Ranocchia lancia Athletics Mind: "Iniziativa nata dalla mia esperienza: salute mentale al centro"
La Gazzetta dello Sport

Ranocchia lancia Athletics Mind: "Iniziativa nata dalla mia esperienza: salute mentale al centro"

Giovedì 10 settembre 2026
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L'ex interista: "Se avessi iniziato un certo tipo di percorso prima avrei vissuto tanti momenti della mia carriera in maniera diversa. L'Inter di oggi? Fortissima. E Chivu ormai è un'istituzione"

L'ex interista: "Se avessi iniziato un certo tipo di percorso prima avrei vissuto tanti momenti della mia carriera in maniera diversa. L'Inter di oggi? Fortissima. E Chivu ormai è un'istituzione"

Guendalina Galdi Giornalista 10 settembre - 16:54 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La salute mentale al centro della performance sportiva. In otto parole è questo "Athletic Minds", un'iniziativa nata da un'idea di Andrea Ranocchia, un progetto "dagli atleti e per gli atleti". Un'organizzazione complessa che si compone di professionisti della psicologia (guidati dalla psicoterapeuta e psicologa dello sport Lucia Bocchi) e di nutrizionisti (con a capo Andrea Valigi, specializzato in alimentazione sportiva) al servizio, appunto, degli atleti per rendere la preparazione mentale, e quella alimentare, componenti strutturali dell'allenamento. Il principio guida di questa iniziativa è "Human First", ovvero la persona davanti all'atleta "che viene visto troppo spesso soltanto come un una macchina che deve performare al massimo. Però così non vivi lo sport come dovrebbe essere vissuto veramente" afferma Ranocchia. Ma come - e perché - ha fondato (affiancato dall'ad Luca Biondi, da Michele Cucchiarini per lo sviluppo digitale e Luca Simonetti per la parte finanziaria) questo progetto? "È nato dalla mia esperienza personale. Sono stato un calciatore professionista per tanti anni e ho capito che l'aspetto mentale per qualsiasi sportivo è fondamentale tanto quanto l'aspetto tecnico, tattico e atletico". 

C'è stata grande apertura sul tema negli ultimi tempi ma in passato era un argomento tabù. Ha smesso definitivamente di esserlo? 

"Fortunatamente negli ultimi anni tanti sportivi di alto livello si sono aperti in questo senso. Prima non ne parlava nessuno, e non si faceva perché il pensiero comune era che fossi... malato. Adesso invece è un argomento molto rilevante. E questa iniziativa è nata un po' dalla mia esperienza personale e dal fatto che nella mia esperienza sportiva mi sono avvalso di una psicologa sportiva e ne ho tratto grande beneficio sia per la mia vita quotidiana sia per quella sportiva". 

Cosa la faceva stare bene? 

"Ho iniziato a godermi di più determinati momenti e ad analizzare bene alcune situazioni e più in profondità i meccanismi della mia della mia mente. Dal punto di vista sportivo è stata un po' una svolta". 

E in sostanza Athletic Minds vuole esserlo a sua volta per gli sportivi di oggi. 

"Sì, con l'obiettivo di raggiungerne il più possibile visto che è una piattaforma online. Qui dentro abbiamo nutrizionisti e psicologi sportivi, tutti professionisti riconosciuti. Collaboriamo con l'Università di psicologia sportiva di Milano che è oltre che la più vecchia anche la più importante che c'è in Italia: loro formano tutti i nostri psicologi". 

Come vengono raggiunti gli atleti? 

"É tutto online, abbiamo sia un'app sia un sito in cui basta iscriversi per iniziare un percorso, lato mente, con i nostri psicologi oppure lato alimentazione con i nostri nutrizionisti. È un supporto per affrontare un po' tutto quello che ti dà lo sport, comprese le sue pressioni. Ed è rivolto a tutti, dagli sportivi più giovani a quelli più maturi, anche per il post carriera. Quante volte abbiamo visto casi di sportivi che hanno smesso e sono andati in grande difficoltà?". 

Quando era calciatore avrebbe voluto un tipo di supporto del genere? 

"Assolutamente sì. Io ho provato a migliorare l'aspetto mentale tardi nella mia carriera perché ho iniziato verso i 30 anni, ma se avessi avuto la possibilità di iniziare un certo tipo di percorso da giovane sicuramente avrei vissuto tanti momenti della mia carriera in maniera diversa. Poi, certo, non so se avrei fatto una carriera ancora più importante o meno, però sicuramente avrei affrontato tutto quello che riguardava la mia persona e l'essere uno sportivo in maniera diversa". 

Lei ha fondato questo progetto ma tanti atleti, anche non calciatori, sono stati coinvolti... 

"Sì, da Giannelli a Magnini, Fognini poi Pirlo, Ambrosini, Bastoni, Perin, Padelli... Sono tutte persone che, come me, hanno capito durante la loro carriera l'importanza di di curare questo aspetto qui. Così abbiamo messo in piedi tutto questo, anche per fare un po' di ordine. Secondo me la comprensione del tema è un po' distorta rispetto a ciò che è effettivamente. Perché quando si parla di psicologia a volte sembra si parli di affrontare una malattia ma in verità non è così. Nello sport vai da uno psicologo non necessariamente perché hai "un problema" ma semplicemente perché ti dà degli strumenti per migliorare le tue prestazioni, il tuo stile di vita, l'approccio con la tua disciplina, sia quando succedono cose negative sia quando ne accadono di positive. Ti dà modo di affrontare gli avvenimenti e di pensarli in maniera diversa. Di essere migliore. Quante volte sentiamo o leggiamo che oggi un allenatore deve essere anche uno psicologo, prima che un tecnico, per la sua squadra...". 

Un po' come Chivu per l'Inter, passando all'attualità sportiva e parlando della squadra in cui hai giocato per cinque anni. 

"Lui innanzitutto è un allenatore che ha conoscenza, che ha studiato tantissimo prima di arrivare ad allenare l'Inter e da giocatore a sua volta è stato allenato da grandissimi tecnici in squadre di livello. Questo sicuramente lo aiuta. È un'autorità oggi per la squadra e i giocatori lo riconoscono come tale". 

L'Inter che è prima in classifica dopo aver vinto uno scontro diretto in rimonta come quello col Napoli sabato scorso a San Siro che segnale ha dato al campionato? 

"Pochissime squadre sotto di 2-0 nel secondo al secondo tempo contro una big sarebbero riuscite a ribaltare il risultato. L'Inter è forte, ha fatto degli innesti giusti in estate e ora si ritrova come al solito con una rosa forte e molto lunga. Cristian ogni partita farà fatica a scegliere gli undici titolari con la qualità che ha". 

Questa Inter è forte, Chivu ogni partita farà fatica a scegliere gli undici titolari con la qualità che ha

Andrea Ranocchia

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"Che dire, è un grande capitano, un giocatore incredibile, migliora anno dopo anno e in qualsiasi situazione cerca sempre di dare un segnale positivo. Mi auguro che possa rimanere all'Inter per sempre, che possa chiudere la carriera qui. E per il giocatore e l'uomo che è, viste le qualità umane che ha, può farlo".

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