Anche Duplantis al Festival dello Sport: Mondo incontrerà i tifosi venerdì 2 ottobre
Due ori olimpici e quindici record del mondo nel salto con l'asta, lo svedese ha spostato i limiti dell’atletica: sarà uno dei protagonisti a Trento
Due ori olimpici e quindi record del mondo nel salto con l'asta, lo svedese ha spostato i limiti dell’atletica: sarà uno dei protagonisti a Trento
Andrea Buongiovanni Giornalista 10 settembre - 07:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSimbolicamente aggrappato alla sua asta, è pronto a conquistare anche Trento. Sarà Mondo Duplantis la stella delle stelle del 9° Festival dello Sport, in programma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre. E se è vero che dalla kermesse rosa sono transitati i campioni più prestigiosi del passato e del presente, uno così raramente si è visto. Il 26enne svedese arriverà con il suo carico di gloria e accompagnato da quell’aura che solo i grandissimi hanno. E Mondo, grandissimo, lo è per davvero. In atletica erede designato di Usain Bolt non per caso. L’appuntamento è per venerdì 2 ottobre. Al suo fianco ci sarà Desiré Inglander, modella e influencer: dall’estate 2020 era la sua fidanzata, il 12 giugno, vicino a Montecarlo dove ora risiedono, è diventata sua moglie.
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—Due ori olimpici, tre mondiali, quattro europei e, al coperto, quattro iridati e uno continentale. Ancora: un titolo mondiale e uno europeo under 20, uno mondiale under 18 e cinque successi nelle finali di Diamond League. Il conto porta a ventidue vittorie, condite da un secondo posto (ai Mondiali 2019, a 19 anni) e da un terzo (ai Mondiali under 20 2016, a 16). Insomma: quando in pedana c’è lui, agli altri restano le briciole. A colpire l’immaginario collettivo sono poi soprattutto i quindici record del mondo all’attivo, con una progressione di un centimetro alla volta: dal primo, sottraendolo al francese Renaud Lavillenie (6.17 l’8 febbraio 2020 nella polacca Torun), all’ultimo (6.31 il 12 marzo 2026 nella sua Uppsala). Una striscia (aperta) che fa di Duplantis un fenomeno generazionale, capace di piacere a tutti. Perché a renderlo un numero uno, oltre alle qualità tecniche, c’è l’atteggiamento. Mondo tocca il cielo, ma vola... basso. È disponibile, sorridente, pacato, positivo. E non si mette mai sul piedistallo.
VIDEO: Mondo Duplantis in versione pop star: ascolta "Gold", inno dell'Ultimate Championshipla famiglia
—Merito anche dell’educazione ricevuta da mamma Helena, svedese e da papà Greg, statunitense, da sempre anche i suoi allenatori. Lei è stata specialista delle prove multiple con una predilezione per il lungo, lui saltatore con l’asta. E ha passato a Mondo, terzogenito, i geni giusti. Anche i fratelli maggiori, a Lafayette, in Louisiana, dove la famiglia risiede tuttora per parte dell’anno dividendosi con la Svezia, hanno fatto sport. Andreas, oggi 33enne, si è fiondato oltre un’asticella posta a 5.42 e ha partecipato a un Mondiale under 18 e uno under 20. Antoine, 30enne, ha invece avuto una buona carriera da giocatore di baseball. Poi c’è la più piccola, Johanna, 23 anni e un personale di 4.39. E Armand detto Mondo? A tre anni correva sulla pedana costruita da papà e saltava sui sacconi nel cortile di casa, a sette centrava i primi primati mondiali di categoria. Un predestinato? Di più. Col cuore diviso tra due Paesi, anche se poi - in senso sportivo - ha scelto quello scandinavo. A proposito: quel “Mondo” lo si deve a un amico di papà, di origini siciliane che, chissà perché, appena lo vide cominciò a chiamarlo così. Mai soprannome si sarebbe rivelato più azzeccato.
che numeri
—Mondo vince sempre. E non ha alcuna intenzione di fermarsi. Sono 90 le gare in cui si è proiettato oltre i sei metri, misura spartiacque. La prima, a 18 anni, il 12 agosto 2018, per conquistare con 6.05 gli Europei di Berlino. L’ultima il 27 agosto a Zurigo, per far suo con 6.25 il Weltklasse. Sono dunque otto le stagioni consecutive nelle quali ha superato il muro. Con in mezzo serie da marziano, come quella dei 38 successi in fila (in sole finali) tra l’agosto 2023 e il marzo 2026, con un 16 su 16 sia nel 2024, sia nel 2025. Nella storia, non più di quattro uomini, in 58 gare complessive, sono andati oltre i 6.10: 41 le ha firmate Duplantis (29 outdoor, 12 indoor). E hai voglia a dire che il greco Manolo Karalis, il secondo di sempre con un freschissimo 6.20, potrà finalmente creargli un po’ di concorrenza: il computo degli sconti diretti è di 49-1 a favore dello svedese.
cantante
—Il paradosso è che il 2026 che sta per andare in archivio può essere considerato un anno “difficile”. Perché non ha vinto un paio di gare, perché ha ritoccato il record del mondo in un’unica occasione e per la prima volta dal 2021 rischia di non farlo all’aperto. E perché, nelle ultime settimane, un fastidio alla coscia sinistra lo ha un po’ limitato, impedendogli per esempio di scendere in pedana alla finale di Diamond League di venerdì scorso a Bruxelles. Domani sera potrà rifarsi al primo Ultimate Championship di Budapest, la nuova, ricca rassegna voluta da World Athletics, per la quale assecondando qualcosa che è più che una passione, ha scritto e interpretato l’inno ufficiale. Si intitola “Gold”, naturalmente. E nel relativo videoclip compaiono Noah Lyles e Letsile Tebogo. Ha sciolto le riserve circa la partecipazione solo ieri sera: non poteva mancare. Sia quel che sia: Trento e il Festival lo aspettano a braccia aperte
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