Oddo: "Gattuso, la tua Lazio bella outsider. Modric nel mio Milan? Avrebbe dovuto vedersela con Pirlo..."
Il doppio ex: "Il mio amico Rino è un combattivo: i biancocelesti però non sono da quarto posto"
Il doppio ex: "Il mio amico Rino è un combattivo: i biancocelesti però non sono da quarto posto"
Andrea Ramazzotti Giornalista 12 settembre - 12:34 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLazio-Milan è la partita di Massimo Oddo che in carriera ha giocato e vinto con entrambe le maglie. Stasera davanti alla tv avrà il cuore diviso a metà.
Oddo, che gara sarà Lazio-Milan?
"Una partita di alto livello. In questo momento la Lazio sta giocando con un centrocampo a tre, quindi sicuramente sarà in superiorità numerica lì in mezzo. Il Milan dovrà essere attento a non allungarsi per non lasciare il tre contro due in mezzo e a sua volta cercherà di creare densità con linee strette".
Si aspettava un Frattesi subito così decisivo?
"Frattesi è un centrocampista importante, che ha sempre dimostrato di saper fare tanti gol. Magari non tre reti in tre partite, ma sa incidere".
Modric avrebbe potuto giocare nel suo Milan campione d’Europa?
"Ci sarebbe stato bene. Modric è un campione, uno degli ultimi della sua generazione, e sarebbe stato bene in quel Milan. Non so se sarebbe stato sempre titolare perché avrebbe dovuto vedersela con Pirlo".
Quello tra Zaccagni e Cisse è un duello anche in ottica Nazionale?
"Zaccagni è già affermato: ha dimostrato quello che vale e ha tanta esperienza. A me piace molto. Cisse invece è un profilo molto interessante, un giovane che ha fatto vedere grandi cose la scorsa stagione e sta continuando sulla stessa strada in una squadra più blasonata e in una categoria superiore. Ha una grande personalità perché quando entra, non teme nulla: prova la giocata, la sterzata, il dribbling e corre dietro a tutti. Questo è un segnale sicuramente molto positivo. Le qualità le ha e ci aspettiamo tutti che cresca ancora di più".
Cisse sarà convocato da Mancini?
"Se non viene chiamato Cisse in Nazionale, non so chi possa essere chiamato. Io credo che di giovani in Italia ce ne siano tanti: devono crescere e fare esperienza, ma in questo momento Cisse è uno da tenere sicuramente sotto osservazione. E Mancini ha sempre avuto buon occhio per i giovani".
Gonçalo Ramos farà la differenza in Serie A?
"Lui è un attaccante che ha sempre dato un contributo alle squadre dove è stato, compreso il Psg due volte campione in Champions. Quindi sicuramente lo farà anche con il Milan".
Pinamonti è pronto per un salto di qualità?
"Non è mai facile passare da una piazza come il Sassuolo a una molto più importante e storica come la Lazio. A Roma le pressioni sono enormi e questo dal punto di vista mentale lo farà crescere. Pinamonti è un buonissimo attaccante, uno dei pochi centravanti italiani e credo che farà un salto di qualità".
Gattuso è l’uomo giusto per la Lazio?
"Rino è un amico e un professionista che ha sempre saputo chi è. Con lui la Lazio è partita benissimo quest’anno, ma avevo pochi dubbi perché è uno combattivo e probabilmente si trova più a suo agio in queste situazioni di lotta e di difficoltà, piuttosto che in mondi ovattati. Nei momenti complicati riesce a isolare la squadra, a tenerla fuori da quelle che sono le problematiche extra campo".
Le piace la proposta di gioco di Amorim?
"Sì, però fino adesso è solo una proposta, ovvero parole e idee. Abbiamo di fronte un allenatore che vorrebbe un Milan aggressivo, che domina il gioco. Per arrivare a vedere qualcosa di concreto c’è bisogno di tempo: c’è stato qualche sprazzo nelle prime due partite, mentre contro la Juve molto di meno. Normale perché adesso le squadre sono in fase di costruzione e i verdetti delle prime giornate di Serie A sono poco indicativi. Amorim ha bisogno di inculcare la sua ideologia di calcio e non può riuscirci in due mesi. L’esempio è la Roma che con Gasperini ha iniziato ad andare forte dopo un po’".
Qual è il vero obiettivo della Lazio?
"Credo che la Lazio sia più o meno quella dell’anno scorso e di due anni fa, ovvero una formazione che per valori tecnici non è al livello di Milan, Inter, Roma e Juventus. Può essere un’outsider e dare fastidio alle più forti, ma non è da primi quattro posti".
Il Milan invece è da scudetto?
"Per ora no, ma dipende dalla crescita che avrà, non tanto a livello di singoli, ma come collettivo".
Tiferà Lazio o Milan?
"Me la godo e basta".
Che ricordi ha della sua esperienza biancoceleste?
"Bellissimi perché ovviamente sono molto legato a quei colori, alla piazza e alla gente. Sono stato l’ultimo acquisto di Cragnotti, ho vissuto l’inizio dell’era Lotito e sono diventato capitano".
Al Milan invece ha vinto la Champions.
"Sono arrivato a gennaio 2007 e in campionato la squadra non stava andando bene. Nessuno si aspettava che conquistassimo la Champions e invece facemmo partite incredibili con il Bayern Monaco, il Manchester United e in finale con il Liverpool".
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