Tamberi non muore mai: "Mi davano per finito, invece... Non mollo per Camilla e Los Angeles"
Dopo due anni complicati, Gimbo si è presentato agli Europei e ha vinto, confermandosi inarrivabile animale da gara. E può stupirci ancora
Dopo due anni complicati, Gimbo si è presentato agli Europei e ha vinto, confermandosi inarrivabile animale da gara. E può stupirci ancora
Andrea Buongiovanni Giornalista 12 settembre (modifica alle 09:42) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn ultimo giro di giostra, un ultimo show, poi anche la sua stagione passerà agli archivi. Gianmarco Tamberi domenica 13 settembre, sulla pedana del National Athletics Centre di Budapest, sfruttando un “eccezionale invito” ad personam, sarà tra gli otto eletti che parteciperanno alla gara dell’alto maschile dell’Ultimate Championship. Si tratta di una nuova rassegna biennale voluta da World Athletics, dal montepremi complessivo di 10 milioni di dollari e che, per il vincitore di ognuna delle 26 prove individuali in programma, prevede un bonus da 150.000 dollari. L’azzurro del salto in alto, di quello stadio, ha splendidi ricordi: è lì che il 22 agosto 2023, superando 2.36, completò un personalissimo en-plein nelle più grandi manifestazioni, aggiungendo il titolo mondiale a quello olimpico, a quello europeo e a quelli iridato e continentale indoor, già in suo possesso. Ma il bilancio del 2026 del campione di tutto, vada come vada stavolta nel rinnovato impianto della capitale ungherese, sarà positivo. Molto positivo. Soprattutto per il trionfo del 14 agosto all’Alexander Stadium di Birmingham, dove Mister Halfshave, 34 anni e la voglia esagerata di un ragazzino, si è confermato animale da palcoscenico, come e più di sempre.
VIDEO: Tamberi, messaggio social dopo l'oro agli Europei: "Non mollate mai niente"FERITO DA TANTE BATTAGLIE
—Sette Europei consecutivi (il primo a Helsinki 2012), sette finali, quattro medaglie d’oro: come Tamberi, in Italia, nessuno. E nel Vecchio Continente proprio pochi. L’ultima impresa ha superato tutte le altre. Gimbo, un atleta ferito dalle tante battaglie, si è infatti presentato all’appuntamento clou della stagione senza alcuna certezza, reduce da due anni complicati. Se nel 2025 non era andato oltre i 2.20 (affrontando cinque gare), nel 2026 era salito solo di tre centimetri, con non più di tre competizioni, qualificazione dell’11 agosto in Inghilterra a 2.23 compresa. "Se salterò così anche in finale tanto valeva rimanere a casa", aveva detto a caldo. In cuor suo, però, sapeva di avere nelle gambe misure diverse. "Non sono capace di accettare fallimenti e sconfitte", aveva tuonato. "E se ho una certezza, è sul mio carattere: non mi arrendo mai. Non muoio mai. Devo ritrovare la mia sfrontatezza e sistemare alcuni errori tecnici, eredità dello scorso anno, nel quale non avrei nemmeno dovuto saltare". Mai sazio, l’anconetano. Mai in pace con se stesso. Ma trovatelo un altro che sappia coinvolgere ed elettrizzare il pubblico come lui.
BENEDETTA WILD CARD
—Quattro gli azzurri in gara a Birmingham: insieme a Tamberi, ammesso con una wild card da campione uscente, ci sono l’ambizioso ventenne Matteo Sioli, Christian Falocchi ed Edoardo Stronati. Le repentine eliminazioni degli ultimi due, l’infortunio a un adduttore di Matteo, comunque di bronzo con 2.27, poi la sfida di Gimbo con il 25enne ucraino Oleh Doroshchuk, il rivale più accreditato. L’azzurro ha commesso un errore a 2.18, è stato perfetto a 2.23 e a 2.27. Si va a 2.30: Doroshchuk supera l’asticella alla prima prova e va in testa, Tamberi, sull’orlo del precipizio, ci riesce alla seconda. Era dal 14 settembre 2024, da quando a Bruxelles vinse la finale di Diamond League con 2.34 un mese dopo l’incubo dell’Olimpiade di Parigi, che non andava oltre il “muro”. Si sale a 2.32. Un nullo a testa. Oleh ne commette un altro. Gianmarco, nel momento più difficile, ritrova il salto dei giorni migliori (rincorsa rapida e decisa, stacco perentorio) e va al comando. L’ucraino fallisce anche la terza prova, Tamberi è d’oro. Come ad Amsterdam 2016 (con 2.32), a Monaco di Baviera 2022 (con 2.30) e a Roma 2024 (con 2.37). Per la quarta volta. Scavalcando nel medagliere azzurro continentale leggende come Adolfo Consolini, campione del disco a Oslo 1946, Bruxelles 1950 e Berna 1954 e Pietro Mennea, trionfatore nei 200 a Roma 1974 e nei 100 e nei 200 a Praga 1978. Ed eguagliando Nadia Battocletti che, poco prima, conquistando i 10.000, ha completato la doppia doppietta coi 5000 (quindi a sua volta capace del poker d’oro, ma in due specialità diverse).
