"Hanno più passione di noi", "Che guerriere": l'Italia esce dal Mondiale ma fa il pieno di complimenti
Da Paige Bueckers alla coach americana Lawson, tutti esaltano il Mondiale delle ragazze di Capobianco
Da Paige Bueckers alla coach americana Lawson, tutti esaltano il Mondiale delle ragazze di Capobianco
Giulia Arturi Giornalista 10 settembre - 18:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Che questa sia l'ultima volta che una squadra gioca con più passione di noi nell'arco della partita". Coach Kara Lawson ha lo sguardo severo quando parla alle sue giocatrici nello spogliatoio di Team Usa. Gli Stati Uniti hanno appena tirato un enorme sospiro di sollievo, battendo l'Italia di tre punti. Nessuno se lo aspettava. Ci si crede sempre, certo, ma quella è la squadra più forte del mondo. E invece per quaranta minuti le azzurre l'hanno costretta a soffrire, tanto che la prima cosa che la coach americana ha rimproverato alle sue campionesse, prima ancora che una serata al tiro disastrosa, è stato il carattere. "L'anima è il nostro talento", ha detto Andrea Capobianco. Non è l'unico talento di questa Italia, naturalmente, ma è forse quello che più le hanno riconosciuto gli altri. Paige Bueckers, stella delle Dallas Wings e di Team Usa, l'ha chiamato quasi un tratto genetico: "Giocare contro l’Italia e guardarle giocare... non mollano mai. Sono sicura che faccia parte del loro Dna: sono combattenti e non si fermano fino alla sirena finale". Lo ha visto contro gli Stati Uniti, lo ha rivisto nella rimonta impossibile contro l'Australia, che si è fermata solo all’ultimo canestro: "Erano sotto di tantissimo, ma sono riuscite a rientrare, hanno lottato e si sono fatte strada per tornare in partita. Dovrebbero essere davvero orgogliose del loro percorso e del livello di competitività che hanno mostrato in questo Mondiale".
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—Orgoglio sì, rimpianti anche. Perché Berlino ha detto che l'Italia c'è, ma anche che non può permettersi di smarrire ciò che la rende speciale. Quando sono venute meno la difesa, la condivisione, la capacità di muovere la palla, le azzurre sono finite sotto anche di parecchio. È successo contro la Cina, è successo contro l'Australia. E le rimonte, anche quelle meravigliose, non sempre riescono. La difesa, soprattutto, è sempre stata uno dei punti d'orgoglio. E forse una delle cose che farà più piacere a Capobianco sono le parole dell'ungherese Lelik, alla vigilia del quarto di finale, poi perso, contro gli Stati Uniti: "Quello che ha fatto l'Italia in difesa è stato incredibile. Dobbiamo continuare quello che hanno fatto loro”. Il livello delle avversarie aiuta a dare una misura al torneo delle azzurre. L'Italia ha affrontato gli Stati Uniti, imbattuti al Mondiale da vent'anni, l'Australia, bronzo olimpico, e la Cina, numero 4 del ranking mondiale e argento nell'ultima edizione. Contro Usa e Australia ha perso complessivamente di cinque punti. Una distanza che fino a poco tempo fa sembrava molto più grande.
la squadra
—Anche Gabby Williams, capitana della Francia, coglie il punto: "L’Italia gioca insieme da molto tempo, sono molto affiatate. Si vede che lottano l’una per l’altra e, quando hai una squadra così, diventa ancora più pericolosa". Emma Meesseman, una leggenda, è andata ancora oltre, trovando un paragone che per l'Italia vale parecchio: il Belgio. "L'Italia ha molto talento. In un certo senso le paragono un po' a noi. Giocano insieme da molto tempo e si vede quanto siano affiatate". Un modello che negli ultimi anni ha prodotto due bronzi europei, un quarto posto mondiale, un quarto posto olimpico e soprattutto due titoli europei consecutivi, nel 2023 e nel 2025. E continua Julie Vanloo, playmaker delle Cats, vista anche in Italia: "Noi siamo partiti con una medaglia di bronzo e poi siamo andati sempre più in alto, e ho la sensazione che anche loro stiano facendo lo stesso. Aver giocato una partita così equilibrata contro gli Stati Uniti dimostra che non sono una squadra che compare una volta e poi sparisce. Stanno davvero costruendo qualcosa di speciale".
le azzurre
—E poi ci sono loro, le giocatrici. Cercatissime dai microfoni a Berlino, le compagne e le avversarie che le conoscono dalla Wnba spendono parole che vanno oltre i complimenti di circostanza. Natalie Nakase, coach di Zandalasini alle Golden State Valkyries, dopo la rimonta contro l'Australia ha parlato della "resilienza dell'Italia": "Non mollano mai. È quello che rappresenta Ceci". Su Matilde Villa il giudizio di Nakase è netto. Se continuerà ad ampliare il proprio bagaglio tecnico, "è destinata alla Wnba”. Paige Bueckers racconta invece Costanza Verona, sua compagna a Dallas: "Cocca è una giocatrice straordinaria e una persona eccezionale. Colpiscono la sua etica del lavoro e la determinazione. È sempre completamente coinvolta, indipendentemente dai minuti o dal ruolo". E poi c'è Zandalasini. Nakase torna alla giocatrice dei possessi che pesano: "Adoro il fatto che abbia il coraggio di prendersi quel tiro, perché non è una cosa che si vede tutti i giorni. A Golden State quando abbiamo bisogno di un tiro importante andiamo da lei. È molto intelligente e molto umile, e di stelle così umili non è così facile trovarne”. Vanloo alla fine allarga di nuovo l'inquadratura: "Amo la Nazionale italiana. Amo il vostro inno. Amo la passione. Faccio sempre il tifo per l'Italia". L'Italia c'è. Adesso non lo diciamo soltanto noi.
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