Reja: "Avverto disfattismo sul Napoli, ma Allegri va sostenuto. Anguissa è come un nuovo acquisto"
La Gazzetta dello Sport

Reja: "Avverto disfattismo sul Napoli, ma Allegri va sostenuto. Anguissa è come un nuovo acquisto"

Venerdì 11 settembre 2026
1 visualizzazione

L’ex tecnico azzurro analizza il difficile avvio di stagione: “Max è un eccezionale uomo di calcio”. E indica in carattere e personalità la chiave per ripartire

L’ex tecnico azzurro analizza il difficile avvio di stagione: “Max è un eccezionale uomo di calcio”. E indica in carattere e personalità la chiave per ripartire

Antonio Giordano Collaboratore 11 settembre (modifica alle 12:41) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Se hai vissuto Napoli per 1514 giorni, e ci sei stato dentro scrutandola dalla panchina, hai facoltà per descriverla, decodificarla, narrarla proprio come se ti fossi accomodato sul cratere. Edy Reja è una specie di vulcanologo di fama che per quattro anni e due mesi - in sintesi cinque campionati - è stato in prossimità di quegli eccessi che s’avvertono ora: quattro partite, una vittoria e tre sconfitte, e al suo amico Allegri, che sta scoprendo un universo insolito per lui, vanno inviati messaggi incoraggianti. "Io credo in Allegri e anche nei giocatori che ha, nonostante debba confrontarsi con qualche infortunio". 

Come l’ha visto il Napoli? 

"Se ragioniamo attraverso il risultato, è andata male; se riflettiamo su certi episodi e sezioniamo le partite, poteva essere un’altra storia. Ad esempio, di cosa staremmo parlando se al 90’ a San Siro Anguissa l’avesse buttata dentro e se sempre al 90' al Maradona De Bruyne avesse trovato qualcuno per il pari?". 

Da allenatore ad allenatore, i ragionamenti tornano. 

"Io credo che Max debba essere ottimista e vada sostenuto, mentre avverto da lontano un pizzico di disfattismo. Ci sta la delusione, e ci mancherebbe, ma diciamo anche altro: ha pescato tre avversari contro le quali chiunque avrebbe potuto perdere. Il peggio è passato, i segnali sono positivi: con l’Inter l’ha giocata a viso aperto; con l’Arsenal l’ha studiata in maniera diversa, ha subito ma ha resistito ed ha avuto più di un'occasione per fargli male". 

In questi casi, il medicinale è uno solo. 

"La vittoria, chiaramente. Con il Bologna saranno vietate le distrazioni, servirà riemergere con le qualità che non mancano. Si sono viste cose interessanti, in certi momenti, però è chiaro che poi la realtà viene alterata dal risultato: avesse preso anche solo due pareggi tra Inter e Arsenal, del Napoli si parlerebbe diversamente. Ma Allegri è un eccezionale uomo di calcio, conosce queste dinamiche, sa come uscirne". 

Conterà di più la tattica, la tecnica o la personalità? 

"Le tre componenti messe assieme aiuterebbero ma in una serata in cui comunque un pizzico di tensione si potrà avvertire, meglio il carattere. Il leader del Napoli è Allegri, come lo è stato nella sua carriera, e saprà indirizzarli". 

Sta meglio Anguissa e Lang è stato "perdonato" per l’atteggiamento irriguardoso. 

"Avendo perso uomini per strada, ritrovarne un paio può essere d’aiuto. Se Anguissa torna quello del passato, diventa un acquisto di spessore, un uomo che basta quasi da solo a fare l’interdizione e che sa anche buttarsi dentro. Ho fatto caso che in queste prime gare, la sua presenza nell’area è stata sistematica ed ha avuto occasioni vere. Poi gli è andata male, ma capita". 

Le statistiche difensive testimoniano difficoltà... 

"Sono dati legati alla consistenza degli avversari, e riguardando le partite si può tener conto della loro forza d’urto. Ma il Napoli con l’Inter non si è limitato a subire, forse ci è stato costretto in qualche tratto della partita, ma è andato vicino al gol in varie circostanze". 

E con l’Arsenal è emersa una distanza tra il calcio italiano e la Premier. 

"I campioni in carica ed i finalisti dell’ultima Champions. Una avversaria fantastica, bella da vedere, un football diverso anche per possibilità economiche. Loro partono, tagliano, fanno cose pazzesche ed hanno una batteria di calciatori da innamorarsi. Al momento delle sostituzioni si è visto cosa potesse consentirsi Arteta. In Inghilterra sono avanti, lo sappiamo e ce lo diciamo da un bel po’". 

Gli uomini che Allegri si ritroverà subito per riemergere? 

"A me è piaciuto Gilmour, e anche parecchio. Vado sul sicuro puntando su De Bruyne, perché lui in forma fa la differenza e ci sono stati fasi della gara, mercoledì sera, in cui si è visto di cosa sia capace. Bisogna seguirlo, leggerne il pensiero, intuire le sue giocate che finiscono per spiazzare gli avversari. Ci aggiungerei Lobotka, è sempre lucido, diventa riferimento essenziale. Ma il gruppo mi sembra solido". 

VIDEO: Arteta non ha dubbi: "De Bruyne? È uno dei migliori centrocampisti di sempre"

Napoli-Bologna sa parecchio di lei, Reja. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

"Mi aiuta a rivivere la giovinezza. E certe esperienze che mi hanno riempito. Su Napoli ho sottolineato più volte il mio rapporto con la gente, quelle stagioni fantastiche dalla serie C all’Europa. È un club che sentirò sempre mio. Bologna, egualmente meravigliosa, resta una ferita, invece. Arrivai a campionato in corso per sostituire Zaccheroni, erano gli inizi della gestione Gazzoni Frascara, feci subito un filotto, sette vittorie di seguito, e riuscimmo a guadagnarci i play-off. Il destino mi mise contro la Spal, la squadra in cui ho cominciato a certi livelli da calciatore, e uscimmo. Ancora ricordo quella delusione. Le sconfitte non passano mai".

Leggi anche Napoli, continua l'emergenza: lesioni muscolari per Meret e Alisson Santos

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo