Oaktree, shopping all'estero: l'Inter ora pensa a un club satellite
La Gazzetta dello Sport

Oaktree, shopping all'estero: l'Inter ora pensa a un club satellite

Mercoledì 9 settembre 2026
1 visualizzazione

Il fondo americano osserva squadre in Portogallo, Belgio, Olanda e Svizzera. I modelli? City Group, Red Bull e BlueCo. Tra gli obiettivi sviluppare giovani talenti

Il fondo americano osserva squadre in Portogallo, Belgio, Olanda e Svizzera. I modelli? City Group, Red Bull e BlueCo. Tra gli obiettivi sviluppare giovani talenti

Filippo Conticello Giornalista 9 settembre - 23:43 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un’altra squadra, in un altro campionato. Un club meno nobile, dalla valutazione ragionevole, che sappia annaffiare il talento giovane e abbia margini per rivalutarsi in tempi non troppo lunghi. Ma, soprattutto, una società che all’orizzonte veda subito le verdi vallate di Appiano. Oaktree, fondo di investimento che possiede l’Inter, sta infatti studiando l’acquisto di un secondo club europeo da inserire nell’orbita dei nerazzurri: si tratterebbe di una squadra impegnata in un torneo straniero, preferibilmente di prima divisione, piattaforma perfetta per lo sviluppo e la valorizzazione dei ragazzi interisti. Più in generale, uno strumento in più sul mercato: anche così si può saldare l’Under 23, altra creatura nata per decisione di Oaktree, e la prima squadra. Finiti i lavori alla Pinetina tra qualche mese, le due entità si mescoleranno allenandosi finalmente nello stesso centro, ma anche per il ragazzo di più belle speranze sarà complesso il passaggio definitivo dal piano di sotto al piano di sopra. Al contrario, uno spazio intermedio sarebbe un trampolino utile.

VIDEO: Chivu torna sull’errore di Martinez: poi spiega cosa deve imparare l’Inter

l'esplorazione

—  

È un progetto espansivo, tipico dei fondi impegnati nel pallone, e dimostra quanto non sia di breve periodo l’orizzonte italiano di Oaktree. Gli americani pensano in grande su più discipline, si fiondano sul dossier Nba Europe (presentata l’offerta vincolante per la franchigia milanese), corteggiano l’Olimpia Milano per un ingresso da soci di minoranza, e ora pensano a un altro investimento calcistico nel portafoglio. In viale della Liberazione si è ancora nella fase di esplorazione di club esteri potenzialmente acquistabili: serve l’occasione giusta, poi si punterà a completare l’operazione già durante questa stagione, in tempo per il mercato estivo 2027. Esiste, comunque, una geografia delle possibilità: Portogallo, Belgio, Olanda e anche Svizzera i campionati osservati con interesse. Sono giganteschi laboratori del talento con normative differenti sul tesseramento extracomunitario, snodi privilegiati per chi vuole intercettare ragazzi giovani. Certi numeri, tra l’altro, sono lì a testimoniarlo: secondo le analisi CIES tra 2014 e 2023 il 91% dei ricavi da trasferimenti dei club portoghesi è arrivato dall’estero, mentre si scende appena al 90 per gli olandesi e all’87 per i belgi. La Segunda spagnola, altra ipotesi sul tavolo, è meno incline al player trading, ma è una porta verso il mercato sudamericano.

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

VIDEO: "Josep Martinez il migliore in campo" ma "Barella andava venduto": Real-Inter, le reazioni

esempi

—  

In ogni caso, andrebbe ridotto in partenza il rischio che l’Inter e questa seconda società si qualifichino alla stessa coppa europea, eventualità proibita dalle norme Uefa sulla multiproprietà. Non bastasse, sono fissati limiti ai prestiti tra gli stessi club e un controllo sul reale valore dei trasferimenti. Regole a parte, la strada è ormai battuta a ogni livello: il City Group, ad esempio, ha costruito attorno al Manchester City una galassia in ebollizione che contiene anche l’ambizioso Palermo. Red Bull ha fatto di Salisburgo un laboratorio per il Lipsia. BlueCo usa anche lo Strasburgo per sviluppare i giovani del Chelsea e i due club giocano a ping pong con i loro calciatori. A volte, però, basta guardare vicino: dopo tentativi vari, anche il Krause Group, proprietario del Parma, ha acquisito il Casa Pia, prima divisione portoghese. È un club di Lisbona, piccolo e anche per questo funzionale come sanno bene i nerazzurri.

Leggi anche Niente Udinese, ma un incontro per il rinnovo sì: l'esito del caffè tra Baccin e l'agente di DimarcoInter, la lezione del Bernabeu: il Real non è il Napoli, in Champions gli errori si pagano

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo