Luigi Lo Cascio sull'Ape in un "western" e il desiderio della Vespa
La Gazzetta dello Sport

Luigi Lo Cascio sull'Ape in un "western" e il desiderio della Vespa

Mercoledì 9 settembre 2026
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L'attore è il protagonista de Il mestiere, road movie di Beppe Tufarulo presentato a Venezia nelle Giornate degli Autori. L'occasione è buona anche per parlare dell'auto arrivata dopo I cento passi 

L'attore è il protagonista de Il mestiere, road movie di Beppe Tufarulo presentato a Venezia nelle Giornate degli Autori. L'occasione è buona anche per parlare dell'auto arrivata dopo I cento passi 

Emanuele Bigi 9 settembre - 18:15 - VENEZIA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Luigi Lo Cascio e Riccardo Maiello in una scena de Il mestiere

Luigi Lo Cascio attraversa un Sud desolato ai comandi di un’Apecar rossa ne Il mestiere, film presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia. Il road movie di Beppe Tufarulo mescola generi diversi e l’attore siciliano interpreta Sauro Cantafame. Lo Cascio considera quell’Ape cassonata della Piaggio il suo "cavallo" in quello che il regista definisce un "proto-western". "Ogni cowboy ha il suo cavallo. Il mio è l’Apecar", ci dice l’attore. E imparare a guidarla gli ha permesso di realizzare, in maniera inaspettata, un piccolo sogno che si portava dietro dall’adolescenza. 

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L'Ape rossa coprotagonista della pellicola

La trama de Il mestiere

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Al centro del film c’è Sauro Cantafame, un uomo con un mestiere decisamente fuori dall’ordinario: "aggiusta" i morti. Inserisce nei corpi degli anziani defunti dei cuori meccanici, facendo in modo che sembrino ancora vivi e consentendo così alle loro famiglie di continuare a riscuotere la pensione. A bordo della sua Apecar, Sauro percorre un Meridione di frontiera, violento e quasi lunare, sospeso continuamente tra realtà e inverosimile. Il suo viaggio cambia quando incontra Giocondo Infelice (Riccardo Maiello), un ragazzo chiuso in se stesso, ma dotato di un misterioso dono. Il rapporto con Giocondo riporta progressivamente Sauro alla vita e ai sentimenti, fino a spingerlo a sfidare il potere di Vito la Scimmia (Massimiliano Rossi), criminale che domina quel territorio ai confini del mondo. La storia assume i contorni del road movie, del western e persino del racconto post-apocalittico. 

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l'ape e la vespa

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L’Apecar rossa cassonata 75 di Sauro ha uno spazio posteriore nel quale trasportare gli strumenti necessari al suo macabro mestiere e racconta anche l'evoluzione di un uomo abituato alla solitudine, che si ritrova costretto a fare spazio a Giocondo Infelice, il suo giovane allievo. Dietro quella Apecar c’è una storia molto personale. Lo Cascio ricorda di essere stato "l’unico in classe" a non possedere un motorino: "Io non avevo il Vespino". Una mancanza che, in qualche modo, è riuscito a recuperare molti anni dopo grazie proprio a Il mestiere. Il modello utilizzato nel film si guida infatti con una meccanica che gli ha ricordato quella della Vespa. "Per fare questo film ho dovuto imparare a portare praticamente un Vespino", racconta. Un desiderio rimasto in sospeso sin da ragazzo, quando al posto della Vespa aveva acquistato una Moto Guzzi monomarcia. Oggi l’attore non guida le due ruote: "Da quando sono diventato padre sono molto più prudente". 

Riccardo Maiello e Luigi Lo Cascio stretti nell'abitacolo dell'Ape 75

I cento passi e la clio

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Lo Cascio per l’occasione ci parla anche del suo rapporto con le automobili. Cresciuto in Sicilia in una famiglia di cinque figli, ricorda le macchine del padre, che lavorava per un’azienda farmaceutica: "Cambiava spesso le auto seguendo gli scatti di carriera - dice - è passato dalla Fiat 500 alla 127, dalla 128 verde a diverse Ritmo fino alla Regata. Eravamo cinque figli e potevano ritrovarci tutti insieme sul sedile posteriore. Le macchine sono state uno strumento di aggregazione famigliare". La sua prima automobile invece è arrivata soltanto intorno ai 32 anni grazie al successo de I cento passi. "Dopo l’Accademia d’arte drammatica ho iniziato a non chiedere più denaro ai miei genitori - ricorda - mi mantenevo senza fare vacanze e vizi. A cambiare le cose fu il cinema e I cento passi che mi ha permesso di comprare una Renault Clio".

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