Otto mesi dopo l'Italia ritrova l'asso Michieletto: "Mi manca solo un po' di campo"
Alle 21.05 a Modena azzurri contro la Grecia: altra chance di crescita per il forte schiacciatore: "Non sarò protagonista dall’inizio ma, se c’è bisogno, spero di dare il mio contributo"
Alle 21.05 a Modena azzurri contro la Grecia: altra chance di crescita per il forte schiacciatore: "Non sarò protagonista dall’inizio ma, se c’è bisogno, spero di dare il mio contributo"
dalla nostra inviata Rebecca Saibene 12 settembre (modifica alle 13:04) - MODENA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleI tifosi lo hanno aspettato come si aspetta il sole della primavera dopo il buio e il maltempo invernale. Per mesi hanno tenuto negli occhi le sue ultime imprese e coltivato la speranza di rivederlo in tempo per questo Europeo, di nuovo con addosso quell’azzurro a cui ha regalato tante gioie. Giovedì sera Alessandro Michieletto è tornato davvero dopo la pioggia. Le nuvole avevano finalmente concesso una tregua a Piazza del Plebiscito quando, sul 20-16 del terzo set contro la Svezia, De Giorgi lo ha chiamato dalla panchina. "Con il numero 5 fa il suo ingresso in campo: Alessandro...", ha annunciato lo speaker, che non ha avuto bisogno di aggiungere altro. "Mi-chie-let-to", hanno scandito quasi seimila persone, prima che il suo nome venisse sommerso dal boato dell’arena, sostituitosi ai tuoni. Dopo quasi otto mesi, Michieletto era di nuovo in campo. Stasera contro la Grecia, al PalaPanini, il suo percorso riparte da lì: dai pochi palloni giocati a Napoli, dove non ha attaccato, ma solo ricevuto, chiudendo con il 50% nel fondamentale, e dalla necessità di aggiungerne altri, mettere minuti nelle gambe e ritrovare riferimenti, per avvicinarsi durante l’Europeo al giocatore che era prima dell’infortunio.
Piano piano
—Rivedere Michieletto in campo infatti non significa aver ritrovato lo schiacciatore capace di spostare gli equilibri che un anno fa ha trascinato l’Italia al secondo titolo mondiale consecutivo con 93 punti in sette partite, 12 ace — da sesto marcatore assoluto — e capace di aggiudicarsi i premi di miglior schiacciatore e Mvp del torneo. Che 2025, quello di Michieletto: chiuso in cima al mondo, anche con il riconoscimento di miglior pallavolista dell’anno assegnato dalla Fivb. Poi, quasi senza avere il tempo di ripartire, è arrivato lo stop. A inizio 2026 l’infortunio alla schiena, una frattura da stress incompleta del peduncolo destro della quarta vertebra lombare, lo ha costretto a fermarsi e poi a ripartire gradualmente, con l’Europeo cerchiato come obiettivo.
Arma
—La sua presenza tra i 14 è rimasta in dubbio fino all’ultimo, poi Michieletto ce l’ha fatta. Ma esserci era soltanto il primo traguardo. Adesso comincia un’altra corsa, da affrontare con la stessa filosofia scelta da De Giorgi per tutta la Nazionale: "In questo tipo di manifestazione è importante affrontare una cosa alla volta e avere la testa sul crescere e migliorare durante il torneo". Vale per l’Italia e, forse ancora di più, per il suo numero 5. Gli azzurri devono crescere per essere al meglio quando l’Europeo entrerà nella fase decisiva, Alessandro per provare a diventare, strada facendo, quell’arma in più che oggi De Giorgi non può ancora utilizzare. Ritrovare Michieletto a pieno regime significherebbe restituire a Giannelli una soluzione preziosa anche sulle palle lunghe, con la capacità di attaccare sopra il muro e trovare colpi anche nelle situazioni meno pulite. Ma anche aggiungere peso dai nove metri, centimetri a muro e maggiore equilibrio in seconda linea. Una presenza che allarga le possibilità dell’attacco azzurro e può diventare ancora più importante quando il livello degli avversari si alzerà. "Fisicamente sono pronto. Mi manca un po’ il gioco, ecco cosa mi manca", ha spiegato lo schiacciatore.
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—Il pallone, in realtà, non è mancato dalle sue giornate. "Ho fatto tanto lavoro differenziato e messo su tanti tocchi. La ricezione l’ho allenata tutta l’estate. Mi manca il campo: attaccare contro un muro, con una difesa, il sei contro sei. Tutto questo l’ho fatto ancora poco ed era l’ultima cosa da mettere nel processo di rientro". Adesso però non bisogna bruciare le tappe. "Ho i salti contati ogni giorno: venti-trenta, più o meno", ha raccontato. "Ma vanno aumentando ogni giorno». E possono aumentare anche i minuti in campo. Lui per primo sa che almeno all’inizio dovrà vivere un Europeo diverso da quelli a cui era abituato. "Non sarò protagonista dall’inizio ma, se c’è bisogno, spero di dare il mio contributo, Se andiamo avanti, potrò darlo anche in prima linea". L’Italia e il suo bomber condividono quindi lo stesso obiettivo: arrivare al meglio quando le partite inizieranno a pesare. Dopo l’ingresso con la Svezia, stasera contro la Grecia potrebbe arrivare un altro piccolo passo, poi ci saranno Slovacchia, Repubblica Ceca e Slovenia. Tante occasioni per continuare a crescere.
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