I dubbi sulla difesa, voleva un Matic e gli hanno preso Mastantuono: dov'è nata la rottura Grosso-Fiorentina
La Gazzetta dello Sport

I dubbi sulla difesa, voleva un Matic e gli hanno preso Mastantuono: dov'è nata la rottura Grosso-Fiorentina

Venerdì 11 settembre 2026
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Alle radici dell'esonero di Firenze: Grosso nutriva dubbi sulla difesa tanto da essere tentato di passare a tre, voleva un mediano e delle ali per il 4-3-3 e invece...

Alle radici dell'esonero di Firenze: Grosso nutriva dubbi sulla difesa tanto da essere tentato di passare a tre, voleva un mediano e delle ali per il 4-3-3 e invece...

Ilaria Masini Collaboratore 11 settembre - 13:52 - FIRENZE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Da una parte più di cento milioni spesi sul mercato, dall’altra tutti i dubbi di un tecnico che in quella rosa avrebbe visto difficoltà, lacune e di conseguenza l’impossibilità di allenarla e di considerarla competitiva in Serie A. I motivi della burrascosa rottura fra la Fiorentina e Fabio Grosso si moltiplicano, mentre i legali del club sono al lavoro per capire se ci siano gli estremi per inadempienze di obblighi contrattuali e di regole interne da parte dell’allenatore che è stato esonerato domenica scorsa, al termine di una giornata densa di discussioni e conflitti. Il club ha ancora intenzione di andare avanti con l’azione disciplinare e contrattuale, ma per fare le proprie mosse vuole aspettare almeno la partita di questa sera a Venezia perché c’è ancora da conquistare il primo punto in classifica e l’attenzione va al campo. 

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situazione

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Dalla difesa all’attacco passando per il centrocampo: la costruzione della squadra, benché sempre condivisa fra dirigenza e panchina, non rispecchiava quel Sassuolo che Grosso aveva in mente di replicare a Firenze. L’arrivo di esterni alti che vanno dentro il campo e non sulla linea per fornire cross al centravanti sarebbe stato uno dei problemi, compreso l’arrivo di Mastantuono che ha tanta qualità, ma non le caratteristiche adatte a Grosso. Il tecnico in più gradiva un profilo alla Matic davanti alla difesa, che però non è mai stato inserito in rosa: nel mirino era stato messo Hojbjerg del Marsiglia che tuttavia il club francese ha deciso di non far partire. Perplessità pare anche per la fase arretrata con Dragusin che arrivava da un periodo di poco minutaggio al Tottenham e il brasiliano Viery troppo giovane per essere buttato subito nella mischia e dare solidità. Grosso avrebbe pensato perfino di passare alla difesa a tre per tamponare l’infinita sequenza di gol subiti, cosa che poi nella pratica non ha mai fatto, rimanendo sempre a quattro. Il tecnico sarebbe quindi caduto sotto il peso della negatività fino a pronunciare al direttore sportivo Fabio Paratici, la frase “Se mi vuoi bene, esonerami” aggiungendo che non se la sentiva di andare avanti. In sala stampa, nel post-Toro, aveva però sottolineato di non pensare in alcun modo a dimettersi. In lui sarebbe tuttavia aumentata nel tempo la mancanza di serenità e ne avrebbero risentito pure i giocatori che, per inciso, non lo hanno salutato pubblicamente. Ai tempi dei social, in cui sono attese parole e immagini, nessun calciatore viola ha postato un solo cenno di vicinanza per il tecnico esonerato che a sua volta è rimasto in silenzio e non ha abbracciato i suoi ragazzi per l’ultima volta, dal momento che domenica non era prevista la seduta di lavoro e lunedì era già stato sollevato dall’incarico. 

litigio ed esonero

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Grosso è stato esonerato il giorno successivo alla sconfitta interna con il Torino, ma è ormai chiaro che non sia stata soltanto una questione di risultati, ad aver portato all’allontanamento. La dirigenza infatti inizialmente aveva intenzione di tenerlo almeno fino alla sosta del campionato, tuttavia la situazione è precipitata a causa di un litigio che ha portato alla rottura fra l’allenatore e il direttore sportivo Fabio Paratici proprio perché il tecnico avrebbe mostrato di fronte al dirigente le forti perplessità sulla possibilità di continuare a sedere in panchina, vista una rosa che secondo lui era difficilmente allenabile. Non solo: avrebbe detto di non volersi presentare alla ripresa del lavoro al Viola Park prevista per il giorno successivo. A quel punto Paratici si aspettava le dimissioni del tecnico che avrebbe anche detto “Se mi vuoi bene, esonerami”. Cosa che la Fiorentina ha fatto, dopo aver aspettato alcune ore, durante le quali il tecnico non aveva lasciato l’incarico spontaneamente. Ma la questione non è ancora finita. 

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iter

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Ora il primo passo, se i viola decidessero di procedere per vie legali, è la contestazione dettagliata degli addebiti disciplinari e contrattuali (via raccomandata o pec) da parte della Fiorentina al tecnico che a sua volta deve rispondere con una memoria difensiva. Se la società non ritiene soddisfacente la risposta con le contro deduzioni, potrebbe intraprendere un’azione attraverso un Collegio arbitrale e in Tribunale fino a sfociare in una risoluzione o in un licenziamento per giusta causa davanti al Giudice del Lavoro competente, sempre che prima non venga fatta una conciliazione o una transazione fra le parti. Avendo la Fiorentina, al momento,  esonerato il tecnico, è costretta a continuare a pagare gli stipendi, se invece ottenesse il successo per vie legali, risparmierebbe l’ingaggio del tecnico che é sotto contratto fino al 30 giugno 2028 a circa 1,2 milioni di euro netti a stagione.

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