Freno motore in discesa: come usarlo per non bruciare i freni in montagna
Nelle lunghe discese affidarsi al solo pedale del freno può portare al surriscaldamento dell’impianto e ridurne l’efficacia. Ecco come sfruttare correttamente il freno motore, con cambio manuale o automatico, e quali errori evitare
Nelle lunghe discese affidarsi al solo pedale del freno può portare al surriscaldamento dell’impianto e ridurne l’efficacia. Ecco come sfruttare correttamente il freno motore, con cambio manuale o automatico, e quali errori evitare
Giuseppe Biondo 11 settembre - 13:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google In discesa conviene sfruttare il freno motore GettyNelle lunghe discese di montagna, conviene affidare tutto al freno? C’è una risposta secca a questa domanda, ed è: no. Delegare interamente all’impianto frenante dell’auto il compito di controllare la velocità in discesa, applicando una pressione leggera ma continua sul pedale del freno, può essere sia controproducente che pericoloso. Torna utile il freno motore, uno stratagemma che in molti conoscono bene perché lo usano al momento di rallentare l’auto, in scalata di marcia. Togliendo infatti il piede dall’acceleratore senza disinnestare il rapporto le ruote continuano a girare, trascinando il motore tramite la trasmissione. Questo però assorbe l’energia che gli occorre per vincere gli attriti interni, comprimere l’aria nei cilindri e far funzionare gli organi meccanici come la pompa dell'olio, e questa resistenza produce quel rallentamento dell’auto che è chiamato, appunto, freno motore.
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Va scelta una marcia adeguata all'andatura, alla pendenza e al mezzoUTILITÀ
—Gli effetti del freno motore sono gli stessi a prescindere dal contesto in cui si trova l’auto, che nel momento in cui si toglie il piede dall’acceleratore rallenta sia che ci si trovi nei pressi di una svolta in città o in fase di inserimento prima di una curva in montagna. L’effetto frenante del motore (quindi il freno motore) è tanto maggiore quanto più il motore è alto di giri. Così passando da una marcia alta a una intermedia, o da una intermedia a una bassa, il regime del motore sale e il freno motore aumenta, enfatizzando il rallentamento dell’auto. È una manovra - a questo punto è intuibile - utile soprattutto nelle lunghe discese di montagna, dove ricorrendo al freno motore si “chiede” meno all’impianto frenante. Su un’auto con cambio automatico la narrazione cambia di poco. Diversi consentono, tramite le palette al volante o il selettore sul tunnel, di selezionare manualmente un rapporto, sui Cvt a volte c’è una modalità che “blocca” la variazione continua del rapporto di trasmissione simulando l’effetto che del freno motore su una vettura con rapporti fissi.
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Tenere costantemente il piede sul freno può far surriscaldare l'impiantoSURRISCALDAMENTO
—L’utilizzo del freno motore non rende inutili i freni meccanici, in una lunga discesa serve a evitare di percorrere chilometri con il pedale del freno costantemente premuto. In questo modo infatti, anche se la pressione è minima, si rischia di surriscaldare l’impianto: l’efficacia del sistema diminuisce, la consistenza del pedale cambia e in caso di frenata più energica gli spazi si allungano. Se in un contesto simile si dovesse avvertire uno strano odore è possibile che provenga dai freni, e a quel punto è necessario fermarsi in sicurezza, lasciare che si raffreddino e verificarne il funzionamento prima di ripartire. All’atto pratico, in definitiva, la logica è questa: il freno motore è utile a tenere sotto controllo la velocità dell’auto in discesa, così da ricorrere al pedale del freno quando si vuole riportare l’auto, magari velocemente, all’andatura desiderata.
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