Como, piccola tra i giganti: con 83mila abitanti sfida le grandi capitali europee
La Gazzetta dello Sport

Como, piccola tra i giganti: con 83mila abitanti sfida le grandi capitali europee

Giovedì 10 settembre 2026
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Nella Champions League 2026/27 solo 4 squadre provengono da città meno popolose

Nella Champions League 2026/27 solo 4 squadre provengono da città meno popolose

Fabiana Della Valle Giornalista 10 settembre - 11:51 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Quel ramo del lago di Como che volge al Sinigaglia stasera vivrà un evento storico. Il 10 settembre 1826 Alessandro Manzoni scrisse una lettera in francese al suo amico e critico Claude Fauriel, in cui raccontava di avergli inviato il terzo volume dei Promessi Sposi, chiedendogli di visionarlo. Due secoli dopo la città resa famosa dall’incipit del celebre romanzo storico è pronta a fare il suo ingresso nell’élite del calcio mondiale. C’è molto di poetico nell’incredibile ascesa della Cenerentola del pallone, nessuna favola ma una solida realtà costruita grazie alla lungimiranza e alla ricchezza di una famiglia, quella degli Hartono, che ha scelto di investire in uno dei luoghi più iconici della dolce vita, frequentatissimo dai vip.

primato e lacrime

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Qui, tra ville storiche e uno scenario mozzafiato, con uno stadio incastonato tra il lago e le montagne, stasera la banda di Cesc Fabregas, uno che di Europa se ne intende, diventerà la sedicesima squadra di A a giocare la Champions League. La città più piccola tra tutte le italiane che hanno partecipato negli anni con i suoi 83 mila abitanti, non quella meno popolosa in assoluto in questa edizione. In prima fila, in tribuna autorità, ci saranno i tifosi over 75 a cui il presidente Mirwan Suwarso ha donato i biglietti, per permettere a chi ha seguito il Como dall’inizio, quando era in Serie D, di godersi questo momento. Ermes Pasquin, 92 anni, quando ha saputo di aver ottenuto il tagliando per lo stadio non è riuscito a trattenere le lacrime.

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orgoglio comasco

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In città si respira un mix tra orgoglio ed eccitazione. «Sembra Natale», scherza qualcuno nelle chat dei tifosi ingolfate di messaggi. E in effetti la pioggia abbondante caduta sulla Lombardia nelle ultime ore potrebbe farlo pensare, invece siamo al crepuscolo dell’estate. Per oggi è prevista una nuova allerta arancione, con grandine e temporali, ma difficilmente il maltempo scoraggerà chi aspetta questo momento da sempre. Sette anni fa il club festeggiava la promozione in Serie C dopo il primo posto nel girone B della Serie D. La città della seta e delle celebrità, che ha dato i natali all’inventore della pila Alessandro Volta, è abituata ai riflettori e a vedere le stelle, ma stavolta è protagonista e non scenografia. «Semm cumasch»: il vecchio slogan in dialetto è diventato un must in questi giorni di attesa. Oggi il Lipsia, poi lo United e i campioni d’Europa del Psg. Dalle star del mondo dello spettacolo a quelle del calcio; da George Clooney, che nel 2002 aveva acquistato Villa Oleandra e per anni ha frequentato assiduamente Como, al Pallone d’oro Ousmane Dembélé.

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capitale del gioco

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Stavolta però non ci saranno vip in tribuna, come è accaduto spesso negli ultimi anni (da Hugh Grant a Keira Knightley) perché lo stadio è piccolo (12 mila posti) e la capienza è stata ulteriormente ridotta dopo i lavori lampo, indispensabili per omologare l’impianto ai requisiti richiesti dall’Uefa per ospitare le competizioni europee. Sarebbe stata una sconfitta dover traslocare altrove, invece l’impresa è riuscita e i biglietti a disposizione sono stati polverizzati in un amen. Sarà la prima stagionale in casa (il Como in A ha giocato le prime tre gare tutte in trasferta), l’occasione per testare il terreno di gioco tutto nuovo, allargato di altri due metri e con un manto erboso ibrido di nuova generazione, voluto fortemente da Fabregas per favorire il palleggio. Il piccolo Como, con la o pronunciata rigorosamente chiusa, ha progetti ambiziosi: diventare la capitale del bel gioco, divertendosi e facendo divertire. Pochi abitanti, tanto talento e una grande voglia di mostrarlo a tutta Europa. Senza timori e con la fierezza di una città che affonda le sue radici nell’antichità.

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