La Oetztaler è il solito spettacolo: più di 4.000 eroi al via, vince l'ex 'pro Jack Burke
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La Oetztaler è il solito spettacolo: più di 4.000 eroi al via, vince l'ex 'pro Jack Burke

Giovedì 10 settembre 2026
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La Granfondo più dura (5.500 di dislivello!) con partenza e arrivo da Soelden (Austria) ha festeggiato la quarantacinquesima edizione

La Granfondo più dura (5.500 di dislivello!) con partenza e arrivo da Soelden (Austria) ha festeggiato la quarantacinquesima edizione

Stefano Cantalupi Giornalista 10 settembre - 22:52 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La più dura, la più esigente, la più difficile. Non c’è nulla, tra le granfondo alpine, che sia paragonabile alla Ötztaler Radmarathon. E non solo perché ci sono 5500 metri di dislivello da affrontare, prima di tornare a Sölden, da cui la corsa parte alle 6.30 del mattino: è proprio il modo in cui le ascese sono distribuite a rendere impervio l’ottenimento della medaglia riservata ai “finishers”, ovvero a coloro che coroneranno il “Traum”, il sogno di concludere la prova entro il tempo massimo. I 27 km del passo del Rombo - ultima asperità che piomba tra le gambe dei cicloamatori dopo aver già scalato Kühtai, Brennero e Giovo - mettono a dura prova anche i più forti, che non vedono l’ora di scollinare i 2.474 metri sul livello del mare e gettarsi nella gloriosa discesa che li riporterà in Austria, sulla linea di arrivo.

EX PRO

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Domenica 30 agosto s’è disputata l’edizione numero 45 di questa gara ormai mitica, un vero “must” per i grandi faticatori. Alla partenza c’erano 4279 ciclisti provenienti da 40 nazioni e cinque continenti. Le nazioni più rappresentate: Germania con 2719 concorrenti, seguita da Austria (1173), Italia (470), Paesi Bassi (95) e Svizzera (91). Al via si sono presentati numerosi ex campioni dello sci alpino (Manfred Moelgg e Werner Heel tra gli altri), nonché ex vincitori come Stefano Cecchini e Roberto Cunico. Proprio Cecchini è stato il primo italiano a giungere al traguardo, tagliato al 4° posto a dieci minuti dal vincitore, il canadese ex pro Jack Burke, che ha chiuso in 6 ore, 29 minuti e 21 secondi. Al 6° posto Lucio Pierantozzi, ottavo Christian Dallago. Sul podio femminile, la tedesca Janina Meyer ha preceduto Eva Schien e Melanie Geiger.

FASCINO ETERNO

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Negli anni, la Ötztaler Radmarathon è cambiata sotto tanti aspetti, accrescendo il proprio fascino anno dopo anno, anche e soprattutto grazie a un tracciato che è unico nel suo genere. Nel 1982, Heli Meier, ideatore della corsa, la definì essenzialmente una "giornata di cicloturismo", pur consapevole che il profilo del percorso fosse adatto solo ai più tenaci. All'inizio non era previsto alcun cronometraggio e l'equipaggiamento, rispetto a quello odierno, era quasi avventuroso. L'evoluzione dell'ÖRM da quei giorni pionieristici a oggi è stata impressionante: in 45 anni sono cambiati organizzatori, località e persino il senso di marcia, ma il fascino è rimasto intatto, dando vita a un mito che ogni anno seduce e impressiona gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo.

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