Cefalea digitale: quando il mal di testa dei bambini dipende dallo schermo
La cefalea interessa fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare. Scrolling infinito e cellulare fino a tarda notte possono contribuire
La cefalea interessa fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare. Scrolling infinito e cellulare fino a tarda notte possono contribuire
Giacomo Martiradonna 9 settembre - 12:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleOnnipresenti per intrattenere, fare i compiti e ammazzare il tempo, smartphone e tablet sono spesso usati tutto il giorno, di continuo e fino a tarda sera. Ma soprattutto per bambini e adolescenti, l’esposizione prolungata ai dispositivi digitali può avere conseguenze che vanno ben oltre il sonno e i livelli di attenzione. Tra gli effetti osservati, infatti, c’è anche la cosiddetta cefalea digitale, ovvero una forma di mal di testa associata all’uso eccessivo di smartphone, tablet, console. È questo uno dei temi affrontati al Congresso Italiano di Pediatria a Padova.
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VIDEO: Cancro, come prevenirlo: le linee guida per ridurre i rischiChe cos'è la cefalea digitale
—La cefalea digitale può comparire dopo l'abuso dei dispositivi elettronici. È un problema che dipende da abitudini scorrette come restare sullo smartphone per ore, anche a tarda notte, scorrere video rapidi e sempre nuovi, passando senza soluzione di continuità tra notifiche, chat e social senza mai dare tregua al cervello. Un surplus di dopamina che spesso si collega anche a posture scorrette e cattive abitudini di igiene del sonno. Il risultato? Una grossa emicrania.
La Cefalea Digitale nei bambini e ragazzi
—Negli ambulatori pediatrici la cefalea è tra i disturbi più segnalati e, in età scolare, può riguardare fino al 15% di bambini e adolescenti. Un dato preoccupante, che può avere ripercussioni sulla qualità del sonno, sulla concentrazione e sul benessere dell'individuo. Una revisione apparsa su Headache, basata su 48 studi internazionali, indica una relazione tra esposizione agli schermi e una maggiore frequenza di cefalea tra bambini e ragazzi. Un altro studio, pubblicato sul Boletín Médico del Hospital Infantil de México, ha osservato che tra i bambini con cefalea era più frequente un uso di smartphone e tablet oltre le 3 ore al giorno. Lo stesso studio ha rilevato anche un miglioramento della sintomatologia con una minore esposizione ai dispositivi.
"Text neck" e luce blu
—I meccanismi alla base della cefalea digitale sono diversi. Fissare a lungo lo schermo affatica la vista, mentre la continua esposizione alla luce blu nelle ore serali può interferire con il ritmo circadiano, con effetti sulla produzione di melatonina, l’ormone che contribuisce alla regolazione del sonno. Restare a lungo con il collo inclinato sullo smartphone (il cosiddetto "text neck") mette in costante tensione i muscoli cervicali e può contribuire a forme di cefalea tensiva, con dolore che va dalla zona delle spalle fino alla testa. A questi fattori si aggiunge la cosiddetta Fomo, Fear of Missing Out, la paura di perdersi qualcosa di significativo.
4 regole d'oro per proteggere i bambini
—Per ridurre il rischio, la Società italiana di pediatria raccomanda regole chiare sull’uso dei dispositivi fin dall’infanzia. Per esempio, un uso corretto di smartphone e tablet prima di coricarsi e trasformare le camere da letto in luoghi privi di schermi. Non meno importante, infine, ridurre il tempo passato online e, di tanto in tanto, prendersi una pausa dai gingilli tecnologici.
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