 17:19 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’estate appena conclusa è stata la più calda mai registrata in Italia dal 1950. Un evento eccezionale che ha battuto anche il primato del 2003, ma che potrebbe essere destinato a ripetersi sempre più spesso. Mentre si attende mercoledì 9 settembre per l'arrivo di una perturbazione atlantica che dovrebbe smantellare la cappa di caldo e offrire un po' di sollievo, a certificare il nuovo record è l'analisi condotta dall'Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe). E i risultati sono preoccupanti.
VIDEO: La tromba marina si abbatte su George Town, immagini impressionantiEstate 2026, confronto con il 2003
—L'indagine, curata dal ricercatore Lorenzo Arcidiaco del Cnr-Ibe, mostra come durante l'estate 2026 la temperatura media sull'intero territorio italiano, calcolata a due metri dal suolo incluse le fasce montane, si è attestata a 24,3 °C. Un valore superiore di 0,7 gradi rispetto ai 23,6 °C registrati nell'estate del 2003. Il confronto è significativo proprio perché il 2003 era considerato, almeno fino ad oggi, la soglia irripetibile del caldo eccezionale in Italia. Il nuovo record, tuttavia, supera quel valore già con la media complessiva, dunque al di là dei singoli picchi locali o di giornate particolarmente calde.
Perché il primato parte dal 1950
—Eleggere l'estate 2026 a stagione più calda dal 1950 non significa affermare che sia la più calda in assoluto, né che sia possibile ricostruire con la stessa precisione ogni estate del passato. Il limite è puramente tecnico e dipende dalla disponibilità di serie climatiche omogenee e confrontabili. Il 1950 segna infatti l’inizio della serie su cui si basano le analisi attuali, ovvero ERA5-Land. Si tratta dell’archivio di rianalisi del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine che ricostruisce l’andamento delle variabili sulla superficie terrestre dal 1950 incrociando dati atmosferici globali e modelli matematici per scattare una fotografia coerente dell'evoluzione climatica terrestre. Più si torna indietro nel tempo, in altre parole, e minore è la quantità di dati osservazionali disponibili, il che significa che anche le stime si fanno sempre più incerte.
L'anomalia di Agosto 2026
—A pesare nell'equazione ci sono state le giornate torride di agosto 2026, quando la colonnina di mercurio è risalita fino a una media nazionale di 25,6 gradi. Lo scostamento è notevole: si tratta di 5,2 gradi in più rispetto alla media di agosto del periodo 1951-1980 e di 3,5 gradioltre la media 1991-2020. Il valore supera anche i precedenti record mensili di 24,6 °C nell’agosto 2024 e 24 °C nell’agosto 2017. Ma c'è di più. Le mappe delle temperature mostrano, per la prima volta, il luglio e l’agosto più caldi in successione.
caldo estremo, l'impatto dalle città ai ghiacciai
—Nei primi otto mesi del 2026, circa il 70% del territorio italiano ha registrato anomalie termiche superiori a un grado e il 40% superiori a due gradi. Le aree più colpite sono state le pianure del Nord-Ovest e le zone dell'Appennino, in larga parte tappezzate di coltivazioni agricole. Il caldo eccezionale ha tuttavia impattato anche le Alpi. Secondo il Museo di Geografia dell'Università di Padova, nel 2026 la Marmolada ha registrato un arretramento medio di 23 metri in corrispondenza dei segnali frontali, contro gli 8 metri dell’anno precedente; l'estensione del ghiacciaio è passata da 92 a 83 ettari. Nelle grandi città come Roma, Firenze e Torino, intanto, le ondate di calore si fanno più anomale e persistenti, con valori sempre più elevati che durano ormai anche per una settimana consecutiva.
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