New York ridisegna la classifica: Alcaraz resta 3°, Zverev insidia Sinner. Djokovic fuori dalla top 10 dopo 8 anni
La Gazzetta dello Sport

New York ridisegna la classifica: Alcaraz resta 3°, Zverev insidia Sinner. Djokovic fuori dalla top 10 dopo 8 anni

Mercoledì 9 settembre 2026
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La sconfitta di Carlitos con Shelton rafforza il primato di Jannik che deve però guardarsi dal tedesco. Cobolli, per ora, scende al 7° posto. Musetti al 20° e Darderi è 22°. L'uscita prematura del serbo certifica il declino dei Big Three dopo un quarto di secolo 

La sconfitta di Carlitos con Shelton rafforza il primato di Jannik che deve però guardarsi dal tedesco. Cobolli, per ora, scende al 7° posto. Musetti al 20° e Darderi è 22°. L'uscita prematura del serbo certifica il declino dei Big Three dopo un quarto di secolo 

Pellegrino Dell'Anno 9 settembre - 19:28 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Carlos Alcaraz, con onore, trattandosi del primo torneo dopo oltre quattro mesi di stop per un problema al polso destro, saluta lo Us Open ai quarti di finale, arrendendosi a Ben Shelton in una gran partita dopo oltre 4 ore. Lo spagnolo arrivava allo Slam americano da n.3 del mondo, e soprattutto, da campione uscente, con 7.160 punti, ma ben 2000 da difendere. Le cose però non sono andate come previsto, e l’eliminazione di stanotte, pur non facendo perdere il terzo gradino del podio a Carlitos, lo rende più traballante. Raggiungere i quarti di finale vale infatti 400 punti in classifica, dunque Alcaraz ne perderà 1.600, fermandosi a 5.560 (Shelton vincendo il torneo arriverebbe a 5.380, 210 lunghezze di svantaggio). Una situazione da non sottovalutare anche nell’ottica della corsa al n.1, occupato da Jannik Sinner. L’azzurro, che non ha partecipato allo Us Open dove difendeva 1.300 punti per la finale, si troverà infatti a fine torneo con 11.500. Un vantaggio, pur avendo 3.350 punti da difendere da qui a fine anno, cospicuo: Sinner, all’aggiornamento di lunedì, avrà infatti 5.940 punti in più rispetto ad Alcaraz. Che però, al momento, non è il suo principale inseguitore. 

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zverev

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Il n.2 del mondo, con una posizione che sarà più salda dopo lo Us Open, è infatti Alexander Zverev. Il tedesco arrivava a New York con 7.790 punti, ma solo un terzo turno da difendere. Dunque può solamente guadagnare terreno in classifica, con la certezza di arrivare almeno a 8.090 dopo il torneo, se dovesse fermarsi ai quarti di finale, dove affronterà Botic Van De Zandschulp. Va anche sottolineato come però il campione del Roland Garros sia l’unico tra i giocatori ancora in gara ad aver già vinto uno Slam, nonché il solo ad aver quantomeno disputato una finale. Se dovesse arrivare in semifinale raggiungerebbe quota 8.490 punti, se dovesse addirittura vincere il torneo, e il suo secondo Slam stagionale, salirebbe a 9.690. A 1.810 punti di distacco dal primo posto di Sinner ma con meno di un terzo (1.080) da difendere da qui a fine stagione. E inoltre, vincendo il torneo, sarebbe a sole 500 lunghezze dal primo posto della Race, la classifica che tiene conto solo dei risultati ottenuti nel 2026, sempre occupato da Jannik. L’eliminazione di Alcaraz, il concorrente più pericoloso, costituisce dunque una grande occasione, sia in termini di vittoria Slam che di classifica, per il tedesco. Oltre ad aver probabilmente aperto le porte della top 4 a un nuovo membro. 

azzurri

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Ben Shelton infatti, a meno che Tiafoe non vinca il torneo, diventerà n.4 del mondo a fine Us Open, suo best ranking. Per il momento, si è assicurato il rientro in top 5, superando tra gli altri anche il n.2 d’Italia Flavio Cobolli. Il romano, che iniziava lo Us Open da n.6 Atp e ha perso al terzo turno, è già sicuro di perdere almeno una posizione. Al momento dovrebbe infatti occupare la settima piazza del ranking e, per quanto sia sicuro di rimanere tra i primi otto (garanzia di avere una testa di serie alta), potrebbe scivolare in ottava posizione se Tiafoe dovesse raggiungere quantomeno la finale. Ma senza subire eccessivi cambiamenti. A differenza di Lorenzo Musetti che, non avendo difeso i quarti di finale dello scorso anno vista l’eliminazione al secondo turno, ha perso sei posizioni, scivolando al n.20 della classifica dal 14 di inizio torneo. Giusto due scalini sopra Luciano Darderi che, nonostante gli ottavi di finale, rimane in 22°. Un piazzamento saldo, e comunque ottimo. 

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striscia

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Mentre, ai piani alti, si è registrata una svolta epocale. Perdendo al primo turno contro Mariano Navone Novak Djokovic, semifinalista nel 2025, sarà costretto a dire addio alla top 10 alla fine del torneo. Una doccia fredda per il serbo, che dovrebbe scendere almeno al n.12 ed era ininterrottamente tra i primi dieci giocatori del mondo dal 16 luglio 2018, all’indomani della vittoria a Wimbledon che ne sancì il rientro al top dopo un anno difficile dal punto di vista fisico e psicologico. Una striscia lunghissima, che ne nasconde al suo interno una risalente ai primi anni 2000. Essendosi infatti ritirati Roger Federer e Rafael Nadal, la classifica di lunedì 14 settembre 2026 sarà la prima in 24 anni senza neanche un membro dei Big Three tra i top 10. Per trovare l’ultimo ranking senza nessuno tra Roger, Rafa e Nole all’interno dei migliori dieci giocatori al mondo bisogna infatti tornare indietro al 7 ottobre 2002, quando Federer era n.13 al mondo, e Nadal e Djokovic non erano ancora professionisti. Per dare un’idea del tempo che è trascorso, Sinner aveva poco più di un anno e Alcaraz non era ancora nato, mentre il n.1 al mondo era Lleyton Hewitt e il miglior giocatore italiano, Davide Sanguinetti, era 44°. Una vita fa e un’era tennistica, quella dei Big Three, che anche in termini di classifica è sempre più vicina al tramonto.

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