L'AVAMBRACCIO CHE PARLA
—Gimbo, dieci medaglie e nove ori globali, all’interno dell’avambraccio sinistro, si è scritto “Trust your mind, trust your body, trust yourself”, Credi nella tua testa, nel tuo corpo e in te stesso. E sul retro del pettorale “Guess who is back” (Indovina chi è tornato). Chiaro, no? In chiave internazionale sono invece nove, adesso, gli uomini che vantano quattro ori europei nella stessa gara. A Birmingham, al giavellottista sovietico Janis Lusis (tra il 1962 e il 1971), all’ostacolista britannico Colin Jackson (1990-2002), al giavellottista connazionale Steve Backley (negli stessi anni) e al siepista francese Mahiedine Mekhissi (2010-2018), oltre a Tamberi si sono aggiunti i norvegesi Jakob Ingebrigtsen nei 5000 e Karsten Warholm nei 400 ostacoli, lo svedese Mondo Duplantis nell’asta e il greco Miltiadis Tentoglou nel lungo, tutti capaci di imporsi nelle ultime quattro edizioni consecutive. Quattro le donne arrivate a tanto: la croata Sandra Perkovic, al titolo del disco addirittura sei volte consecutive (2010-2022), poi la sovietica Nadezhda Chizhova nel peso (1966-1974), la tedesca Heike Drechsler nel lungo (1986-1998) e la polacca Anita Wlodarczyk nel martello (2012-2018). Insomma: la compagnia è ristretta e di gran qualità.
E LO STADIO CANTA
—La notte di Tamberi, però, non è mai stata così dolce. Perché in questo 14 agosto cade anche il primo compleanno della figlia Camilla, in tribuna in braccio a mamma Chiara. E Gimbo, a gara conclusa, quando lo speaker di campo gli rivolge le domande di rito che spettano al vincitore, prende il microfono e ai 22.000 dell’Alexander Stadium chiede di intonare Happy birthday to you per la sua bambina. E tutti gli vanno dietro, come nemmeno a un concerto. "Sapevo che sarei tornato ai vertici", ammetterà. "In pochi mi credevano, in tanti mi davano per finito. Era come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venir fuori. Camilla, poi, è la ragione per la quale sono andato avanti dopo l’Olimpiade di Parigi, mi ha dato la forza di reagire, di rimettermi in gioco. Non poteva continuare a vedermi prendere schiaffi a destra e a sinistra. Non ci penso proprio a mollare, continuo a sbatterci la testa, ma non faccio passi indietro. Chi continua a investire, vince. E poi che bello vedere che qualcosa ho seminato: dietro di me, da Sioli in giù, ci sono un sacco di ragazzi pronti a emergere".
GRAZIE GIULIO E TIAGO
—Con tanti ringraziamenti anche a coach Giulio Ciotti e al fisioterapista Tiago Gamelas, sempre al suo fianco e primi riferimenti di uno staff allargato. A Gimbo Birmingham ha rimesso le ali: e adesso chi lo ferma più? Otto giorni dopo il trionfo europeo, è tornato a vincere in Diamond League, nella polacca Katowice, con 2.31. Poi ha fatto suoi i Giochi del Mediterraneo di Taranto con 2.25, fallendo di poco i 2.35 della miglior prestazione mondiale stagionale e aggiungendo alla collezione un titolo che mancava. Quindi è stato terzo alla finale di Diamond League di Bruxelles, ancora con 2.25, ma con un’ultima prova a 2.31 che pareva fatta e che probabilmente gli sarebbe valsa il successo. Ora, per chiudere, l’Ultimate Championship. E, sullo sfondo, i Giochi di Los Angeles 2028, la sfida che più lo stimola. "Durante i primi mesi dell’anno mi sono chiesto se davvero potrò reggere ancora così a lungo. In queste settimane ho capito che non solo è possibile, ma anche che potrò essere molto competitivo". Guai a non credergli.
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