Il coro contro Leonardo, il faccia a faccia con Maldini e... Gattuso, quante ringhiate agli ex milanisti
La Gazzetta dello Sport

Il coro contro Leonardo, il faccia a faccia con Maldini e... Gattuso, quante ringhiate agli ex milanisti

Venerdì 11 settembre 2026
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Ringhio capolista aspetta la squadra con cui è diventato grande e di cui è stato leader. Ma con alcuni suoi simboli ha avuto anche qualche storia tesa...

Ringhio capolista aspetta la squadra con cui è diventato grande e di cui è stato leader. Ma con alcuni suoi simboli ha avuto anche qualche storia tesa...

Luca Bianchin Giornalista 11 settembre - 11:36 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il faccia a faccia Maldini-Gattuso di ottobre 2005

Arrivò che era Braveheart, un centrocampista col cuore grande e un passato scozzese ai Rangers. Se ne andò piangendo, durante il riscaldamento dell'ultima partita contro il Novara, nella testa tutte le 468 partite giocate per il Milan. Rino Gattuso e il Milan si sono dati tutto, ed è bellissimo che la giocata simbolo della sua vita in rossonero sia una corsa a vuoto: lui che alla fine della finale di Champions 2003 parte dalla sua area per rincorrere una respinta e arriva dall'altra parte, quasi da Buffon, dopo 100 metri di sprint. La generosità. Gattuso ha amato molto il Milan ma, con quel carattere, ha anche litigato con alcuni milanisti. A poche ore da Lazio-Milan, lui capolista e Amorim due passi dietro, facciamo un viaggio nelle sue emozioni.

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gli amici

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Gattuso al Milan è stato legato a tanti compagni, da grande uomo spogliatoio. Su tutti forse Andrea Pirlo, il suo opposto: silenzioso, pacato (ma molto divertente), tecnico. Racconta Pirlo: "Lo chiamavo 'terrone' e lui mi picchiava, allora per vendicarmi gli rubavo il cellulare e con il suo numero mandavo un sacco di sms a Braida, il nostro direttore sportivo. Un giorno, nel periodo in cui Rino aspettava il rinnovo di contratto, ho condotto la trattativa al suo posto". Poi Ambrosini: amici dai tempi dell'Under 21 e vicini di casa in montagna. Nesta, uno dei migliori compagni di scherzo. E i compagni di tavolo a Milanello: Brocchi, Abbiati, Inzaghi (oltre al solito Ambro). 

ancelotti e il napoli

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Ringhio però non è uomo di compromessi, nella vita ha litigato e quasi sempre fatto pace. Anche con i milanisti. Pare strano ma il rapporto più complicato, in anni recenti, è stato con Carlo Ancelotti. Tutto precipita a dicembre 2019, quando il Napoli esonera Ancelotti e chiama Gattuso al suo posto. Ricostruzione fatta ex post: Rino non chiamò Carlo e fece una considerazione non graditissima dal suo ex allenatore sulla condizione atletica della squadra. Ancelotti a gennaio 2023, prima di uno scontro diretto tra Real Madrid e Valencia in Supercoppa di Spagna, spiegò al mondo: "Insieme a Gattuso abbiamo vissuto momenti molto belli, poi non sempre la relazione continua a essere buona. Abbiamo avuto dei problemi e non ne voglio parlare perché sono cose personali". Rino ha fatto dei passi verso il suo maestro, ad esempio con un'intervista in cui lo elogiava come grande esempio di intelligenza e comportamento, ma la freddezza non è mai rientrata del tutto. Il saluto, quella volta in Supercoppa, fu più formale che appassionato.

leonardo (e maldini)

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Piaciuta questa tensione sussurrata, rispettosa? Ecco, tra Ringhio e Leonardo andò diversamente. Nel 2011, il Milan vinse il campionato davanti all'Inter di Leonardo, subentrato a Benitez nel post-Mourinho, e Gattuso il giorno della vittoria aritmetica - dopo uno 0-0 all'Olimpico contro la Roma - cantò il coro "Leonardo uomo di m...". Non elegante. Nel 2018, quando Leonardo diventò dirigente del Milan, Rino spiegò pubblicamente: "Con lui ho chiarito, la priorità non è il nostro rapporto". Vero, anche se andò male per entrambi. Leo lasciò dopo meno di un anno e Gattuso nello stesso momento, alla fine del 2018-19. In quel Milan lavorava anche Paolo Maldini e insomma, un po' colpì vedere i due vecchi compagni su lati opposti della storia: Maldini in società, Gattuso lasciato senza panchina. Tra i due c'è grande rispetto e buon rapporto, sono stati capitano e leader nello stesso spogliatoio. Semmai, Rino e Paolo resteranno per sempre i protagonisti di quello storico faccia a faccia in campo: Milan-Juve, Stam entra in scivolata su Nedved, Gattuso va da Pavel e gli dice malamente di stare su, Maldini vede che la situazione rischia di degenerare con l'arbitro e urla a Rino di calmarsi, a una spanna dalla faccia. Non un litigio ma... intenso.

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La lite con Bakayoko

bakayoko

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Poi via, il grande classico. Maggio 2019, Milan-Bologna. Gattuso, allenatore del Milan, chiede a Bakayoko di entrare in campo ma lui, Tiemoué, ci mette troppo e Ringhio la prende male. Si avvicina a Bakayoko battendo il dito alla tempia, come a dire "tu sei pazzo", gli fa segno "ci vediamo dopo" e, al suo posto, fa entrare José Mauri. Dritto nella storia dei litigi tra allenatori e calciatori. Bakayoko spiegò: "Non mi sono mai rifiutato di entrare, mi sono scaldato per due o tre minuti, poi mi hanno chiesto di tornare in panchina e Gattuso si è rivolto a me. Gli insulti? Ho solo ripetuto ciò che diceva lui". Cose che succedono, dai. Superabili. Al punto che Gattuso, un anno e mezzo dopo, portò Bakayoko al Napoli. 

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