Fiorentina, Grosso rischia il licenziamento per giusta causa? L'avvocato: "Il procedimento inizia con..."
L'avvocato Cascella, esperto di diritto sportivo: "In caso di contestazione di addebiti disciplinari da parte del club, il tecnico può opporre una memoria difensiva, che se non è ritenuta soddisfacente..."
L'avvocato Cascella, esperto di diritto sportivo: "In caso di contestazione di addebiti disciplinari da parte del club, il tecnico può opporre una memoria difensiva, che se non è ritenuta soddisfacente..."
Fabiana Della Valle Giornalista 10 settembre - 22:03 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl caso Grosso-Fiorentina tiene banco e rischia di finire il tribunale. Domenica sera l’allenatore è stato esonerato dopo una giornata densa di discussioni e di conflitti e adesso l’ufficio legale del club sta valutando se ci siano gli estremi per procedere a un’azione disciplinare, che è il primo passo per arrivare al licenziamento per giusta causa. Alla base ci sarebbero dei constasti evidenti tra la dirigenza e il tecnico emersi negli ultimi giorni, durante i quali Grosso - secondo la ricostruzione della Fiorentina - avrebbe addirittura minacciato di non presentarsi all’allenamento del lunedì, chiedendo esplicitamente di essere esonerato. “Se mi vuoi bene, mandami via”, avrebbe detto al ds Fabio Paratici, che si è visto costretto ad accontentarlo perché non se la sentiva più di allenare. Si parla anche di una lite violenta tra tecnico e dirigente. In sostanza Grosso si sarebbe “chiamato fuori”, non lasciando scelta alla società, che al suo posto ha preso Paolo Vanoli e adesso si ritrova con due tecnici a libro paga.
VIDEO: Fiorentina, la rosa attuale è davvero più forte di quella dell'anno scorso?il procedimento
—Ma qual è l’iter da intraprendere per arrivare al licenziamento per giusta causa? “L’allenatore è un lavoratore subordinato - spiega l’avvocato Angelo Cascella, esperto di diritto sportivo e per 10 anni Arbitro del Tas di Losanna - e il club è obbligato a corrispondergli lo stipendio anche dopo l’esonero per tutta la durata del contratto, infatti può richiamarlo quando vuole e lui non può rifiutarsi. Diverso il discorso del licenziamento: il primo passo è la contestazione degli addebiti disciplinari da parte del club, a cui il tecnico può rispondere con una memoria difensiva. Se il club non la ritiene soddisfacente può licenziare l’allenatore, che a sua volta può impugnare il licenziamento davanti al Giudice del Lavoro competente”. Come aveva fatto Delio Rossi quando, nel 2012, fu licenziato per giusta causa dalla Fiorentina dopo aver aggredito fisicamente un suo giocatore, Adem Ljajic.
danno d'immagine e insulti
—Una volta avviato l’iter sarà un giudice a dover decidere, sulla base di prove concrete che toccherà alla società produrre: “L’allenatore può essere licenziato per gravi inadempienze contrattuali, per comportamenti che danneggiano l’immagine della società e per atti violenti”, ha spiegato Cascella. Il precedente più fresco riguarda Massimiliano Allegri, prima esonerato e poi licenziato dalla Juventus dopo la finale di Coppa Italia per aver distrutto materiale a bordo campo, litigato con il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, e offeso platealmente l’allora dt bianconero Cristiano Giuntoli. In quel caso le violazioni erano palesi e alla fine si è arrivati a una transazione, che poi è la soluzione più frequente in questi casi: si trova un accordo economico tra club e allenatore per evitare di andare avanti per vie legali e arrivare a una soluzione senza attendere la sentenza. Il licenziamento è la più grave delle sanzioni disciplinari e per poterla comminare le violazioni del dipendente devono essere di pari portata e gravità.
tutele e prove
—In sintesi: l’allenatore viene tutelato dalla legge e la società ha degli strumenti per mandarlo via senza pagarlo più, ma le sue argomentazioni devono essere supportate da fatti forti e gravi e ripetuti. Alcuni comportamenti rientrano nel normale confronto dialettico con le società, come non essere d’accordo con la campagna acquisti o esprimere opinioni diverse da un dirigente. Diverso è screditare il club per cui si lavora o rifiutarsi di svolgere la propria funzione senza una motivazione valida. “Considero Grosso una persona molto educata e corretta - ha aggiunto l’avvocato Cascella - e non sapendo che cosa le parti si siano dette ritengo che tutto rientri nel normale confronto dialettico tra le parti”.
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