Il cardinale Zuppi: "Il tennis è una lotta spirituale. Papa Leone? Ha un ottimo rovescio"
Nella presentazione del libro di Ludwig Monti "Il rovescio di un biblista - Lessico spirituale del tennis", il presidente della Cei riflette sul legame tra Bibbia e racchetta: dalla lotta contro i propri demoni all’amore per gli altri. E promette di parlarne con il Pontefice, grande appassionato
Nella presentazione del libro di Ludwig Monti "Il rovescio di un biblista - Lessico spirituale del tennis", il presidente della Cei riflette sul legame tra Bibbia e racchetta: dalla lotta contro i propri demoni all’amore per gli altri. E promette di parlarne con il Pontefice, grande appassionato
Lorenzo Topello Collaboratore 12 settembre (modifica alle 16:46) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google“Il tennis può essere una faticosa palestra di fraternità, come ci mostra l’abbraccio a rete fra i contendenti a fine partita, comunque sia andata”. La firma è del cardinale Matteo Zuppi, autore di una presentazione speciale, pubblicata dal Corriere della Sera. Quella del libro “Il rovescio di un biblista- Lessico spirituale del tennis” di Ludwig Monti. Zuppi, presidente della Cei, ha evidenziato i lati in comune fra la cristianità e quello che da sempre è descritto come lo sport del diavolo. Un paradosso? Fino a un certo punto.
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—“Solo insieme, facendo squadra, si vince” esordisce il cardinale nella presentazione, motivando così la propria passione per lo sport rinfocolata quotidianamente a Bologna fra calcio e basket. Zuppi però è voluto andare oltre, descrivendo il legame fra la Bibbia e il più individuale dei giochi, quello in cui ci si confronta prima di tutto “coi propri demoni interiori, e solo dopo con l’avversario. Ho scelto il tennis innanzitutto perché sono convinto che rappresenti un’impareggiabile metafora della ‘lotta spirituale’, quella che i cristiani, ma oserei dire tutti gli esseri umani, dovrebbero imparare a combattere contro se stessi e le proprie inclinazioni al male, per non cadere preda del peccato. Così forse si imparerebbero a far tacere le armi, con l’unico inconveniente di qualche racchetta rotta per la rabbia…”.
TENNIS E AMORE
—Da qua muove la riflessione: “Esiste un viaggio che ogni uomo è chiamato a fare: il viaggio a scoprirsi fratello degli altri e a riscoprire nell’altro il volto di un fratello. E il tennis è una faticosa palestra di fraternità. Anzi: il tennis, definito paradossalmente ‘lo sport del diavolo’, è un frammento del caleidoscopico amore del "Dio" che "ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito", prosegue Zuppi. Prima di una postilla curiosa: “Penso che di tutto ciò parlerò con papa Leone XIV, appassionato tennista dilettante che – mi dicono – è dotato proprio di un ottimo rovescio”.
il papa e sinner
—Papa Leone, in effetti, di tennis si intende eccome: nel maggio dell’anno scorso, poco dopo essere salito al soglio pontificio, ricevette Jannik Sinner in Vaticano accettando volentieri una racchetta come dono. Ne nacque un incrocio di battute niente male: “Vuole fare due scambi?” propose l’azzurro. E il Pontefice, indicando la maestosità della sala, rispose col sorriso che forse era meglio evitare, per non rompere nulla. Ma aggiunse, riferendosi al proprio look ovviamente bianco: “Certo però che a Wimbledon mi farebbero giocare…”.
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