Chi giocò, chi brindò, chi protestò: l'11 settembre 2001 cambiò anche lo sport
La Gazzetta dello Sport

Chi giocò, chi brindò, chi protestò: l'11 settembre 2001 cambiò anche lo sport

Venerdì 11 settembre 2026
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Dalle partite europee alle storie di chi sfiorò la tragedia, un viaggio dentro una giornata vissuta tra incredulità, paura e decisioni difficili

Quel giorno - prima che tutto accadesse - negli Stati Uniti si parlava del ritorno di Michael Jordan. Il Migliore si stava allenando da settimane in una palestra, la "Hoops the Gym" di Chicago, insieme alla upper class della città. L’ultima partita risaliva a tre anni prima, ma in quelle ore Michael, tra uno sbuffo di sigaro e l’altro, aveva lasciato intendere che sarebbe tornato a giocare, nei Washington Wizards, la squadra di cui era proprietario. Il ritorno in campo prese forma il 25 ottobre, ma intanto il mondo era cambiato. Quel giorno, in Italia, prima che da New York arrivasse l’eco dell’immane tragedia, si parlava di Julio Velasco, che all’epoca era consulente del presidente dell’Inter Moratti: il mondo del calcio lo aveva deluso,  non si sentiva al posto giusto. Disse che era pronto per tornare a casa, intendendo con essa la pallavolo.

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