Hakkinen: "Antonelli meglio di me in una cosa. Ordini di scuderia? Quando correvamo io e Schumi..."
La Gazzetta dello Sport

Hakkinen: "Antonelli meglio di me in una cosa. Ordini di scuderia? Quando correvamo io e Schumi..."

Sabato 12 settembre 2026
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Il due volte campione del mondo: "Quando sei giovane rischi di esagerare, ma Kimi sta giocando d'intelligenza"

Il due volte campione del mondo: "Quando sei giovane rischi di esagerare, ma Kimi sta giocando d'intelligenza"

Dall'inviata a Madrid  Giulia Toninelli 12 settembre (modifica alle 09:31) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Mika Hakkinen

Di sfide leggendarie, Mika Hakkinen è stato grande protagonista. Sorpassi rimasti nella storia, ma anche dualismi diventati mitici, coraggio dimostrato in pista e capacità di rialzarsi. Oggi, come membro del Laureus World Sports Academy, il due volte iridato finlandese guarda con entusiasmo alla nuova sfida agonistica che i piloti affronteranno al Madring.

Che idea si è fatto su questo circuito?

"Sono andato a dare una prima occhiata al tracciato quando sono venuto a Madrid un paio di mesi fa per l’assegnazione dei Laureus e l’ho subito trovato molto affascinante sotto il punto di vista della guida. C’è tanto entusiasmo, come se le persone sapessero che questa è un’occasione per assistere a una nuova storia, e penso che la gara sarà molto interessante perché soprattutto nelle qualifiche si arriverà al limite".

Si arriva a Madrid dopo una grande vittoria a Monza di Kimi Antonelli. La sta sorprendendo quello che sta facendo?

"È impressionante soprattutto se si pensa alla poca esperienza che ha in pista rispetto ad altri piloti. È molto più maturo di quanto fossi io alla sua età. Quando sei giovane come lui il rischio è spesso quello di esagerare, di voler estrarre tutto da ogni weekend, invece a volte quando si pensa al Mondiale bisogna giocare di intelligenza e sapere che in certi fine settimana un terzo o un quarto posto possono bastare. Era un ragionamento che ha fatto prima di Monza, quando ha scelto di andare in penalità nella sua gara di casa, ma poi alla fine ha vinto comunque". 

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C’è ancora possibilità per gli avversari? 

"Le altre squadre hanno recuperato rispetto al via del campionato ma non penso che Antonelli senta la pressione in quel senso. Penso più che altro che sia circondato da positività ed entusiasmo, che sono due aspetti che ti danno tantissima energia, fondamentale per tenere la mente concentrata. E lui ci sta riuscendo nonostante la sua età, quindi toccherà ai suoi avversari fare qualcosa di magico".

Si discute molto di prime e seconde guide in questo momento. È cambiato qualcosa rispetto alla sua Formula 1? 

"Quando correvo contro la Ferrari e Michael Schumacher, gli ordini di scuderia venivano applicati già nella prima fase del campionato ed era una scelta molto evidente. In McLaren avevamo una filosofia un po’ diversa perché il team voleva dare a entrambi i piloti le stesse opportunità, fino al momento in cui non era più possibile sostenere uno dei due compagni nella lotta al titolo. Oggi c’è in generale molta più attenzione su ogni singola scelta del team e diventa più difficile per una squadra parlare apertamente di prime e seconde guide. Le squadre quindi in questo caso, sono più caute nell’attivare ordini".

Lei cosa farebbe?

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"Io probabilmente reagirei in modo vecchio stile e direi: «Dai, se abbiamo un campionato da vincere proviamo a farcela in ogni modo» ma bisogna comprendere anche il team. La frustrazione a volte è normale per i piloti, soprattutto se appena scesi dalla macchina, come le parole pronunciate recentemente da Hamilton che ha chiesto più chiarezza alla squadra nella gestione delle dinamiche interne. Ma la cosa fondamentale è saper prendere queste emozioni e riuscire a farne qualcosa di produttivo".

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