Da Lulli a Mastantuono, passando per Liberali: l'annata 2007 bussa alla porta della Serie A
Ci sono anche Mora, Cacciamani e Alajbegovic. Nati nello stesso anno, ma con storie diverse: chi ha scoperto il calcio quasi per caso, chi prima ha scelto il tennis e chi a otto anni era già in un grande vivaio
Ci sono anche Mora, Cacciamani e Alajbegovic. Nati nello stesso anno, ma con storie diverse: chi ha scoperto il calcio quasi per caso, chi prima ha scelto il tennis e chi a otto anni era già in un grande vivaio
Francesca Melillo 8 settembre - 19:18 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDiciannove anni al massimo, ma già storie che riempiono una carriera. C’è chi ha iniziato a giocare a calcio perché un turista lo ha visto palleggiare sulla spiaggia, chi a dieci anni ha preferito una racchetta a un contratto con il River Plate e chi, a otto anni, aveva già il Milan nel proprio destino. Sono i ragazzi del 2007, una generazione che il calcio italiano sta imparando a conoscere proprio adesso. Emanuele Lulli, Franco Mastantuono, Rodrigo Mora, Mattia Liberali, Alessio Cacciamani e Kerim Alajbegovic hanno già iniziato a scrivere il primo capitolo tra i grandi. Alcuni sono arrivati accompagnati da milioni e aspettative, altri si sono fatti largo dai settori giovanili. Stesso anno di nascita, storie diverse. Ma adesso sono tutti davanti alla stessa porta: quella della Serie A.
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—Dopo tre giornate di campionato il segnale si fa ancora più interessante. Nella prima sono stati cinque i classe 2007 scesi in campo: Mora, Mastantuono, Cacciamani, Lulli e Mout, tutti sono partiti titolari. Così come nella seconda, tranne Rodrigo che è subentrato nella ripresa, dove ha poi trovato il suo primo gol in Serie A. Nella terza il portoghese torna invece dal 1', unendosi agli altri che sono stati riconfermati (a differenza di Mathis che ha giocato solo dall'81') e ad Alajbegovic, che esordisce negli undici iniziali. Numeri che raccontano una tendenza e suggeriscono una domanda: il 2007 sarà davvero l’annata della svolta? È ancora presto per dirlo, ma il segnale è forte: questa è una generazione che non vuole più aspettare il proprio turno.
lulli
—Il "ragazzo di casa", la grande sorpresa. Emanuele non è arrivato a Roma con il rumore dei milioni o delle grandi aspettative: è cresciuto nel settore giovanile giallorosso e in poco tempo si è ritrovato catapultato in Serie A. Gasperini lo ha osservato, gli ha dato fiducia e gli ha trovato anche una nuova collocazione: esterno alto a sinistra. "Ho sempre creduto in questo ragazzo", ha detto il tecnico. E Lulli ha già cominciato a rispondere presente.
mastantuono
—Chi l'ha detto che il calcio dev'essere il primo sport praticato da un giocatore professionista? Franco era un promettente tennista a livello internazionale, inserito stabilmente tra i primi 10 giocatori argentini della sua categoria. A 10 anni rifiutò persino la prima offerta del River Plate per continuare a giocare a tennis, prima di accettare la chiamata decisiva due anni dopo. Il suo debutto in prima squadra è avvenuto nel gennaio 2024, diventando il terzo giocatore più giovane della storia dei Los Millonarios a esordire in competizioni ufficiali.
liberali
—A otto anni Mattia è già nel settore giovanile del Milan, nel 2013 è arrivata la chiamata. Innamorato del dribbling fin dal primissimo istante, Liberali è "una spanna sopra tutti gli altri". Così afferma Alberto Bianchi, il responsabile del settore giovanile della Rhodense, società dell'hinterland milanese in cui militava il giovane esterno. È lì che ha cominciato a crescere, tra allenamenti, pallone e quella naturalezza nel saltare l’uomo che lo avrebbe accompagnato fino al calcio dei grandi. E poi segnava, segnava tantissimo. Probabilmente continuerà a farlo.
mora
—Un'estate mentre palleggia tra le sdraio della spiaggia un turista lo vede: "Ma tu giochi a calcio?". Rodrigo non è ancora in nessuna squadra. "Dovresti farlo", gli dice netto. E così è stato. Secondo Bruno Rosas, il tecnico della squadra della sua zona, aveva "un magnete ai piedi". Prima il Custoias, poi il Porto, infine la Roma. E nella Capitale non hanno avuto alcun problema: Mora è entrato titolare dopo cinque giorni dall'ufficialità nel club.
alajbegovic
—Il coraggio non manca a Kerim. Nato in Germania da una famiglia bosniaca, Alajbegovic ha scelto di difendere i colori della Bosnia, diventandone in pochissimo tempo uno dei volti della nuova generazione. E il palcoscenico più importante non sembra averlo spaventato: nei playoff per il Mondiale ha segnato contro il Galles e, nella sfida decisiva contro l’Italia, ha avuto la freddezza di trasformare il proprio rigore nella lotteria finale. A 18 anni, quando il pallone pesa più del solito, Kerim non ha abbassato lo sguardo.
cacciamani
—A 17 anni un ragazzo medio frequenta la scuola superiore, mentre Alessio esordiva in Serie A contro l'Inter, diventando uno dei debuttanti più giovani della storia del Torino dopo leggende come Fabio Quagliarella. Il granata è il colore che l'ha accompagnato per gran parte della sua (breve) carriera, fino a esordire in prima squadra, dove ha già conquistato la maglia da titolare.
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