Il centrocampo dell'Inter gira, Sucic no: male contro Real e Napoli, ecco il piano per riaverlo al top
Contro Allegri il croato è partito titolare, e non è andato bene. A Madrid è subentrato, ed è andata peggio. Le scorie del Mondiale hanno lasciato il segno, ma la concorrenza...
Contro Allegri il croato è partito titolare, e non è andato bene. A Madrid è subentrato, ed è andata peggio. Le scorie del Mondiale hanno lasciato il segno, ma la concorrenza...
Gregorio Spigno Giornalista 11 settembre - 16:24 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCristian Chivu ha provato ad utilizzare entrambi i metodi. Scegliere Petar Sucic come titolare, contro il Napoli, e lanciare il croato a partita in corso, contro il Real Madrid. Spoiler: in nessuno dei due casi il centrocampista è andato bene. Certo, di scusanti ne esistono più di una: la condizione fisica ancora non al top, il "fardello" di un Mondiale parecchio impegnativo ancora nelle gambe (come nel caso di Akanji), una concorrenza che proprio a centrocampo si è infoltita ulteriormente. In ogni caso, Sucic sarà importante per l'Inter almeno quanto lo è stato nella stagione scorsa, un prezioso jolly in aggiunta all'interno di un reparto in cui trovare un minutaggio importante sarebbe impresa complessa per chiunque. Ma le ultime due prestazioni dell'ex Dinamo Zagabria non sono state particolarmente incoraggianti. Anche perché, forse, il "problema" sta proprio nella concorrenza.
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—La formazione dell'Inter, almeno sul piano del modulo, è una certezza: 3-5-2, un paio di esterni e tre slot disponibili nel mezzo per ben sette interpreti diversi (otto aggiungendo pure Diouf se dovesse essere sfruttato nel naturale ruolo di mezzala). Uno dei due è un posto fisso: Calhanoglu. Che non gioca solo quando emerge qualche problemino fisico o nel caso in cui si infittisca il calendario e quindi diventi necessario ricorrere al turnover. L'altro viene occupato più o meno stabilmente da Barella, e per il terzo i favoriti alla titolarità sono Zielinski e Jones. Più indietro restano Stankovic - che ha fisiologicamente bisogno di ancora un po' di apprendistato prima di entrare davvero nelle rotazioni -, Mkhitaryan utilizzato pure lui come jolly e proprio Sucic. Come sottolinea spesso lo staff tecnico nerazzurro, l'abbondanza non sarà mai un problema. Specialmente nel corso di una stagione che si preannuncia lunga, intensa e faticosa tra tutte le competizioni che l'Inter dovrà affrontare. Ma ognuno è chiamato a sfruttare al massimo ogni occasione ricevuta per sovvertire classifiche e gerarchie: Sucic, che comunque è stato impiegato in tutte le partite disputate almeno per uno spezzone abbondante, fin qui non l'ha ancora fatto. Ma dopo avversarie top come Real Madrid e Napoli, il cammino appare tutto in discesa.
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