Correre la sera: come incidono cronotipo, temperatura e stress quotidiano
L'allenamento serale non è uguale per tutti: scopriamo perché alcuni arrancano e altri invece corrono più forte
L'allenamento serale non è uguale per tutti: scopriamo perché alcuni arrancano e altri invece corrono più forte
Laerte Salvini 11 settembre - 13:07 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleQualcuno lo fa per piacere, lontano dai rumori urbani; qualcun altro, invece, è costretto a farlo per motivi lavorativi o familiari. Basta guardarsi intorno, tuttavia, per capire che la corsa serale è ormai una consuetudine diffusa. C'è chi riesce a trovare il ritmo giusto e a segnare nuovi record personali, mentre altri arrancano tra un'accelerazione e l'altra. A spiegare queste differenze ci pensa la scienza.
Il corpo che accelera dopo il tramonto
—Il primo fattore è genetico. Chi ha un cronotipo serotino, i cosiddetti "gufi", possiede un orologio biologico più orientato a rendere al meglio nel tardo pomeriggio e in serata, mentre può fare più fatica a carburare nelle prime ore del mattino. A questo si aggiunge la fisiologia. La temperatura corporea segue una curva ascendente nel corso della giornata e raggiunge generalmente il picco tra le 16 e le 19. Muscoli più caldi possono favorire una maggiore elasticità e movimenti più fluidi, riducendo anche il rischio di infortunio. Nella stessa fascia oraria può migliorare anche la funzione respiratoria, con un consumo di ossigeno che, secondo alcune rilevazioni, risulta più efficiente rispetto al mattino. C'è poi il fattore energia. Dopo colazione, pranzo ed eventualmente uno spuntino pomeridiano, il corpo ha avuto più occasioni per fare rifornimento e può contare su una maggiore disponibilità di glicogeno, utile soprattutto quando l'allenamento diventa intenso. Non va trascurato, infine, l'aspetto mentale: per molti runner la corsa serale rappresenta anche un modo per scaricare le tensioni accumulate durante il lavoro o lo studio.
Chi invece rallenta
—Sul fronte opposto c'è chi arriva alla sera portandosi dietro il peso dell'intera giornata. Il carico di decisioni, impegni e responsabilità accumulato tra lavoro e studio può lasciare meno energie da dedicare all'allenamento. Il risultato? Gambe più pesanti, poca voglia di spingere e una motivazione che può calare indipendentemente dalla condizione fisica. Chi ha invece un cronotipo mattutino, le cosiddette "allodole", può vivere l'effetto contrario rispetto ai "gufi". Con il passare delle ore la soglia di attenzione può abbassarsi e, arrivati alla sera, il corpo sembra chiedere naturalmente di rallentare invece che di aumentare il ritmo. Anche la gestione dei pasti può fare la differenza. Correre troppo vicino al pranzo, senza concedersi il tempo necessario per digerire, può provocare senso di pesantezza e disturbi durante la corsa. Al contrario, arrivare alla sera dopo troppe ore senza mangiare può lasciare il corpo con poche energie disponibili. Lo stesso vale per l'idratazione: una giornata trascorsa tra caffè e poca acqua può portare ad affrontare l'allenamento già poco idratati, con conseguenze sulla prestazione e sul recupero. Infine, c'è il lavoro. Trascorrere molte ore seduti alla scrivania o, al contrario, rimanere in piedi per gran parte della giornata può farsi sentire sulle gambe. Quando arriva il momento di allacciare le scarpe da running, quella stanchezza accumulata può trasformarsi in rigidità muscolare e nella sensazione di avere le gambe più pesanti del previsto.
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Come capire qual è il proprio momento migliore
—Non esiste quindi un orario universalmente migliore per correre. La soluzione più utile è capire quando il proprio corpo risponde meglio. Per farlo può essere sufficiente osservare cosa succede per qualche settimana. A che ora si parte più volentieri? In quale momento il ritmo viene naturale? Quando le gambe sembrano più sciolte? E soprattutto: come cambiano le sensazioni in base a quello che si è mangiato, bevuto e fatto nelle ore precedenti? Tenere qualche semplice appunto può aiutare a trovare dei collegamenti. Orario della corsa, durata, ritmo, pasti, sonno e sensazioni percepite durante l'allenamento sono già sufficienti per costruire un quadro abbastanza chiaro. Alla fine, più che cercare l'orario perfetto per tutti, conviene trovare quello in cui il proprio organismo riesce a esprimersi meglio. Per qualcuno sarà la mattina presto. Per qualcun altro, invece, le gambe inizieranno a girare davvero soltanto quando il sole sarà già sceso.
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