Super Fabregas: dalla B alla Champions in 3 anni, e ora il Como c'è per lo scudetto
La Gazzetta dello Sport

Super Fabregas: dalla B alla Champions in 3 anni, e ora il Como c'è per lo scudetto

Sabato 12 settembre 2026
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Il successo sul Lipsia in Europa è solo l'ultimo gradino scalato dal tecnico spagnolo. Che adesso si candida seriamente per la lotta al titolo. La squadra si è messa in vetrina ed è sempre riuscita a farsi ammirare. Il capitano Da Cunha simbolo dell’ascesa

Il successo sul Lipsia in Europa è solo l'ultimo gradino scalato dal tecnico spagnolo. Che adesso si candida seriamente per la lotta al titolo. La squadra si è messa in vetrina ed è sempre riuscita a farsi ammirare. Il capitano Da Cunha simbolo dell’ascesa

Pierfrancesco Archetti Giornalista 12 settembre - 00:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dalla Serie B alla Champions è un soffio, anche se sono passati 28 mesi esatti. La promozione in A venne timbrata il 10 maggio di due anni fa, l’euro-trionfo di giovedì non ha chiuso un cerchio, l’ha soltanto allargato. La leggerezza di questi 853 giorni è dovuta anche al fatto di non aver conosciuto retromarce, crisi. E ora dà un altro avviso anche al campionato, proponendosi da seria rivale dell’Inter. Perché il Como si è messo in vetrina ed è sempre riuscito a farsi ammirare, salendo per gradi. Nella prima annata in A dopo 21 anni ha ottenuto il 10° posto, anche se l’obiettivo era la salvezza. Nella seconda è stata scolpita la partecipazione alla Champions. Adesso il debutto con 4 gol, però il racconto parte da palcoscenici meno prestigiosi, rispettati ma sempre nella mente di chi ora ha creato il successo.

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Disneyland

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"Il nostro progetto? Avete presente la Disney? Parchi a tema, film, studios, media e merchandising . Tutto connesso in un’unica fase: la stessa cosa che dobbiamo fare nel Como". Parole e musica di Mirwan Suwarso, il presidente che gestisce la società per la famiglia Hartono, proprietaria del club dal 4 aprile 2019. All’epoca dell’acquisto, reduce da fallimenti e retrocessioni, il Como era in D. Suwarso parlava così, alla Gazzetta, nell’aprile 2024, quando l’accesso al massimo campionato era vicino, però non si sapeva come si sarebbe coniugata la realizzazione del sogno disneyano alla logica del risultato. Salito subito di due categorie dopo il cambio di proprietà, il Como in B aveva frenato. Dopo i primi due anni, con due tredicesimi posti, si era deciso di alzare l’asticella e per superarla alla Tamberi si è puntato tutto su Cesc Fabregas. 

la coppia

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L’allenatore è il filo conduttore di questa trama, ma non è il solo. Il capitano Lucas Da Cunha è il solo titolare superstite della B. È arrivato nel gennaio ‘23, dal Nizza. Con Cesc fa subito coppia nello spogliatoio, nel senso che il catalano è ancora in attività quando viene preso il francese. Che l’altra sera è stato fra i migliori: poteva anche segnare, tuttavia il peso del numero 7 non viene misurato con i gol. Il ruolo è quello che Cesc aveva da giocatore, quando ha vinto un Mondiale e due Europei, è naturale che una cura particolare ci sia, se non altro per insegnare quanto aveva messo in pratica nella sua prima vita. Nel debutto da allenatore di Fabregas (Como-Feralpisalò 2-1, 25 novembre ’23), il primo a segnare dopo 3’ è proprio Da Cunha: l’inizio di una nuova era.

la svolta

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Fabregas, che stava apprendendo il mestiere con la Primavera, viene promosso al posto di Moreno Longo, non per crisi di risultati (6° posto con una gara in meno), ma per un cambio di mentalità. Decide Suwarso, che poi spiegherà: "Avevamo vinto partite senza merito, rischiando troppo. Una strada che non avrebbe portato lontano. Meglio cambiare subito, dopo sarebbe stato tardi. Fabregas ha una mentalità nuova e un’identità italiana. È l’architetto e anche uno dei proprietari: dà la linea".

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il crescendo

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Come nome, l’acquisto più illustre per festeggiare il ritorno in A è quello di Raphael Varane, difensore già di Manchester United e Real Madrid, ma le sue condizioni fisiche sono note e impossibili, quindi il campione del mondo del 2018 si ritira dal calcio dopo una sola presenza in Coppa Italia ed entra nello staff dirigenziale. L’arrivo di Nico Paz va catalogato sotto la voce “stelline da crescere”, invece il “10” diventa una trave portante , “ricomprato” quest’estate per 60 milioni. Ma sono anche gli acquisti sottotraccia a rendere adulto il Como, basti pensare agli 11 milioni per Tasos Douvikas e i 12 per Assane Diao, entrambi in rete l’altra sera. Mentre su Martin Baturina c’erano anche gli occhi di mezza Europa. Con il quarto posto di maggio, unito alla semifinale di Coppa Italia persa poi con l’Inter, il Como ha certificato l’entrata nel salotto buono della A, ora sta incantando anche l’Europa: una scalata stellare che non vuole interrompere. E può riguardare anche lo scudetto.

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