Alcaraz e Shelton in campo alle 3 di notte mentre New York dormiva: è polemica sugli Us Open
"Così uccidete il tennis". Orari folli, giocatori spremuti, salute messa in secondo piano. Ma gli organizzatori dello Slam ci scherzano su
"Così uccidete il tennis". Orari folli, giocatori spremuti, salute messa in secondo piano. Ma gli organizzatori dello Slam ci scherzano su
Luigi Ansaloni Collaboratore 10 settembre - 21:50 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlle 3.30 del mattino a New York era ormai difficile capire se fosse un quarto di finale di un torneo di tennis o un qualcosa che poco c’entrasse con lo sport. Il tennis che sfida il sonno e, secondo i preparatori, anche la salute. Carlos Alcaraz e Ben Shelton hanno salutato l’Arthur Ashe quando la maggior parte della città dormiva da un pezzo e sui social si è acceso un altro match, quello delle polemiche. Orari folli, giocatori spremuti, salute messa in secondo piano: il tennis si è interrogato sull’opportunità di cominciare una partita alle 23 e finirla quando ormai sta per sorgere il sole.
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—A dire il vero, niente di nuovo. L’Atp e la Wta ci hanno persino fatto un regolamento, che una partita non può iniziare dopo le 23, ma gli Slam sono Itf e l’Itf, Wimbledon a parte, non ha nessun coprifuoco o limite temporale. Quindi, avanti tutta. C’è chi ha accusato però gli organizzatori di “uccidere il tennis”, in un momento tra l’altro dove ci si interroga come cambiarlo, il tennis, rendendo le partite più snelle e fruibili per le nuove generazioni. “In quale altro sport al mondo una partita finisce alle 3.30 del mattino?”, si interrogano molti utenti sui social. Alexander Zverev, che con le ore piccole ha ormai una certa confidenza a New York avendo giocato praticamente sempre in sessione serale, ha avuto un guizzo di biricchina ironia, dicendo che “a forza di andare a dormire tardi, il jet lag mi fa sentire come se fossi all’Australian Open”.
L’ira dei preparatori
—La polemica sugli orari è diventata rovente e ha coinvolto anche Alberto Lledó, preparatore fisico di Alcaraz, che durante il match con Shelton si è sentito poco bene, arrivando a vomitare in campo. “In alcune occasioni so che la prestazione non è sinonimo di salute. Dobbiamo adattarci a qualsiasi circostanza e chi lo fa per primo ha un vantaggio competitivo, ma iniziare una partita di tennis al meglio dei cinque set alle 23 non è affatto sano per un atleta”, ha detto.
E gli US Open?
—Mentre qualcuno invoca buon senso, gli organizzatori del torneo a Flushing Meadows sembrano rispondere con filosofia: se volete vedere il tennis fino all’ultima palla, mettete la sveglia. Non solo. Sui social ci hanno pure scherzato sopra, pubblicando persino un fac-simile di giustificazione per il lavoro: “Si prega di scusare ____ dal lavoro mercoledì 9/9/2026”. Il motivo? “Carlos Alcaraz e Ben Shelton hanno offerto una prestazione assolutamente stellare durante il loro quarto di finale degli US Open e ____ è stato un tifoso completamente dedicato, rimasto concentrato dall’inizio alla fine». Insomma, per lo Us Open, se il tennis finisce alle 3.30, il problema non è dormire: è riuscire a spiegare al capo perché.
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