Altro che "ciclo finito": dall'Udinese... all'Udinese, così l'Inter si è trasformata in 379 giorni
Poco più di un anno fa la squadra di Chivu - che lo stesso tecnico definiva "un cantiere aperto" - veniva ribaltata dai friulani a San Siro in mezzo ad una pioggia di critiche. A distanza di mesi, la trasformazione è completata
Poco più di un anno fa la squadra di Chivu - che lo stesso tecnico definiva "un cantiere aperto" - veniva ribaltata dai friulani a San Siro in mezzo ad una pioggia di critiche. A distanza di mesi, la trasformazione è completata
Gregorio Spigno Giornalista 12 settembre - 10:37 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl pianeta terra impiega circa 365 giorni per completare il proprio giro attorno al sole. Ma il mondo, quanto ci mette a capovolgersi? Diciamo, più o meno, 379. Ovvero i giorni che separano Inter-Udinese dello scorso anno dalla prossima sfida a San Siro tra nerazzurri e friulani. Perché poco più di un anno fa la truppa di Chivu, per stessa ammissione del tecnico, era ancora "un cantiere aperto" e veniva ribaltata dal gruppo di Runjaić. Mentre oggi appare una squadra decisamente diversa, trasformata dal lavoro del proprio tecnico, bella e vincente. Certo, il calcio non è una scienza esatta ed è impossibile escludere che, magari, la partita di lunedì finisca esattamente nello stesso modo. Ma indipendentemente da questo l'Inter è cresciuta esponenzialmente, ha spazzato via le ruggini di un'estate fa, archiviato la finale di Champions League contro il Psg, il successivo Mondiale per Club non particolarmente fortunato ed è stata plasmata ad immagine e somiglianza di Cristian Chivu. Accartocciando qualsiasi critica di chi riteneva finito il ciclo nerazzurro e facendovi un bel canestro da tre punti nel cestino dell'immondizia.
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—A dire il vero, un anno fa l'Inter era arrivata alla sfida contro l'Udinese forte di un più che convincente 5-0 al Torino, ma alla prima sconfitta di Chivu sulla panchina nerazzurra - maturata appunto contri i bianconeri - era tornata a scatenarsi la tempesta di sentenze che decretavano come il gruppo nerazzurro dovesse concludere lo scorso campionato ben lontano dalla vetta. Il tempo ha detto tutt'altro, anzi ha portato il Doblete, e proprio Chivu lo rivendica spesso: "C'è una grossa differenza tra la percezione di cosa viene narrato da fuori e cosa siamo noi - aveva detto prima dell'esordio stagionale contro il Monza -. Pochi mesi fa il gruppo sembrava fallito, a fine ciclo, e che oggi invece debba dominare. Ma noi non siamo cambiati. Siamo gli stessi". In 'Notte prima degli esami' Antonello Venditti canta di un gruppo di ragazzi "Forse cambiati, certo un po' diversi". Una frase che risuona bene proprio se associata ai calciatori nerazzurri, "cambiati" dal lavoro psicologico, tecnico e tattico di Cristian Chivu. E oggi tornati favoriti anche tra coloro che un anno fa consideravano concluso il lungo periodo positivo vissuto dall'Inter.
fantasma udinese
—Nel dettaglio, la sfida all'Udinese di un anno fa può finire dritta dritta nel catalogo nerazzurro delle "partite sfortunate", ma che comunque ha contribuito alla trasformazione dell'Inter. Anche in quel caso la sosta nazionali era alle porte (oggi c'è "di mezzo" ancora la Roma), anche in quel caso l'Inter arrivava da una bella vittoria. E tutto sembrava incanalarsi rapidamente verso i binari giusti: ad un passo dal vantaggio con Bastoni, poco dopo il centro di Dumfries, ma anche... il crollo sul piano atletico, quando la forma migliore era ancora troppo distante. Il pareggio di Davis su rigore e lo schiaffo pesantissimo di Atta proprio al tramonto del primo tempo. L'Inter pareggerà con Dimarco, il Var annullerà e la squadra di Chivu rimarrà schiacciata dalla solita, mostruosa fisicità dell'Udinese. Vittima anche di una frenesia eccessiva sotto porta, di errori grossolani, di una mezza incapacità di capitalizzare le tante occasioni create. Dettagli fondamentali corretti e migliorati, che hanno proiettato l'Inter davanti a tutti l'anno scorso e favorita pure oggi. Dall'Udinese... all'Udinese. "Forse cambiati, certo un po' diversi".
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