Palline diverse tra tornei e allenamenti, Fritz non ci sta: "Sembrano per bambini"
La denuncia del numero 10 Atp sulle palline vendute e pubblicizzate come uguali a quelle dello Slam americano
La denuncia del numero 10 Atp sulle palline vendute e pubblicizzate come uguali a quelle dello Slam americano
Luigi Ansaloni Collaboratore 11 settembre - 23:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa guerra alle palline nel tennis non è certo una novità. Da tempo i giocatori protestano per la qualità e soprattutto per le differenze tra un torneo e l’altro: basta pensare alle infinite lamentele di Daniil Medvedev, diventato quasi un simbolo della battaglia contro le palline del circuito. Ora però è Taylor Fritz che rilancia la polemica e punta il dito su un altro aspetto: la differenza tra le palline usate nei tornei e quelle che i professionisti trovano nei negozi, anche quando sulla confezione sembrano esattamente le stesse.
VIDEO: Abbiamo già il punto dell'anno? Fritz chiude così lo scambio epico con GironIl problema
—Il numero 10 del mondo, reduce da un US Open deludente, eliminato al terzo turno da Francisco Cerundolo dopo essere stato avanti di due set, ha affidato a X la sua denuncia. Fritz ha raccontato di essersi trovato benissimo con le palline della stessa marca utilizzate a Washington, Cincinnati e Flushing Meadows: “Dopo tante settimane di allenamento e partite avevo un’ottima sensazione. Erano buone palline e non ho alcuna lamentela”. Poi il ritorno a casa e la sorpresa. “Gli ultimi due giorni di allenamento con le stesse palline che si dovrebbero usare per gli US Open sono stati deludenti. Palline che vengono vendute, pubblicizzate ed etichettate come le stesse palline, ma il modo in cui escono dalla mia racchetta e la sensazione che danno non potrebbero essere più diversi».
"per bambini"
—Fritz non usa mezze parole: «Sembrano palline per bambini con i punti verdi: incredibilmente morbide, morte e non vanno da nessuna parte». Fritz ha raccontato di aver provato diverse confezioni, per escludere l’ipotesi di un lotto difettoso, ma il risultato non è cambiato. E, racconta, altri giocatori gli hanno riferito sensazioni simili. Il problema, per l’americano, va ben oltre il fastidio: “Devo usare tutto il corpo e colpire con tutta la forza solo per produrre un colpo solido. Devo modificare il mio modo di giocare per compensare una pallina che non si comporta come quella della competizione”. Da qui la richiesta precisa: allenarsi con le stesse palline utilizzate in partita.
l'appello di fritz
—Secondo Fritz, nell’ultimo anno e mezzo la differenza tra le palline da torneo e quelle acquistabili nei negozi, e usate spesso in allenamento, è diventata enorme. “Cambia completamente il modo in cui costruisci i punti, prendi rischi e giochi. Non sto esagerando: a livello professionistico fa una grande differenza”.
l'intervento dell'atp
—Come detto, le palline sono diventate uno dei temi più caldi del tennis moderno, al punto da essere indicate da molti giocatori come una delle principali cause dell’aumento degli infortuni a polso, gomito, avambraccio e spalla. Proprio per questo, l’ATP ha deciso da qualche settimana di intervenire con una sperimentazione a livello Challenger. D'ora in avanti le palline verranno sostituite con maggiore frequenza: il primo cambio non arriverà più al settimo game, ma al quinto, mentre i successivi passeranno dal tradizionale nono al settimo gioco. Una misura approvata anche dal Consiglio dei Giocatori, segnale che il malcontento è ormai impossibile da ignorare. Se le cose andranno bene, si passerà al circuito "maggiore".
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