Investimenti, corsa, idee: il Como non è un miracolo
La Gazzetta dello Sport

Investimenti, corsa, idee: il Como non è un miracolo

Venerdì 11 settembre 2026
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In attesa di testarlo quando i turni infrasettimanali si faranno più frequenti, ci godiamo così lo splendido gioiello di Fabregas. E nemmeno il resto delle italiane in Champions è da buttare...

Ne abbiamo vinta una su quattro e se non siamo rimasti senza successi dobbiamo ringraziare il Como, l’ultimo arrivato nei quartieri della Champions, una squadra che fa innamorare perché gioca un gran bel calcio, perché è piena di giovani meravigliosi e anche perché è l’espressione di una città piccola, la più piccola che l’Italia abbia mai proposto in questa competizione (a spanne è un decimo di Napoli, un quindicesimo di Milano, un venticinquesimo di Roma). La vittoria contro il Lipsia è stata entusiasmante come tante altre ne abbiamo viste in campionato durante queste stagioni di Fabregas, solo che stavolta ci ha fatto un’impressione diversa, più completa e appagante, perché è arrivata nella principale competizione per club del mondo. Il Como se l’è giocata come se affrontasse un’avversaria qualsiasi in un torneo qualsiasi, con naturalezza, leggerezza, personalità, apparente spensieratezza. Bellissimo. 

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