Mattarella sotto la pioggia di Napoli resiste per amore del volley. Poi saluta gli azzurri
La Gazzetta dello Sport

Mattarella sotto la pioggia di Napoli resiste per amore del volley. Poi saluta gli azzurri

Venerdì 11 settembre 2026
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Il Presidente in tribuna da tifoso nell’atmosfera magica di Piazza Plebiscito. E alla fine saluta italiani e svedesi e poi un abbraccio con De Giorgi

Il Presidente in tribuna da tifoso nell’atmosfera magica di Piazza Plebiscito. E alla fine saluta italiani e svedesi e poi un abbraccio con De Giorgi

dalla nostra inviata  Elisabetta Esposito 11 settembre - 00:06 - NAPOLI Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Napule è mille colori, ma soprattutto tanto azzurro. Napule è una basilica dell’Ottocento che fa da sfondo a un campo da pallavolo. Napule è un cielo incerto, che fa cadere qualche goccia, prima sì, poi no, poi sì, poi basta. Napule è piazza del Plebiscito con quasi seimila persone arrampicate su una struttura semipermanente che qui proprio non si era mai vista. Napule è una gara a singhiozzo, e stendi i teloni e piega i teloni, di cui però nessuno vuole perdere neanche un minuto. Nemmeno Sergio Mattarella, arrivato in questo impianto che – al netto delle complicazioni metereologiche – sa togliere il fiato mentre cadevano le prime gocce. La città gli regala un applauso sincero e prolungato, lui ricambia sbracciandosi per salutare. La figlia Laura gli si siede accanto. Dall’altro lato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: "Speriamo che il tempo regga. Sarebbe un peccato, perché questa è una meraviglia. Lo dico da napoletano". E dalla tasca della giacca tira fuori un corno. Ci sono anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, ci sono il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. E c’è tantissima gente. 

passione

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La Basilica di San Francesco di Paola, cupole azzurre, colonnato sfumato di rosso, si infiamma (letteralmente), l’atmosfera si surriscalda. Entra in campo l’Italia. Mattarella batte le mani al ritmo di “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte, Abodi scatta foto. Durante l’Inno le tribune si colorano di bianco, rosso e verde, il coro è forte e pure intonato (non succede sempre) e sul “sì” finale esplode un urlo più potente di un servizio di Romanò. Sembra tutto pronto, invece no. Torna la pioggia, squadre negli spogliatoi e un po’ di musica a coprire qualche tuono di troppo. Mattarella non si scompone di un millimetro. Aspetta, come tutti. La pallavolo gli piace troppo, figuriamoci se lo possono fermare due gocce.

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niente mantella

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Alle 21.30 si parte davvero. Ma poco più di venti minuti dopo la gara viene sospesa. Mattarella alza gli occhi, osserva il cielo. Resta perplesso. La pausa si prolunga e lui si ripara sotto le tribune. "Va via il Presidente?", "Ma no, aspetta". Ottantacinque anni e una resistenza da fare invidia ai ventenni. Agli spettatori, Capo di Stato compreso, vengono distribuite delle mantelline di plastica. Un déjà vu per Mattarella, perché l’immagine del nostro Capo dello Stato sotto il diluvio parigino alla cerimonia di apertura dei Giochi 2024 resta indelebile, nella nostra ma soprattutto della sua memoria… Questa volta non servono, la pioggia se ne va, il gioco riprende e lui è lì, schieratissimo nella tribuna autorità, pronto ad applaudire gli azzurri che si prendono la partita. Poi giù fino al campo, una stretta di mano e una parola particolare ad ogni singolo giocatore. Prima gli azzurri, ovviamente, poi però si sposta e va a salutare gli svedesi. Unico. Foto di rito, un abbraccio sentito e grato a De Giorgi e via. Mentre in quest’arena tanto speciale continua la festa.

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