Fiorentina, Vanoli punta su Mastantuono: contro il "suo" Venezia schiera il tridente
Il tecnico richiamato dopo Grosso debutta in Laguna: l’argentino e Fagioli i punti fermi
Il tecnico richiamato dopo Grosso debutta in Laguna: l’argentino e Fagioli i punti fermi
Francesco Pietrella Giornalista 11 settembre - 11:58 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa vecchia dea del destino ha trovato un’amica con cui passeggiare stasera per Piazza San Marco: la coincidenza. Parleranno di Paolo Vanoli e di come la vita sfoci spesso nell’inaspettato. Il nuovo allenatore della Fiorentina, richiamato in fretta e furia dopo l’esonero di Fabio Grosso, debutterà per la seconda volta alla guida della Viola nella città in cui centrò la Serie A da allenatore nel 2024, e contro il tecnico contro cui vinse la finale playoff di Serie B: Giovanni Stroppa. Il tutto in quel vecchio e amato Veneto che anni fa gli tese entrambe le mani. Vanoli ha allenato tre stagioni a Domegliara, frazione di Sant'Ambrogio di Valpolicella, vietando l’uso del telefono durante i pranzi, disegnando gli schemi sui fogli e trasmettendo video motivazionali prima delle partite. Il portiere titolare faceva l’operaio in una ditta di marmi. David De Gea da Madrid ha vinto due volte l’Europa League.
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—Il contesto impone una riflessione. I tifosi fiorentini, al rientro in trasferta dopo otto mesi, sperano che Venezia non sia poi così triste come cantava Charles Aznavour, bensì il manifesto di come si può risorgere mischiando passato e presente, anche se non è così sereno. Neanche l’anno scorso la Viola aveva iniziato così male: tre sconfitte nelle prime tre, nove gol subiti e uno segnato. Pioli pareggiò contro Torino e Cagliari e poi perse col Napoli. Due punti a zero. Vanoli punterà su vecchie certezze – Dodo a destra, Ranieri e Pongracic centrali, Fagioli in regia, Ndour mezzala – e nuovi interpreti, come Atta o Valdepeñas. L’anno scorso impostò la squadra con un 4-1-4-1 mascherato. Stavolta dovrebbe virare su 4-3-3 puro.
Chi gioca davanti
—Occhio al tridente, quindi. Spazio all’estro di Mastantuono, anche lui in ballottaggio, chiamato a giustificare la nomea che si porta dietro, e uno tra Beto e Pellegrino lì davanti, col primo favorito. Col Torino ha giocato solo un quarto d'ora. A sinistra è pronto Pedro Gonçalves, per tutti “Pote”, esterno da 97 gol in sei anni con lo Sporting. Storia di sacrifici: il padre morì quando aveva un mese, sua madre distribuiva magliette e pantaloncini in una squadretta di città. Lo chiamano “Pote”, cioè pentola, perché da ragazzino aveva due passioni: il pallone e il cibo. Da qui due guance rosse e paffute. L’anno scorso ha segnato 13 gol in campionato. Alla Viola servirebbero guizzi così. Dubbi, dicevamo: tutt’altro che scontata l’esclusione di Njie, in ballottaggio con Gonçalves per un posto a sinistra. Vanoli lo lanciò a Torino.
Venezia ostico
—L’ombra di un’altra stagione deludente aleggia sopra le teste dei fiorentini, amanti viscerali del pallone. Per questo chi arriverà in laguna non si farà distrarre del Festival del cinema. Lo “zero” alla voce punti del Venezia racconta solo una parte della storia. Yeboah e soci hanno segnato due gol in tre partite – tutti col Frosinone –, ma qualcosina hanno mostrato. Sono la quinta squadra in Serie A per possesso medio e anche per gol attesi. Creano più di quanto dicano i risultati, ma non concretizzano. Lì davanti giocheranno Yeboah e Adams, pagato 16 milioni dal Siviglia. L’acquisto più costoso della storia del club. L’anno scorso ha segnato dieci gol in Liga, prima ancora otto col Montpellier in Ligue 1. A referto anche sei squilli con la Nigeria. Fin qui ha punto due volte in Coppa Italia. La chiave di volta potrebbero essere le fasce: Stroppa è pronto partire con Hainaut e Sagrado. Mastantuono e Gonçalves possono metterli parecchio in difficoltà. Previsti gli impieghi dal 1' di due ex bramosi di farsi notare: Moreno e Sohm. L’ultimo appunto è sulla storia, il terzo incomodo tra destino e coincidenza. La Viola non esce vittoriosa dal Penzo in Serie A da sessant'anni esatti. Era il 9 ottobre 1966, finì 6-2 con doppietta di Hamrin. Anche lì era la quarta giornata.
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