Ma papà ti manda solo? Il piccolo Raikkonen e il romanzo degli atleti bambini
La Gazzetta dello Sport

Ma papà ti manda solo? Il piccolo Raikkonen e il romanzo degli atleti bambini

Venerdì 11 settembre 2026
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Il figlio dell'ultimo iridato della Ferrari entra nel programma giovani della Red Bull ed è solo l'ultimo di tanti ragazzini che hanno iniziato presto il loro percorso. Da Alzain a Sarno, da Adu a Nadia Comaneci, i dubbi sono sempre gli stessi: è sano per la loro crescita? 

Considerato l'andazzo, il sospetto è che il prossimo fenomeno verrà contrattualizzato nella culla, al reparto maternità dello sport. La notizia che il piccolo Robin Raikkonen - classe 2015, 11 anni, figlio del campione del mondo Kimi (nel 2007 con la Ferrari) - dal 2027 entrerà a far parte del programma giovani della Red Bull porta la questione dei bambini fenomeno su un terreno scivoloso, di non facile lettura. Accettando che, nello sport come nella vita, il talento venga messo nelle migliori condizioni per manifestarsi, non si possono eludere una serie di questioni che nel percorso di formazione di un atleta - nell’età imberbe di cui qui si parla - sono imprescindibili. Quali rischi comporta un arruolamento così in anticipo sui tempi? Chi protegge questi bambini-ragazzini chiamati così presto a misurarsi con l’ambizione e la competizione? Quale mentalità sana e quale benessere emotivo ne derivano? È giusto che lo sport, che a quell’età è un giardino dei giochi e una fonte di gioia, diventi un’arena pubblica esposta al giudizio di tanti e piena di pressioni? È leale, nei confronti degli enfant prodige, silenziare il divertimento a favore del raggiungimento dei risultati? 

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