I campioni del Mondo in un luogo iconico di Napoli: due opere d'arte unite. Come quella volta a Firenze...
Due capolavori si fondono: i campioni del mondo esordiscono in un luogo iconico di Napoli. Le Azzurre avevano giocato all'Arena e a Santa Croce, che ispirò lo scrittore francese
Due capolavori si fondono: i campioni del mondo esordiscono in un luogo iconico di Napoli. Le Azzurre avevano giocato all'Arena e a Santa Croce, che ispirò lo scrittore francese
Mario Salvini Giornalista 9 settembre - 20:44 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il capitano dell'Italia, Simone Giannelli, alla presentazione del matchL’idea è di incastonare una gemma in una montatura ancora più preziosa. Un’opera d’arte dentro l’altra, come probabilmente nessun altro al mondo potrebbe fare, non se si parla di pallavolo perlomeno. Ché di piazze stupende ce ne sono in molti altri Paesi, di squadre straordinarie anche, ma far coincidere l’una e l’altra cosa come avverrà domani sera a Napoli no, non è da tutti. La Nazionale azzurra campione del Mondo di Fefé De Giorgi in piazza del Plebiscito è un proclama, un sorriso mandato al mondo intero, la quint’essenza della nostra bellezza. Se Simone Giannelli e Carlotta Cambi, Luca Porro e Anna Danesi, Simone Anzani e Paola Egonu ad un certo punto sono comparsi in Mondovisione nella cerimonia inaugurale dell’Olimpiade di Milano e Cortina è perché la pallavolo, quello che siamo stati capaci di costruire negli ultimi quarant’anni nella pallavolo, ci rappresenta. E domani sera lo mettiamo in mostra in una delle piazze più importanti e belle.
bassolino dà e toglie
—E sarà anche un punto d’arrivo. Perché trent’anni fa, a quando a Napoli c’era la Com Cavi, su quella stessa piazza si cercò di organizzare un torneo di beach volley. Ma il sindaco, Antonio Bassolino, disse no. “Dico due volte no – sentenziò - piazza del Plebiscito è un grande luogo culturale”. Come se la sabbia, una rete e quattro ragazzi o ragazze in costume avrebbero potuto scalfirne anche solo un briciolo, di quella cultura. E della storia di quel posto. Va ricordato che a Bassolino i napoletani e noi tutti dobbiamo la valorizzazione di quella piazza, liberata dal parcheggio per auto che per anni l’aveva sfregiata. Da lì in avanti avremmo visto Mondiali, Europei e tornei olimpici di beach sulla Schlossplatz di Berlino, sulla piazzetta di Gstaad, sulle banchine del fiordo di Stavanger, in piazza Dam a Amsterdam e sull’Het Plein, di fianco al Binnenhof, all’Aia; sulla piazza del Municipio di Vienna, all’Horse Guards Parade di Londra e al Trocadero a Parigi. Il beach ha dato spunto e ispirazione, al pari del basket nella versione 3X3. Nell’intento di andare in mezzo alla gente come per un secolo solo il ciclismo riusciva a fare.
dall'arena alla sindrome
—La pallavolo ha imitato. La pallavolo e pochi altri, perché quasi nessuno, tra gli sport di squadra, ne ha la possibilità. A meno di fare come è riuscito alla Lmb, la Liga Mexicana Baseball, che nel 2015 allestì un diamante nello Zocalo di Città del Messico. Evidentemente perché si tratta di una piazza immensa. Da noi, a volley, s’è già giocato dentro l’Arena di Verona, contenitore e scenografia di maestose edizioni dell’Aida e dell’intero repertorio operistico: tre anni fa furono le ragazze, anche allora per l’inaugurazione di un Europeo, a batterci per 3-0 la Romania. Ma prima ancora, il vero, memorabile precedente fu a Firenze. Era il 2015, amichevole, anche in quel caso femminile: Italia-l’Azerbaigian in piazza Santa Croce, a Firenze. Non poteva davvero esserci un sito che riassumesse meglio il concetto di meraviglia. Dove Roberto Benigni legge Dante e da secoli volano i molto più prosaici cazzotti dei calcianti. Perché quando si resta basiti al cospetto della bellezza si fa riferimento alla Sindrome di Stendhal. Magari però senza sapere che fu esattamente lì, su quella piazza fiorentina, che lo scrittore restò fulminato. “Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere". Lo ha scritto in 'Roma, Napoli e Firenze', del 1817. Ecco, da lì la Sindrome che porta il suo nome. Definizione da Google: “Affezione psicosomatica che provoca tachicardia, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza”. A Firenze la pallavolo ci ha già incantati. Domani sarà un nuovo prodigio, a Napoli.
Leggi anche Eurovolley, lettera di Anzani agli azzurri: "Mi mancate, farete bene perché siete uomini veri"Napoli, Italia-Svezia a piazza Plebiscito. E non è la prima volta che gli azzurri giocano all'aperto...© RIPRODUZIONE RISERVATA